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Telecom prima preleva una somma non dovuta, poi ammette l’errore, ma per riavere i tuoi soldi devi passare dalle Poste che…

pollice giùIn questi ultimi giorni sto scrivendo spesso su #Telecom ora #TIMfisso, ma d’altro canto le vicende collegate alla loro pretesa di pagamento di una somma non dovuta, già stornata da loro stessi, sono in aggiornamento continuo. e forse stavolta hanno capito di avere torto.

E quanto racconto in questo post è un ulteriore aspetto della vicenda che in questo caso vede coinvolto il Testimone che a suo tempo mi aveva segnalato la scorrettezza di #Telecom ora #TIMfisso (leggi:Mandi la disdetta a Telecom e ricevi questa telefonata surreale…), nella quale è poi incappato anche mio padre (leggi: #TIMfisso insiste ancora con la richiesta di soldi non dovuti. Ma “ci sono o ci fanno”?)

Alla fine il Testimone aveva ricevuto da Telecom una comunicazione con l’ammissione dell’errore che si concretizzava nella possibilità di ritirare la somma a credito in un ufficio Postale.

Mi chiedo: Visto che telecom aveva prelevato la somma non dovuta in occasione dell’addebito in banca della bolletta, non sarebbe stato più logico inviare un bonifico in banca?

Invece no, #Telecom ora #TIMfisso, ha preferito optare per una modalità di rimborso che la candidasse in automatico al Premio U.C.C.S.

L’altro giorno il Testimone, dopo essersi fatto dare dal padre, cui era intestata la linea, Carta d’identità ed il Codice Fiscale, si è recato all’ufficio postale dove gli hanno risposto picche.

Dopo qualche protesta è riuscito a parlare con il direttore dell’ufficio che ha ripetuto il suo no al rimborso, in quanto non avrebbero pagato 1 cent se non all’intestatario del rimborso.

Il Testimone gli ha fatto notare che aveva i documenti a supporto, che il padre ha oltre 80 anni ed ha problemi fisici ed ha difficoltà a camminare, aggiungendo poi che si trattava di soli 17 €.

Niente da fare ed allora è andato in un altro ufficio postale, scontrandosi con lo stesso muro, cui ha reagito dando in escandescenze, ma d’altro canto l’intera vicenda è assurda, ed alla fine non ce la fa più.

Rientrato a casa ha contattato Poste italiane su Facebook dove gli è stata data una non-risposta, invitandolo a contattare il numero verde cosa che ha fatto per sentirsi dire, in pratica, che Poste italiane non accetta la classica delega che ognuno di noi presenta nei vari uffici, ma vogliono una delega legale ovvero il malcapitato Testimone dovrebbe andare con suo padre da un notaio, che di certo non lavora gratis e spendere chissà quanto per avere la delega che poi lo autorizzi ad incvasse i 17 €.

Indagando un pò per conto mio, giusto per completezza, ho trovato la risposta data ad un altro utente che aveva chiesto la fattibilità di incassare un bonifico intestato alla madre che lo aveva delegato, sempre con i documenti a supporto, in quanto era all’estero e questa è stata la risposta:

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