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Finto integrale, una legge per evitare le frodi nel pane

Paradossale che la legge permetta quella che per me è un’etichetta non veritiera; d’altro canto fa il paio con quella del succo di pompelmo rosa.

Come spiega il Fatto Alimentare:

A rendere possibile questa “ambiguita” è una circolare del ministero delle Attività produttive (n. 168/2003), secondo la quale non ha alcuna rilevanza ai fini dell’informazione al consumatore precisare se una farina impiegata come ingrediente sia integrale o ricostituita.

Continua poi il Fatto Alimentare:

Ma tale provvedimento risulta superato dal regolamento (UE) 1169/11 e dunque inefficace, già dall’entrata in vigore della norma europea (2).

In conclusione oggi non si dovrebbe ammettere l’impiego dell’appellativo ‘integrale’ su prodotti realizzati con farine ‘ricomposte’.

Non si dovrebbe ammettere, eppure…

Complimenti quindi al deputato M5S che ha sollevato il problema e cerca di porvi rimedio, dopo di che ci sarebbe da pensare all’intelligenza di chi ha redatto la prima normativa, permettendo quindi quest’anomalia che permette di mettere un pò di farina integrale nei prodotti per poi pubblicizzarli come Integrali.

Ed ancora una volta, si conferma l’utilità di leggere le etichette, che non è tempo perso, ma tempo che ci permette di fare acquisti consapevoli e, non ultimo, di bocciare certi prodotti … e visto che certe aziende capiscono solo se gli tocchi il fatturato… 😉

Ecco, ad esempio, le lettere di alcuni consumatori che dopo aver letto le etichette si sono fatti delle domande…

Perché le fette biscottate Esselunga Bio hanno la “finta” farina integrale e l’olio di palma?

Biscotti Buongrano Mulino Bianco: la farina è integrale oppure è bianca ma con un pizzico di crusca? La risposta di Dario Dongo

Eataly: il pane è integrale, di segale o con segale? Il dubbio di una lettrice. Risponde l’avvocato Dario Dongo

Tramezzino integrale vegano con farina raffinata e crusca aggiunta: è corretta l’etichetta? Risponde l’avvocato Dario Dongo

lente

Una legge per impedire l’uso del falso integrale ovvero l’utilizzo, nel pane etichettato come “integrale”, di farina raffinata, di tipo 0 o 00, con l’aggiunta di crusca.

La proposta di legge, presentata dal deputato Giuseppe L’Abbate, capogruppo M5S in commissione Agricoltura alla Camera, ha cominciato l’iter di discussione e mira a disciplinare per legge l’uso “farine di grano non raffinate”.

La farina integrale è il risultato della macinazione dell’intero chicco ovvero è quella che si ottiene molendo il 100% del cariosside.

È la farina meno raffinata in assoluto e per questo contiene la maggiore presenza di crusca e con essa anche il maggior apporto di nutrienti.

Per questo motivo (e nonostante abbia bisogno di meno lavoro di raffinazione come la 00 ad esempio) costa di più.

Tuttavia la legge consente anche un falso integrale ovvero non vieta la farina di frumento con l’aggiunta di crusca (a sua volta rimacinata) che è lo “scarto” di lavorazione delle farine più raffinate.

Il prezzo è lo stesso della “vera” integrale ma la qualità nutrizionale è inferiore.

continua la lettura qui: Finto integrale, una legge per evitare le frodi nel pane | il Test – Salvagente

Un commento su “Finto integrale, una legge per evitare le frodi nel pane

  1. Pingback: Inizia l’iter della legge sulle Farine Integre - Giuseppe L'Abbate | Un cittadino in Parlamento

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Questa voce è stata pubblicata il 14 ottobre 2016 da in Alimentazione, Cucina & Ristoranti, Consumatori & Utenti con tag , , , , , , .
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