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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un libro: Nessuno è innocente

di Roberta De Falco

Pickwick – Pagg. 303  – € 9,90 > lo vendo ad € 4,00 + s.s.

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Trama: Chi era davvero Ursula Cohen, la signora dagli occhi di ghiaccio? E soprattutto: perché tutti la volevano morta?

Ci sono molte cose che Ettore Benussi, commissario quasi in pensione della squadra mobile di Trieste, proprio non sopporta: i tipi che chiudono le telefonate con “ciaociaociao” ripetuto all’infinito; gli edifici anni Sessanta che rovinano l’urbanistica triestina; quella gran rompiscatole di sua figlia; la propria ingombrante pancia (motivo per cui ha appena cominciato, speranzoso, la dieta Dukan).

E poi non tollera i casi complicati, e nemmeno quei due ragazzotti che lavorano con lui, gli idealisti e fin troppo zelanti ispettori Valerio Gargiulo, detto Napoli, ed Elettra Morin. È per questo che Benussi preferirebbe ritirarsi e scrivere, tra un sorso di grappa e l’altro, le vicende di un commissario che assomiglia a Montalbano.

E invece no: sempre nuove gatte da pelare. Come il caso che tanto appassiona i suoi due sottoposti: la morte della vecchia Ursula Cohen, trovata senza vita nelle acque triestine. Per Benussi è chiaro, la signora è scivolata e annegata. Ma che ci faceva una novantenne a passeggio sulle Rive, in una notte di bora?

E come mai – gli insinua il dubbio quella precisina dell’ispettrice Morin – chiunque la conoscesse ne ricorda solo l’infinita cattiveria, e sembra avere ottimi motivi per rallegrarsi della sua morte?

Tutti tranne l’amica di una vita Renate Stein: la sola a sapere dell’orrendo segreto che Ursula Cohen si portava dentro…

Letto da: Paolo

Opinione personale: Il libro in sè non è male, ma diversamente da quanto riportato nella sinossi, Benussi non assomiglia a Montalbano, ma piuttosto a parecchi altri commissari che trovo rappresentati nei gialli italiani.

Decisamente antipatico, assenti in famiglia, scortese con i colleghi, sino a sfociare in una sorta di pigrizia intellettuale che lo porta a voler chiudere i casi in fretta, a prescindere dalla verità ovvero dalla giustizia.

Il tutto a discapito dei suoi validi collaboratori, vessati se non insultati da questo omuncolo, grosso solo nella stazza.

E’ da un paio d’anni che ho cambiato approccio verso questi personaggi, creatid a una penna e quindi di fantasia, con i quali peraltro mi trovo alle prese ogni qual volta che prendo in mano il libro in questione.

Ma di persone negative ed irritanti ne incontro già troppe, in tv o sui giornali se non nella vita quotidiana ed allora scelgo.

Scelgo di non ritrovarmeli anche nei libri ed allora così come è successo recentemente i libri di Gianni Simoni, con l’eccessiva stronzaggine del Commissario Lucchesi da una parte e l’incazzosità perenne del Commissario Bruni dall’altra, mi hanno stancato e  così le nostre strade prendono direzioni diverse.

 

 

 

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