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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Partecipi ad un concorso, conosci le regole e conquisti un posto di lavoro, però…

Il lavoro manca, ma c’è chi lo trova ed ha egualmente da lamentarsi, come potrete leggere nel racconto di un’amica.

pensieri parole

Come ben sai, recentemente ho fatto un concorso nel quale ci hanno chiesto di esprimere una preferenza di assegnazione che non fosse vincolante per l’azienda, ma una semplice indicazione.

Molte persone non hanno espresso alcuna preferenza, perché temevano che così facendo se il posto da loro richiesto fosse stato pieno sarebbero stati scartati (mi chiedo se hanno letto il bando), altri l’hanno espressa, ma non è stata rispettata, perché già lavoravano a tempo determinato in alcune aziende che hanno voluto confermarli nella stessa posizione a tempo indeterminato.

Ora su Facebook si è scatenata una polemica infinita, con gente che protesta perché pur essendo nelle posizioni alte della graduatoria non è finita dove voleva, gente che si lamenta perché è di fuori ed è finita a Tolmezzo o San Daniele, gente che già chiede quando potrà trasferirsi e cerca di arrangiare scambi con altri concorrenti.

Anche io sono di fuori, sono stata fortunata perché ho richiesto un ospedale di nicchia e sono stata accontentata pur non essendo nelle prime posizioni, perché lo abbiamo richiesto in pochi.

Mi chiedo, ma la gente si rende conto che una regione che decide di assumere in una botta 600 persone a tempo indeterminato in Italia non esiste?

Si rendono conto che hanno una fortuna terribile ad aver vinto un posto fisso di questo tipo?

Non so, mi sembra di essere polemica, solo che ancora una volta non riesco a cogliere la logica dietro la cosa.

Italiani tutto e subito, il lavoro che dicono loro, dove dicono loro, quando dicono loro.

Capisco che magari chi aveva messo una preferenza e non l’ha vista rispettata ci sia rimasto male, ma era chiaro che la preferenza non fosse vincolante.

Se sei già in una azienda da sei mesi, hanno investito sulla tua formazione, è difficile che ti lascino andare.

E la tipa che dice “ah ma scusate io ho accettato il tempo determinato solo perché era provvisorio, non ho voglia di continuare a pagare un affitto visto che ho già un mutuo”…

Ma il lavoro ti serve o no?

Poi rendiamoci conto che le storie più grosse le sta facendo gente di Udine che lavora a Pordenone; insomma sei sempre a due ore da casa.

All’estero questo non esiste, uno per lavoro si muove, espatria anche. Io stessa, tra studio e lavoro, ho girato mezza penisola.
Secondo me  l’amica non è polemica, in quanto il ragionamento è giusto tanto più considerando che il concorso lo si fa per scelta, ben sapendo quello che può succedere; quanto sopra, poi, si sposa con quanto raccontato tempo fa da Madamin:
Se sto cercando un cameriere di sala bar serale, e tu rispondi all’inserzione, si suppone che sia disposto a lavorare la sera…

E invece no, vogliono lavorare di giorno perchè non vogliono usare la macchina oppure recentemente, un barman ha portato il CV dicendo alla cassiera che “aveva bisogno di lavorare, che era bravo a fare i cocktail, ecc. ecc.”

Lo chiamo e questo cosa mi dice?

“No, guardi che stavo cercando lavoro di giorno, non voglio più lavorare la sera”.

Ma dannazione mi spieghi chi si beve mojito, capiroska e affini di giorno? Se sei un barman e vuoi fare il barman DEVI LAVORARE LA SERA!

Non ultimo torna d’attualità quanto raccontato da Rok a suo tempo, circa il suo campo lavorativo, riassunto al meglio da Brunello Cucinelli che in un’intervista raccontava come avesse molte difficoltà a trovare personale e la colpa è anche dei giovani, ma non solo, dato che molti genitori non gradiscono che facciano lavori che non hanno uno status sociale all’altezza delle loro aspettative.

Dal mio punto di vista meglio avere un figlio che è un ottimo meccanico, piuttosto che un pessimo architetto… ma tant’è …

Cucinelli citava ad esempio il fatto che tutti vogliono fare lo stilista, ma nessuno il sarto.

 

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