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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un libro: La ragazza del treno

di Paula Hawkins

Piemme – Pagg. 306 – € 19,50  venduto

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Trama: La vita di Rachel non è di quelle che vorresti spiare. Vive sola, non ha amici, e ogni mattina prende lo stesso treno, che la porta dalla periferia di Londra al suo grigio lavoro in città. Quel viaggio sempre uguale è il momento preferito della sua giornata.

Seduta accanto al finestrino, può osservare, non vista, le case e le strade che scorrono fuori e, quando il treno si ferma puntualmente a uno stop, può spiare una coppia, un uomo e una donna senza nome che ogni mattina fanno colazione in veranda.

Un appuntamento cui Rachel, nella sua solitudine, si è affezionata. Li osserva, immagina le loro vite, ha perfino dato loro un nome: per lei, sono Jess e Jason, la coppia perfetta dalla vita perfetta. Non come la sua.

Ma una mattina Rachel, su quella veranda, vede qualcosa che non dovrebbe vedere. E da quel momento per lei cambia tutto. La rassicurante invenzione di Jess e Jason si sgretola, e la sua stessa vita diventerà inestricabilmente legata a quella della coppia. Ma che cos’ha visto davvero Rachel?

Letto da: Paolo

Opinione personale: Visto l’entusiamo che ha scatenato questo libro, con la mia opinione canterò fuori dal coro.

La forza di questo libro è l’aver dato voce alle sole protagoniste femminili che si susseguono nel raccontare la storia in prima persona, in un’alternanza che sulla lunga mi ha stancato ed annoiato.

Le parti più noiose sono quelle dell’alcolista Rachel che tende a ripetere all’infinito le bevute, i buoni propositi che naufragano subito dopo in una bottiglia di vino e, va da sè, il ripetersi di comportamenti irresponsabili che peraltro neanche ricorda.

Il colpevole l’ho scoperto in anticipo rispetto alle protagoniste della storia ed il finale regge, ma non completamente; ovviamente non posso aggiungere nulla in merito che non voglio rovinare la lettura.

Il passaparola ne ha decretato l’impennata delle vendite, dopo di che speriamo che sia anche stato letto da tutti quelli che lo hanno acquistato (ogni riferimento alle 50 sfumature, comprato da molti ed abbandonato da altrettanti, non è casuale).

Sono certo che piacerà a molti, così come è successo ad altri libri spinti dal passaparola e/o dagli addetti ai lavori, ma non è il mio caso. D’altro canto ognuno ha i suoi gusti…

 

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Un commento su “Un libro: La ragazza del treno

  1. Madamin
    11 gennaio 2016

    Avviso: il commento di Madamin svela la trama ovvero il colpevole.

    Caro Paolo, ho letto questo libro perchè me l’hanno regalato altrimenti, con tutta la pubblicità che è stata fatta, l’avrei comprato io (invece ne ho presi altri 2 – J. Dicker “Gli ultimi giorni dei nostri padri” e I. Allende “L’amante giapponese”).

    Ti dico che la cosa più elegante che mi viene da dire è la famosa battuta pronunciata da Fantozzi nel mitico film: è un c….ta pazzesca.

    Scontato fin dall’inizio, con questa che beve in continuazione, che vive di ricordi e di fantasie su una coppia che abita nella sua vecchia casa da sposata e che vede tutte le mattine dal treno e che, grazie alle sue fantasie, scopre che il suo ex è uno psicopatico assassino (in realtà, grazie alla descrizione degli eventi che si trova verso la fine, qualsiasi persona normale si sarebbe accorta del fatto che era uno psicopatico, tranne lei ovviamente).

    Insomma, niente a che vedere con dei bei thriller fatti bene, non scontati e adrenalinici fino alla fine (uno su tutti La verità sul caso Harry Quebert di Joel Dicker – stupendo!!!).

    Insomma, non mi spiego il perche’ di tutta questa pubblicità e di questo “successo”: forse chi l’ha letto e ha detto che è bellissimo non ha termini di paragone, è l’unica spiegazione.

I commenti sono chiusi.

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Questa voce è stata pubblicata il 11 gennaio 2016 da in L'angolo dei libri - Le nostre segnalazioni con tag , , , , .
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