Paoblog.net

Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Allarmismo o vere frodi? Un lettore si interroga sulla disinformazione e le bufale che mettono in crisi i consumatori

Non fatevi fuorviare dal titolo, 😉 non è che mi scrivo e mi rispondo da solo; in realtà questa pubblicata da Il Fatto Alimentare è la lettera che ho inviato a Roberto La Pira dopo aver letto il breve articolo sul libro in questione.

°°°

articolo-pomodori-cineseFacendo riferimento al suo articolo di tempo fa sui pomodori cinesi, in particolare, ricordavo questo passaggio “Le confezioni di pelati, le bottiglie di passata e di polpa vendute in Italia contengono il 100% di prodotto italiano, come scritto in etichetta.”

Capirà allora lo sconcerto che ho provato nel leggere alcuni estratti del libro “Cibo criminale. Il nuovo business della mafia italiana”* recensito sul numero di maggio di Vanity Fair.

Tra le tante, questa dichiarazione, che afferma “Su 4 lattine di pelati, 3 sono italiani per finta: 100 milioni di tonnellate l’anno vengono importati dalla Cina, con tassi di muffa e scarti spesso oltre il limite.

A prescindere dalla diffusione di notizie false, quindi, che creano solo disinformazione, così facendo di fatto si innescano altri processi che ritengo deleteri per noi consumatori, tanto più per quelli che non sono informati a sufficienza.

Innanzitutto non si saprà più a chi credere, con il rischio che si tralasci del tutto l’intenzione di essere informati.

In seconda battuta, nel momento in cui un consumatore si convincerà del fatto che la maggior parte degli alimenti sono di cattiva qualità, senza che si possa opporre una qualsiasi resistenza e/o criterio di scelta, crollerà la fiducia nei prodotti e, al solito, scatterà la rassegnazione ovvero “adeguiamoci al peggio”, cosa questa nella quale siamo maestri.

Ed ecco che a quel punto ci potranno veramente vendere di tutto….

* Cibo criminale. Il nuovo business della mafia italiana, Monti Mara e Ponzi Luca, 2013, 247 p., Newton Compton (collana Controcorrente) € 9,90

il fatto

Un commento su “Allarmismo o vere frodi? Un lettore si interroga sulla disinformazione e le bufale che mettono in crisi i consumatori

  1. Pingback: Al solito la stampa disinforma, crea allarmi alimentari che non ci sono e trascura i problemi veri | Paoblog

I commenti sono chiusi.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: