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Patatine light solo a parole…

in sintesi un articolo di Francesca Avalle che leggo su Il Fatto Alimentare

Scrive un lettore a Il Fatto Alimentare: Sono incappato in una curiosa faccenda: qualche giorno fa ho comprato delle patatine San Carlo “Light” e, insieme, una confezione di patatine San Carlo “Più Gusto Vivace”.

La curiosità sta nel fatto che le patatine Light, nutrizionalmente parlando, non sono affatto più “leggere” delle altre patate o, quantomeno, la differenza è microscopica.

Ora mi domando: è lecito vendere un prodotto come “light” quando la differenza con un prodotto “non light” è minuscola?

Cerchiamo di fornire alcune indicazioni e, soprattutto, speriamo di stimolare qualche risposta dall’azienda.

Nel sito San Carlo, la sezione prodotti mostra un’offerta molto ampia legata alla necessità di catturare più gruppi di consumatori, dai bambini agli adulti. L’intento è di promuovere uno stile alimentare ”sano” anche quando si sceglie un prodotto edonista per eccellenza.

Cosa c’è di salutista?  Il sito sottolinea che per il sacchetto di leccornie si usano solo le patate “migliori”, e ingredienti semplici come olio  e sale (“sale iodato, povero di sodio molto stuzzicante”).

Di fatto, il consumatore per primo dovrebbe rendersi conto che il prodotto in sé – patatine fritte industriali – non si coniuga con il salutismo. Per chi segue attentamente le proprietà nutrizionali di ciò che mangia, la patatina al massimo può rappresentare un consumo trasgressivo e occasionale, e in questo caso non ha importanza se è light, rustica o al gusto di paprika.

Discutibile – e da valutare con attenzione – anche la porzionatura: sulle buste la porzione viene considerata da 25 g, ma è difficile rimanere entro tale limite aprendo un sacchetto da 100 o 150 g, con il ben noto effetto “una tira l’altra”.

Cosa dice la legge…Secondo il Regolamento del Parlamento Europeo (n. 1924/2006) relativo alle informazioni nutrizionali e sulla salute fornite sugli alimentari, l’indicazione che un prodotto è «leggero» o «light» – e ogni altra indicazione che può avere lo stesso significato per il consumatore – è consentita solo se la riduzione del contenuto è pari ad almeno il 30% rispetto a un prodotto simile, a eccezione dei micronutrienti (-10% rispetto ai valori di riferimento) e del sodio o del valore equivalente del sale (-25% rispetto ai valori normali).

… e cosa dicono le etichette delle Patatine San Carlo. Nel caso delle Patatine Light non è specificata alcuna sostanza a contenuto ridotto. Le differenze sono minime o nulle, e inoltre non è indicato il contenuto di sodio.

Poche informazioni sulla busta delle Light: si punta sulla poesia – “Sono un’ala lieve lieve, tutto gusto d’innocenza. Orchi grassi e calorie li ho cacciati tutti via. Il mio sale vien dal mare, una brezza per danzare”, ecc. – e su consigli riguardanti un’alimentazione sana e  una regolare attività fisica.

Lettura dell’articolo e Tabelle > QUI

8 commenti su “Patatine light solo a parole…

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Questa voce è stata pubblicata il 14 ottobre 2011 da in Alimentazione, Cucina & Ristoranti, Consumatori & Utenti, Leggo & Pubblico con tag , , , , .
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