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Un “rifiuto” in meno: sfalci e potature potranno finalmente produrre energia

in sintesi un articolo che leggo su Rinnovabili.it che finalmente racconta una buona notizia.

Resta il fatto che è paradossale che ci siano voluti anni per arrivare al risultato grazie al quale si trasforma un Rifiuto in una Risorsa, abbattendo nel contempo gli oneri di smaltimento e generando per l’appunto un vantaggio economico.

Meglio tardi che mai, ma se ogni tanto la politica agisse in tempi rapidi, sarebbe meglio per il Sistema Italia…

Fonte: Rinnovabili.it

Fonte: Rinnovabili.it

Sfalci e potature derivanti dalla manutenzione del verde urbano potranno finalmente essere utilizzati per produrre energia. Lo ha deciso il Ministero dell’Ambiente ieri, pubblicando sul sito il parere della Direzione Generale per i Rifiuti e l’Inquinamento.

Ne ha dato poi notizia il sottosegretario Silvia Velo:

«Con un atto amministrativo abbiamo finalmente fatto chiarezza su una questione che, in questi anni, ha creato non poche difficoltà alle amministrazioni locali e a diverse associazioni di settore.

Si tratta di un chiarimento importante, che mette ordine in una materia delicata e porterà da una parte un beneficio economico per i Comuni, dall’altra un’ulteriore crescita delle energie rinnovabili attraverso il riutilizzo dei residui».

In sostanza basterà classificarli al di fuori della normativa in materia di rifiuti, qualora rientrino nell’ambito dei criteri stabiliti per i sottoprodotti.

La Fiper combatte da anni per ottenere la possibilità di utilizzare sfalci e potature per produrre energia: in fondo si tratta di biomassa utile, ad esempio, alle centrali di teleriscaldamento.

L’iter legislativo, tuttavia, ha subìto rallentamenti che lo hanno portato ad impiegare anni per giungere allo stato attuale.

Lo racconta Walter Righini, presidente della Federazione:

«Da quattro anni combattiamo una battaglia sulle potature del verde urbano che fino a ieri sono state considerate un rifiuto, e come tali dovevano essere smaltite, con un costo notevole per le amministrazioni comunali.

Il chiarimento del Ministero significa che questi residui da costo potranno diventare una risorsa. Invece di spendere dai 5 ai 7 euro al quintale per lo smaltimento, il Comune potrebbe recuperarne 2-3 conferendolo alle centrali di teleriscaldamento e producendo calore».

Articolo correlato: Il legname sulle spiagge liguri potrebbe essere una risorsa energetica, ma…

6 commenti su “Un “rifiuto” in meno: sfalci e potature potranno finalmente produrre energia

  1. paoblog
    10 giugno 2015

    Due pesi e due misure è riduttivo, vedi ad esempio: Raccolta rifiuti con due pesi e due misure e se ne avvantaggia il furbetto…

  2. auleia
    10 giugno 2015

    Neanche per me e un problema, mi ripeto, ci sono due pesi e due misure, e questo fa pensare… Grazie.

  3. paoblog
    10 giugno 2015

    mi ripeto, la domanda è da porre innanzitutto all’azienda che si occupa dello smaltimento, tanto più considerando che le modalità di raccolta e differenziazione differiscono persino “da comune a comune”, anche nella stessa provincia.

    ad esempio prima nel mio comune si riciclavano i tetrapak ed a Milano no, ma a Milano si raccoglievano le vaschette di polistirolo e nel mio comune no…

    ad un certo punto la situazione si è invertita sino ad arrivare, lo scorso anno, ad una nuova convenzione con il consorzio dei rifiuti ed ora nel mio comune si differenzia ancor di più, infatti dovremmo essere al 70% di riciclo

    se la differenziata è partita da poco sarà stato messo in conto (spero) di modificare eventualmente le modalità di raccolta, perchè si impara cammin facendo…

    Per quanto riguarda l’impiego di tempo, non dico nulla …

    Il dividere i vari tipi di rifiuto non è un problema per me, dato che nel mio comune abbiamo 6 fra sacchi e cassonetti da gestire per differenziare un totale di 7 rifiuti riciclabili + l’indifferenziato, oltre che i Raee, l’olio da cucina, i toner, le batterie, da conferire direttamente all’Ecocentro.

    vedi anche: https://paoblog.net/2015/06/08/rifiuti-differenziata/

  4. auleia
    10 giugno 2015

    Mi riferivo all’imballaggio, e successivo selezionamento, è possibile farlo? Perché allora, la stessa società che raccoglie per il comune, da la possibilità ai cittadini di portare direttamente a loro, solo che, vogliono, i tappi a parte, la plastica a parte, l’alluminio a parte, lo scatolame a parte, la plastica che avvolge una serie di bottiglie di plastica, a parte. Così forse si differenzia davvero, ma quanto ci costa, in termini di tempo o altro? Nel primo caso invece, cosa fa la società?

  5. paoblog
    10 giugno 2015

    Fermo restando che non posso essere a conoscenza di tutte le modalità con cui effettua la differenziata, c’è da dire che innanzitutto sarebbe interessante sapere quale sia il Comune e, in seconda battuta, chiedere direttamente a loro.

    Per quel che mi riguarda, sia per quanto riguarda Milano (dove lavoro) sia per il mio Comune di residenza, quando è stato il caso ho chiesto chiarimenti al Servizio Ecologia del Comune e/o al Consorzio/Azienda che effettua la raccolta ed ho sempre ottenuto una risposta.

    Provi anche lei…

  6. auleia
    10 giugno 2015

    Mi scusi, va bene tutto per l’ambiente. Nel mio comune è partita la raccolta differenziata, uno dei giorni della settimana, si raccoglie il multimateriale. Lo pressano e lo trasportano non so dove. Cosa succede lo selezionano di nuovo?

I commenti sono chiusi.

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