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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Manca la percezione della crisi, ma talvolta si esagera…

pensieri paroleHo già scritto circa la mancata percezione della crisi da parte dei (nostri) dipendenti ed ogni volta mi chiedo se “ci sono o ci fanno”, quando avanzano richieste assurde.

L’altro giorno l’amica Poppea, dopo aver letto di un dipendente che, nonostante la crisi, si porta a casa oltre 1700 € al mese e si lamentava di non aver avuto aumenti da alcuni anni (coincidenti con il periodo di crisi, chissà perchè) si era a dir poco stupita.

Nelle scorse settimane avevamo davanti un bivio: o licenziare una persona oppure valutare se due persone fossero disponibili ad accettare la riduzione dell’orario. Hanno scelto la seconda ipotesi.

Perchè questa riduzione? Perchè la mancanza di liquidità è tale da non permetterci di mantenere queste uscite (di stipendi, che le altre sono state tutte tagliate) a fronte del 60% di ore lavorate in meno in un anno.

Possiamo pagare 100 per avere un rientro (lordo) per 40?

Oggi comincia il periodo al 50% ed ecco che uno dei dipendenti mi dice: “visto che questo mese prenderemo meno causa part time non è possibile avere il premio (dato volontariamente, sia chiaro) che è stato sospeso nel 2012?”

Fammi capire, riduco l’orario di lavoro perchè non avrei i soldi per pagarti l’intero stipendio e tu mi chiedi un premio che ho sospeso di dare sia perchè sono caduti i presupposti per darlo sia perchè non ho i soldi?

Prima parte nel 2011 – seconda parte nel 2012 – potevano negarci una quarta parte nel 2015?

Vi rimando a quanto scritto nel 2011 e vi lascio immaginare dove sia finito il mio morale in questi 3 anni:

Leggo in un articolo de Il Giornale del 16 luglio 2011 un pensiero del Presidente Luigi Einaudi (1874- 1961) e vi faccio notare che è morto nel 1961; sono trascorsi 50 anni ed il suo pensiero è drammaticamente valido ancor oggi:

“…migliaia, milioni di individui lavorano, producono, e risparmiamo nonostante tutto quello che noi possiamo inventare per molestarli, incepparli, scoraggiarli. E’ la vocazione naturale che li spinge; non soltanto la sete di denaro.

Il gusto, l’orgoglio di vedere la propria azienda prosperare, acquistare credito, ispirare fiducia a clientele sempre più vaste, ampliare gli impianti, abbellire le sedi, costituiscono una molla di progresso altrettanto potente che il guadagno.

Se così non fosse, non si spiegherebbe come ci siano imprenditori che nella propria azienda prodigano tutte le loro energie e investono i capitali per ritrarre spesso utili di gran lunga più modesti che quelli che potrebbero sicuramente e comodamente ottenere con altri impieghi.”

Capiamoci, questo è un discorso da micro imprenditore onesto, che per gli squali è tutto un altro paio di maniche.

Ma resta il fatto che io ho perso la spinta di cui parlava Einaudi, perchè puoi resistere alle crisi di mercato, se non sono triennali come quella in atto, ai clienti che non pagano (fino ad un certo punto), puoi masticare amaro e mandare giù bocconi indigesti, ma come fai ad andare avanti se il tuo primo avversario, per di più scorretto, è lo Stato?

3 commenti su “Manca la percezione della crisi, ma talvolta si esagera…

  1. Poppea
    1 luglio 2014

    IL PREMIO IN QUANTO TALE SI DA’ SULLA PRODUZIONE MA SE LA PRODUZIONE NON C’è, ALTRIMENTI NON CI SAREBBE PART TIME, CHE PREMIO VUOI? MAH

    (scusa il maiuscolo)

    • Paoblog
      1 luglio 2014

      peggio, non è un premio di produzione, ma sulle ore lavorate (serviva negli anni addietro per contrastare l’assenteismo) ma anche in questo caso se sei presente ma, per forza di cose, non c’è nulla da fare, dimmi grazie che ti tengo e ti pago puntuale, altro che premio

      • Poppea
        1 luglio 2014

        Ah ecco, meglio ancora, la gente non si regola

I commenti sono chiusi.

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