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Milano, gli negano la patente perché è gay = Bufala

AntiBufalaIeri sul televideo di Mediaset ho letto questa notizia e mi sono stupito del fatto che fosse accaduto di nuovo, vista la recente sentenza di risarcimento nei confronti di un automobilista che anni fa in effetti si è visto rifiutare la patente per “mancanza di requisiti psico-fisici richiesti” essendo gay.

Vien da chiedersi quali requisiti psico-fisici abbia chi frequenta baby-squillo, ma poi il discorso si allarga troppo.

Questa mattina, a testimonianza della costante Disinformazione ed inattendibilità dell’Informazione ufficiale ecco che Paolo Attivissimo smonta una notizia che tale non è, essendo falsa.

Copio in sintesi quanto letto su Il Disinformatico, anche se so bene che non servirà a nulla, non ai lettori* che si indignano con facilità, mollano un Mi piace su Facebook e non servirà ai giornalisti (o presunti tali) per capire che sarebbe meglio verificare prima e pubblicare dopo:

Un ventottenne di Pavia si è visto negare dalla Prefettura di Milano il rinnovo della patente di guida perché è omosessuale e questo farebbe mancare i “requisiti psicofisici richiesti”.

Così, perlomeno, raccontano in queste ore moltissime testate giornalistiche: Corriere della Sera (a firma di Paola Arosio), ADNKronos, L’Unione SardaTGcom24, La Provincia Pavese, Il Mattino, Affaritaliani, Leggo, Il Giornale (a firma di Ivan Francese), Huffington Post e altre ancora.

Ma l’unica fonte diretta della storia della patente negata per omosessualità che viene citata dalle testate giornalistiche è l’associazione Agitalia, a sua volta citata da ADNKronos.

Il problema è che Agitalia è una nota fabbrica di bufale, come segnalano diligentemente da tempo Bufale un tanto al chilo e Il Tirreno.

La notizia è quindi priva di riscontri e proviene da una singola fonte di pessima reputazione.

Per fortuna fra i tanti giornalisti che lavorano male ce n’è qualcuno che si guadagna lo stipendio invece di consumare i tasti Ctrl, C e V.

* Aggiungo una nota chiaramente polemica destinata a chi ha diffuso e condiviso con leggerezza il video-bufala sulle mele Bio (vedi sotto): gli articoli de Il Fatto Alimentare, di Query, i video degli addetti ai lavori, fanno INFORMAZIONE, a differenza vostra che create inutile allarmismo e di fatto confondete i consumatori. E la Disinformazione non ci serve.

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