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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un libro: Il fiume ti porta via

di Giuliano Pasini

Mondadori – Pagg. 269 – € 19,00  venduto

6104850

Trama: Basta un trafiletto di giornale e Roberto Serra capisce cosa deve fare. È stato assassinato Mario Gardini, il medico che gli ha mostrato come ammansire la “danza”, la lucida allucinazione che gli fa rivivere alcune delle scene dei casi su cui indaga.

Non gli resta che tornare in Emilia, a Pontaccio. Paese di poche anime sul grande fi ume, ricostruito negli anni ’60 dopo un’alluvione, sembra uscito dalle pagine di Guareschi, con il maresciallo cattolico, il carabiniere comunista e il “Bartrattoria” gestito dalla bella e solitaria Serenella e da sua figlia Lucilla, adolescente ribelle.

Ad attenderlo, trova un mistero difficile da dipanare, tra speculatori dal portafoglio pieno e la coscienza vuota, una dark lady russa, giovinastri dediti a scorribande, anziani melomani e hippie fuori tempo massimo.

Soprattutto, trova le ombre dei pazienti del manicomio ospitato nella reggia di Colorno. Sino alla chiusura, nel 1979, direttore della grande e tetra “cà di màt” era stato proprio Mario Gardini.

Serra ha i giorni contati per risolvere il caso, mentre le tanto invocate piogge d’agosto finalmente arrivano, ma sotto forma di un diluvio che colma il Po al punto che l’onda di piena minaccia di cancellare nuovamente Pontaccio dalla mappa.

Pasini riporta Serra nei luoghi che lo hanno presentato ai lettori nel fortunatissimo Venti corpi nella neve per un noir avvincente, in cui l’indagine e l’atmosfera si intrecciano per un risultato emozionante.

Letto da: Paolo

Opinione personale: Dello stesso autore ho letto Venti corpi nella neve ed anche in questo acso il protagonista è il Commissario Serra, del quale mi sono però perso un altro romanzo nel quale evidentemente sono successe molte cose che si trascinano in questa storia.

Va da sè che chi leggerà anche questo libro dovrà avere una mentalità abbastanza aperta da accettare le percezioni extrasensoriali del Commissario.

L’approccio alla Danza ormai ce l’ho, ma in questo caso il libro non mi è piaciuto, sia per la storia sia per il personaggio che è scaduto, al pari di tanti altri, nel solito commissario depresso e con comportamenti altanelanti e spesso contradditori.

Diversamente dal primo libro, per quel che mi riguarda non mi sento di consigliarlo; stesso parere l’ho avuto dalla Signora K.

 

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Questa voce è stata pubblicata il 10 settembre 2015 da in L'angolo dei libri - Le nostre segnalazioni con tag , , , , , , .
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