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Differenziata: il “porta a porta” può essere di stimolo all’inciviltà?

pensieri parole

articolo aggiornato dopo la pubblicazione

Questo post nasce da questa affermazione fatta da Marco Salvi Maccianti (di seguito MSM), un attivo membro del Gruppo FB del Blog:

…la “raccolta differenziata porta a porta”, ha il difetto di educare al gesto di lasciare per terra al di fuori della propria casa, nello spazio pubblico…

A seguire il mio commento da cui è partito un’interessante scambio di opinioni, ben argomentato da entrambe le parti e che ritengo interessante per tutti:

Paoblog: dire che non sono d’accordo è riduttivo… gli incivili sono tali a prescindere dalla raccolta differenziata. Vedi, ad esempio: Quando sento certi ragionamenti…

MSM: ho letto il tuo articolo, mi confronto con piacere con teallora parto dalle tue parole…“gli incivili sono tali a prescindere dalla raccolta differenziate”…

La raccolta differenziata è indispensabile (questo è un punto fermo), è la modalità “porta a porta” che contesto… gli incivili sono tali per diverse ragioni: educazione familiare, scolastica, contesto sociale…

mi collego a quanto trovato sul tuo blog: “Uno studio dell’Università di Gronngen (Paesi Bassi) ha dimostrato che i graffiti, la sporcizia e le finestre rotte, non sono solo antiestetici, ma possono trasformarci in vandali.”, cosa vuol dire …. che a forza di vedere la mattina sacchetti del sudicio in città, la gente si abitua a vederli e piano piano metabolizza come “normale” quel paesaggio…

il contesto quindi non è virtuoso, la sporcizia dell’ambiente pubblico, stimola altra sporcizia e filari di sacchetti del sudicio lungo le vie è sporcizia…

è vero poi che starebbe al senso civico limitarne, l’entità gettando i sacchetti la mattina prima delle 9 … fatto sta che la prima cosa che vediamo al mattino prima di andare a lavoro è una discarica a cielo aperto, le abitazioni ci stanno dentro.

Paoblog: c’è però da considerare che se io vedo un marciapiede pieno di rifiuti non ho l’istinto di gettare lo scontrino che ho in mano ovvero è il grado di civiltà afare la differenza…

il degrado chiama degrado è vero, ma è calzante per chi è un incivile oppure viaggia sul filo del rasoio…

e sul Blog troverai (nella categoria gli Incivili) tutte le segnalazioni inerenti rifiuti abbandonati qui e là, ovvero non solo non mi adeguo al peggio, ma lo combatto, così come lo combatte mia moglie e tutti quelli che, ad esempio, sulla bacheca FB dell’Amsa di Milano segnalano ogni giorno situazioni di sporcizia e degrado alle quali non si abituano.

concordo sul fatto dei rifiuti in giro, non sul fatto che il porta a porta possa essere una concausa; nel momento in cui uno preferisce buttare i rifiuti per la strada, piuttosto che darli a chi viene a prenderli a casa tua… che puoi dire…?!

Su un altro Blog dove è stato creato un video-diario di (pessimi) comportamenti su strada, ho visto una chicca > http://www.autostroppysti.net/2015/04/21/il-reietto-fazzoletto/ a testimonianza del fatto che chi è civile non si abitua ai comportamenti di questo tipo.

e dal mio punto di vista denota il fatto che le persone se ne fottono di tutto quanto, incluso nell’ambiente nel quale, in ogni caso, vivono anche loro.

E’ un problema che parte da lontano, dalla famiglia, dalla scuola, dal lassismo; vai a Singapore a gettare una carta per terra 😉 e da un genitore incivile che vuoi che nasca? … salvo una crescita personale che è sempre possibile, nonostante dei genitori incivili.

MSM: lo sò … è il grado di civiltà… è basso…forse perchè è stata tolta l’educazione civica come materia scolastica, forse per una crisi di valori..per tante ragioni…

io la vedo con gli occhi dell’architetto, dove per architettura intende l’arte di “abitare” il mondo, con tutte le sfaccettature e relazioni sociali, ovvero non solo costruttive in termini materici… quindi al di là dei meccanismi repressivi, la comunità ha il compito fornire un terreno fertile …

questo lo ritengo un’alternativa virtuosa rispetto al “porta a porta”…

Foto: Marco Salvi Maccianti

Foto: Marco Salvo Maccianti

siamo nel centro di una piazza di Trento, senza andare stavolta fuori dall’Italia.

zero sacchetti del sudicio a giro, funziona con una scheda, di conseguenza più ricicli meno spendi. incentivo alla raccolta differenziata, oltretutto è un totem pubblico, diventa punto di riferimento e di incontro…

con questa scelta l’amministrazione ha svolto correttamente il suo ruolo per creare quel terreno fertile di civiltà, poi spetta agli altri attori (famiglia, scuola, ecc), ma intanto un tassello è stato messo, poi ci vogliono gli altri.

Paoblog: per quanto riguarda il totem e/o la campane di raccolta è un sistema che ad esempio nel mio comune, 17.000 abitanti e territorio vasto, con molte cascine ed agglomerati sparsi, non è gestibile…

in ogni caso ci sono alcune piazze dove sono presenti alcune campane e la gente butta i rifiuti per terra, abbandona i sacchetti non differenziati accanto magari alla raccolta del vetro, cosa questa ad esempio che è sempre successa anche a Milano, quando la porta a porta si faceva poco e male

concordo sicuramente con quei comuni che tracciano il conferimento dei rifiuti differenziati cosa questa che permette di incentivare il conferimento con vantaggi tangibili, con ricadute sulla tassa dei rifiuti…

vedi ad esempio questi post: RAEE: in Emilia ci pensa il cassonetto intelligente e Ad Alessandria la macchina che mangia bottiglie in cambio di minuti gratis per il cellulare

se non fosse che ad esempio nel mio comune usano da qualche mese un bidoncino intelligente per l’indifferenziato che tiene conto di quanti rifiuti produci e così facendo, in realtà, incentivi l’abbandono dei sacchetti in giro…Ti copio un’ampia sintesi, tratta da un post dedicato alle nuove procedure di raccolta:

avevo letto che il principio guida resta quello di sempre: «Chi più inquina più paga»; e quindi un riscontro si avrà nelle tasche dei cittadini quando dovranno pagare la tassa sui rifiuti (Tari).

In realtà le cose non sono esattamente come le raccontano, in quanto il microchip non registra “quanto rifiuto consegni”, ma “quante volte metti fuori il cassonetto”, che è cosa ben diversa.

Immagino ad esempio una famiglia che produce pochi rifiuti, ma che non vuole accumularli considerando che, tanto più in estate, potrebbero generare cattivi odori.

Va da sè che l’istinto sarebbe quello di mettere fuori frequentemente il cassonetto anche se semivuoto, cosa questa che sarebbe però penalizzante per il cittadino.

Quindi non è vero che chi meno produce (rifiuti) meno paga, perchè di fatto una famiglia che mette fuori il cassonetto mezzo pieno viene messa sullo stesso piano di una famiglia che mette fuori il contenitore pieno ogni settimana.

Chiamala equità…

L’unico reale vantaggio da questo microchip potrebbe essere che permette di identificare chi non espone mai il cassonetto ed allora ci si chiederebbe dove butta i rifiuti.

E’ anche vero però che chi non paga la Tassa sui Rifiuti, sfruttando gli stessi trucchetti di chi non paga magari il canone Rai, di fatto non risulta nel Sistema, non gli sarà inviata la lettera per il ritiro del cassonetto e, di conseguenza, non ci si accorgerà del fatto che non conferisce i rifiuti.

Un esempio perfetto di Comma 22…

(Chi è pazzo può chiedere di essere esentato dalle missioni di volo, ma chi chiede di essere esentato dalle missioni di volo non è pazzo. Cit. da Comma 22 di Joseph Heller.)

Per le ragioni che ben sanno i lettori abituali, in famiglia abbiamo attuato una politica di riduzione dei rifiuti che, nel nostro piccolo, funziona e di fatto produciamo un sacco da 110 lt. di rifiuto indifferenziato ogni 3 settimane, talvolta ogni 4.

Se non fosse, però, che il bidoncino che ci è stato consegnato ieri sia di 40 lt. (per di più di forma quadrata, con minor sfruttamento degli spazi), il che ci costringerà ad esporlo più frequentemente.

Se fossimo in un mondo perfetto, le osservazioni che seguono non avrebbero ragione di esistere, ma qui viviamo e pertanto a questa società piena di incivili devo fare riferimento.

Se chi espone il cassonetto con una certa frequenza, magari due volte a settimana, sarà penalizzato, chi gli vieta di gettare altrove i rifiuti?

Abbandonandoli, di fatto, sul territorio oppure gettandoli accanto a cassonetti altrui.

Già ora buttano l’Eternit nella campagne (Casale Monferrato insegna, di Eternit si muore!, e le fibre di amianto non scelgono in quali polmoni andare) oppure le batterie nei prati o lungo le strade, figuriamoci dove finiranno i rifiuti, tanto più se il mancato conferimento comporterà di fatto un vantaggio economico…

Leggevo nell’articolo che “Con questo sistema è anche possibile identificare chi prova ad abbandonare il sacco dell’indifferenziato sul territorio per non pagare” tuttavia torna la domanda che mi ero posto giorni fa: come si fa ad identificare uno che butta un sacchetto non identificabile?

Ed infatti mi è stato riferito che la domanda è stata posta ieri alla riunione in Comune, ma la risposta, in concreto, è stata che “se la gente abbandona i rifiuti in giro c’è poco da fare, se non segnalare il tutto al numero verde.”

Torna la regola del Cornuto & Mazziato ovvero i cittadini virtuosi e/o civili e rispettosi dell’ambiente, pagheranno anche per chi getterà i rifiuti sul territorio, cosa che già accade ora.

Vedremo, sono pronto a rimangiarmi quanto scritto, anzi spero proprio che la risposta della cittadinanza sia tale da azzerare completamente i miei dubbi.

MSM: complimenti per l’esposizione dettagliata…non posso dare una risposta univoca onnicomprensiva, però forse la visione è univoca ovvero “rifiuti zero”, è un processo di affinamento della società, quindi la tassa è fissa spetta al singolo dedurla con la differenziata.. che deve diventare sempre più risorsa e non pensata come rifiuto..

1. il totem:può funzionare in ambienti urbani, la valutazione può essere fatta sul peso, c’è la tecnologia credo per farlo.

2.nel territorio aperto ok il porta a porta in appositi depositi, la tecnologia può essere di sostegno con i satelliti c’è un’identificazione precisa di via o numero..

3. calcolare sull’indifferenziato è una fesseria appunto perchè incentivi le “discariche abusive” (o il gettar fuori dal sistema), và calcolato bene il differenziato, creando sistemi che siano in linea con le esigenze ambientali, quindi anche leggi che siano in linea con l’ecosistema…

ci sono i mezzi strumentali e tecnologici per fare tutto ciò..ho letto nei link del macchina per riciclare bottiglie che fornisce vantaggi per le telefonate…

direi che questo sistema è in linea con ciò che dicevo, non lo conoscevo direttamente, in Giappone forniscono biglietti per la metropolitana e in Italia (non ricordo il nome ma potrei trovarlo), c’è un gruppo sardo che fà macchine simili, credo che siano state istallate anche a Trento al cento le Albere (non garantisco questa ultima affermazione, vado a memoria)..

Paoblog: 1 – c’è la tecnologia e ci sono già le applicazioni… aggiungerei che una versione intelligente sono anche i cassoni itineranti di Hera, tanto più per i Raee

e si torna al progetto #-100 chili ed al dvd di cui forse ti avevo parlato e che resta disponibile per la visione (anche condivisa con altri) purchè prima o poi torni a casa 😉 nei giorni scorsi ad esempio, dopo aver girato 2 anni è tornato a casa il dvd Trashed, anch’esso disponibile per la visione.

MSM: ho visto hera carina come idea, mi sembra più educativa che strutturale ma ben venga…

invece tornando alla mia riflessione iniziale dopo aver visto queste strumentazioni di cui conosci bene i funzionamenti, permetti che possa ritenere medioevale la scelta comunale di fare la raccolta nel centro urbano così…

Foto: Marco Salvi Maccianti

Foto: Marco Salvi Maccianti

a Siena stessa storia..i turisti fotografano increduli montagne di decine di sacchetti la mattina per il centro…nemmeno nel medioevo, un’amministrazione era così lungimirante motivando la scelta del porta a porta con sacchetti “per il decoro del paese”

Paoblog: bè, sui sacchetti mollati così, per la strada, tanto più in centri storici con passaggio di turisti, non ci piove, perlomeno è necessario dare i bidoncini uso famiglia … e forse gestire gli orari di raccolta in modo tale da impedire che i rifiuti restino a lungo all’esterno…

ma va da sè che in questo caso serve anche un forte spirito di collaborazione dei cittadini, il che non è sempre facile…

MSM: mosso da anni di esasperazione. pensa che sono passato tra virgolette pure da stregone… ho spiegato ai vicini che se lasciavano i sacchetti la sera anzichè la mattina, in un anno sarebbero arrivati i gatti e in due anni i topi..

una risposta è stata: “i topi…uh mammina…non portare male….”

fatto stà che dopo due anni hanno trovato i topi per il centro… hanno chiamato il vigile urbano, il quale ha esordito con “in una città è normale avere i topi”.. ormai piace così…ahimè sono minoranza…

per concludere. . un sogno personale

Fonte: tratta dal web

Fonte: tratta dal web

Integrazione del 09.06.2015

Paoblog: giusto questa mattina, percorrendo lentamente la via ho visto la conferma di quanto già sapevo ovvero che un bidoncino, anche se intelligente, di 40 lt non può sostituire un sacco da 110 lt. ed ecco quindi il cassonetto con accanto più sacchetti di rifiuti.

Rifiuti che in teoria, secondo l’ultimatum comunale, non saarebbero stati raccolti, ma che ovviamente lo saranno, sennò avremmo cumuli di rifiuti…

per cui a che serve sto microchip? che cosa monitori se l’80% degli utenti aggiunge sacchetti extra?

Dopo di che faccio un pensiero a quanti rifiuti producano le famiglie… io e la Signora K in una settimana abbiamo prodotto 1 solo sacchetto di indifferenziata ed il cassonetto lo abbiamo tenuto dentro …

MSM: Questa invece è una foto scattata domenica 7 giugno ore 11:15, come puoi vedere in questo Comune non abbiamo problemi con il dimensionamento dei bidoncini, non li abbiamo proprio; per strada c’è solo abbondanza quotidiana di “frecce rosse”, filari di “frecce rosse”, che vengono ripetutamente tolte con furgoncini a benzina, con un’insensata produzione di C02, facendo lavorare operatori di Domenica e giorni rossi, quando con altri sistemi non sarebbe indispensabile…….

Foto: Marco Salvi Maccianti

Foto: Marco Salvi Maccianti

Quindi, la situazione che descrivi è già un capellino avanzata rispetto a quella che descrivo io. L’ultimatum ha poco senso, ovvero prima “tu” amministrazione devi studiare una strategia in grado di poter funzionare, che tenga di conto di tutti gli aspetti in gioco, e se ha difetti strutturali apporterai le modifiche necessarie.

Poi “io” cittadino dovrò adeguarmi ed è vero che i sacchetti non hanno la targa, ma in in centri storici piccoli come il nostro (per esempio), il vigile un giro nei momenti sensibili del giorno, potrebbe farlo …

I microchip funzionano se si creano contesti adatti a farli funzionare, ma come sempre dobbiamo essere “noi” essere pensanti ad essere “intelligenti”, non serve avere “bidoncini intelligenti” se alla base, chi studia il sistema e chi ne fruisce non lo sono.

Secondo me la tecnologia è solo un mezzo, ma non può essere da sola la soluzione.

Puoi trovare post correlati nella categoria Riciclo=Risorsa ed in quella Gli Incivili

Come degna conclusione di questo piacevole confronto, metto altra carne al fuoco ovvero ecco cosa scriveva nei giorni scorsi Poppea su FB:

In questo periodo sono in ferie e dato che sono molto mattiniera esco presto. Camminando mi è capitato di notare le buste dell’indifferenziata fuori ad alcuni portoni e non ho potuto fare a meno di notare che dentro c’era di tutto, plastica, carta, lattine, vorrei sapere se queste persone vengono multate perché non si comportano civilmente e non rispettano persone come me che le lattine le lavano pure. 

Una persona citata da Poppea come delegato in Comune, le ha risposto che:

Oggi giorno per me, come per te e come per quasi la maggior parte delle persone … è diventata una cosa normale differenziare l’immondizia, ormai fa parte del nostro senso civico, posso capire all’inizio è stata dura per tutti, specialmente per chi ha una certa età, per chi logisticamente è disagiato, posso capire chi è arrabbiato perché gli è aumentata la TARI, ma dopo tutto questo tempo bisogna continuare a farla e aumentare la percentuale di differenziazione del rifiuto cosiddetto nobile, non per l’amministrazione comunale o per quella provinciale, ma bisogna farla per noi stessi e per chi verrà dopo di noi, per evitare in futuro problemi di discariche, di inceneritori e di altri sistemi di inquinamento derivati dell’immondizia, poi se serve bisogna fare anche la multa a chi non la fa…

Aggiunge Poppea:

certo che la facciamo per noi, anzi per i vostri figli dato che io non ne ho. Certo mi rendo conto che è disagevole, soprattutto per gente come me che vive in 40 mtq di casa senza un giardino, però se ci riesco io e ho cercato di occupare tutti gli spazi possibili con i contenitori, a maggior ragione dovrebbe farla chi vive in appartamenti più grandi del mio.

Non avrei scritto questo post se non avessi notato che l’indifferenziata fa acqua, tanti, troppi i sacchetti in cui ho visto cose che dovevano stare in altri contenitori.

Credo che questo modo di fare non agevoli nemmeno chi la deve smaltire e riciclare e trovo che ci sia pochissimo, anzi nessun rispetto per chi lavora nel settore. L’italiano purtroppo per capire le cose a volte deve essere colpito nella “saccoccia” come si dice dalle ns. parti.

A mia volta ho citato il post: Ma è così difficile capire come funziona la raccolta differenziata?

e Poppea ha quindi concluso scrivendo che:

no, non è difficile ma non c’è peggior sordo di chi non vuol capire….. per questo andrebbero sanzionati i trasgressori.

Ieri stavo dicendo ad una signora che la carta del prosciutto io la separo e metto il nylon nella plastica e la carta nella carta, pensavo fosse una attenta a queste cose invece è rimasta meravigliata, secondo me butta la cosa nell’indifferenziata anche lei.

A noi ci è stato consegnato un opuscolo molto esaustivo, dove spiega passo passo dove e come si deve buttare l’immondizia.

stamattina ne ho sapute delle belle da atre persone; hanno dovuto togliere alcuni cestini perchè alcuni ci buttavano la cenere ancora accesa del camino…

altri buttano sacchi nelle campagne e poi negano … un’amica mi ha detto che quando c’è la plastica o la carta sotto il suo palazzo, dove vivono parecchie famiglie ci saranno “si e no” 10 sacchi … chiediti dove finisce tutto il resto.

 

 

 

 

 

Un commento su “Differenziata: il “porta a porta” può essere di stimolo all’inciviltà?

  1. Paoblog
    9 giugno 2015

    giusto questa mattina, Marco Salvi Maccianti percorrendo lentamente la via ho visto la conferma di quanto già sapevo ovvero che un bidoncino, anche se intelligente, di 40 lt non può sostituire un sacco da 110 lt. ed ecco quindi il cassonetto con accanto più sacchetti di rifiuti. Rifiuti che in teoria, secondo l’ultimatum comunale, non sarebbero stati raccolti, ma che ovviamente lo saranno, sennò avremmo cumuli di rifiuti…

    per cui a che serve sto microchip? che cosa monitori se l’80% degli utenti aggiunge sacchetti extra?

    Dopo di che faccio un pensiero a quanti rifiuti producano le famiglie… io e la Signora K in una settimana abbiamo prodotto 1 solo sacchetto di indifferenziata ed il cassonetto lo abbiamo tenuto dentro …

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