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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Il cinico business delle bufale. Prima parte: Liberogiornale.com

pensieri paroleAlcuni giorni fa ho letto un articolo su uno di quei siti Usa che durante la recente campagna per le elezioni del Presidente, hanno pubblicato notizie false, confezionate a tavolino e grazie alle quali fanno soldi con i click pubblicitari sul web.

Cito quale esempio questo episodio raccontato nell’articolo:

Pochi giorni prima delle elezioni americane, James Alefantis, proprietario della pizzeria Comet Ping Pong di Washington DC, notò un improvviso incremento nel numero dei follower su Instagram seguito, due giorni dopo su Twitter, da insulti a lui e ai suoi dipendenti.

Nel giro di una settimana gli insulti si trasformarono in minacce di morte.

Il motivo?

La circolazione in Internet di una notizia secondo la quale la pizzeria Comet Ping Pong era al centro di un traffico di bambini guidato da Hillary Clinton e dal capo della sua campagna, John Podesta.

Ecco uno degli aspetti delle notizie false create da questi personaggi e diffuse da tutti quelli che condividono sui Social senza mai farsi una domanda e meno che mai, con un paio di click, verificare.

Notizie che possono diffamare e compromettere lecite attività lavorative, causando di fatto danni anche ai lavoratori.

leggi: Boicottare la Parmalat per il latte cinese (che non usa)? Le bufale fanno danni…

Dopo di che, leggere che l’azienda fondata da due infimi personaggi fattura 40.000 $ al mese grazie a queste invenzioni, a me fa girare le…scatole.

Cade a fagiolo il post di Paolo Attivissimo con la collaborazione tecnica di David Puente del quale consiglio la lettura, metti mai che qualcuno capisca i danni che fa con la sua superficiale condivisione di notizie false.

Senza dimenticare che chi diffonde convinto di informare il prossimo, ottiene l’effetto contrario ovvero quello di Disinformare.

In calce al post pubblico un’opinione che, casualmente, mi ha inviato sabato IPB, un lettore storico del Blog, che si pone una domanda: occorre difendere la gente dalla propria stupidità?

Per quel che mi riguarda è necessario difendere noi dai danni creati dalla stupidità altrui.

Perchè se diffondi notizie di questo tipo per superficialità, c’è poco da fare, salvo perseguire legalmente i singoli in determinati casi, ma se lo fai con dolo e per interesse economico, le cose cambiano.

Non mi interessa niente se uno vuole imbottire la sua bacheca FB di notizie false, inesatte, costruite ad arte per supportare le loro tesi invece che farlo con i fatti, ma nel momento in cui queste bufale danneggiano aziende (ed i loro lavoratori) o diffamano persone, allora non mi sta bene e quindi è necessario limitare i danni colpendo alle fonti.

E’ un po’ come il voler che gli automobilisti allaccino le cinture; probabilmente IPB lascerebbe tutto al libero arbitrio personale, che uno della sua vita può fare quello che vuole.

Io invece insisto sull’obbligo di allaccio perchè, anche se ogni morte evitabile mi fa “arrabbiare”, non è che abbia a cuore la pelle di tutti, inclusi quelli che se ne fregano della loro vita o di quella dei loro bambini (vedi alla voce seggiolino).

Per quel che mi riguarda, se questi vogliono centrare un palo e vedere l’effetto che fa, si accomodino, però nel momento in cui ci sarà una ricaduta sociale per il loro comportamento imprudente, con maggiori costi sanitari, sociali, e soprattutto che in un incidente di media gravità, ci scappi il morto o ferito grave, con tutte le implicazioni assicurative, economiche se non penali per chi è coinvolto, allora no, il tuo libero arbitrio non lo ammetto.

 

AntiBufala

 

“Gentiloni choc: ‘Gli italiani imparino a fare sacrifici e la smettano di lamentarsi”, scrive Liberogiornale.com, e la notizia (completamente falsa) diventa rapidamente la più letta in Italia, con decine di migliaia di condivisioni sui social network, secondo i dati di Repubblica.

Ma Liberogiornale.com non è un semplice sito d’informazione amatoriale che sbaglia o un sito di “satira e finzione” (come asserisce in caratteri piccolissimi in un angolo ben nascosto): è una fabbrica professionale di panzane.

Pubblica intenzionalmente balle per fare soldi; e se queste balle disinformano un intero paese, creano panico infondato o danneggiano qualcuno, fa niente, tanto i soldi della pubblicità non puzzano e anzi lavano la coscienza.

Altro che informazione “alternativa” di Internet: Liberogiornale.com è in realtà una struttura schiettamente commerciale, che lucra sulle false notizie e sfrutta gli utenti che abboccano ai suoi strilli acchiappaclic.

E fa parte di una rete professionale occulta di siti sparabufale che ha ramificazioni anche fuori dall’Italia.

Con l’aiuto di David Puente, collega debunker ed esperto in tracciamento online, oggi cominciamo a diradare la cortina fumogena che ha finora coperto gli affari cinici degli spacciatori di false notizie-shock.

continua la lettura qui: Il cinico business delle bufale. Prima parte: Liberogiornale.com | Il Disinformatico

leggi anche questo articolo dell’AGI

prima dell’intervento di IPB (Il Principe Brutto), pubblico una precisazione scritta da Paolo Attivissimo:

Un altro chiarimento importante: molti hanno collegato la pubblicazione di questa indagine al recente appello della Presidente della Camera, Laura Boldrini, contro le bufale del Web, pensando che l’indagine sia stata fatta in risposta a questo appello.

Per farla breve: no. Una ricerca sistematica e dettagliata come quella che David Puente mi ha fornito non s’improvvisa in qualche giorno.

I dati che ho visto (e che non ho ancora pubblicato) risalgono a mesi fa, quando non era neanche stato immaginato il convegno sulle bufale che ho moderato a Montecitorio.

 

Scrive IPB:

Ciao Paolo,

come tu immagino saprai, la Presidenta del Senato Laura Boldring ha dichiarato guerra alle bufale (un piu’ sul registro per averle chiamate col vocabolo italiano, invece che fake-news).

[nota di Paoblog > Consiglio la lettura di questo post di Licia Corbolante: Perché fake news anche in italiano? )

Tralascio la sensazione che l’iniziativa sia volta ad assicurare che solo le bufale da una certa parte possano arrivare al pubblico (vale a dire, questa e’ censura preventiva e di stato), e passo ai dettagli dell’implementazione.

Tra gli esperti che la Presidenta Boldrini ha arruolato per l’iniziativa c’e’ il tuo onomino Attivissimo. anche qui, tralasciodi commentare alcune sue posizioni su cose come euro e brexit e passo oltre.

Oggi Attivissimo ha pubblicato un articolo in cui ‘smascjera’ Libero Giornale come un sito fabbricatore di bufale. Ora, prendere seriamente un sito di minkiare dichiarate come Libero Giornale e’ un po’ curioso; e infatti, alcuni sul web ci sono buttati a pesce, ed e’ nato una specie di meme, tipo questo:

https://twitter.com/ingdruido/status/809649323143266304

E qui arrivamo al dunque.

Secondo me sfidando il senso del ridicolo, Attivissimo sostiene che anche un sito com eLErcio dovrebbe avere una specie di bollino, o comunque esplicitare meglio che si tratta di un sito di notizie inventate e di satira.

E perche’? Il perche’ lo spiega lui stesso

https://twitter.com/disinformatico/status/809767881936433152

Qui c’e’ una delle reazioni piu’ benevole:

https://twitter.com/GrecOfficial/status/809774959342055424

Il Tweet di Attivissmo solleva in effetti una questione importante, sulla quale abbiamo discusso molte volte: occorre difendere la gente dalla propria stupidita’?

Attivissimo e’ convinto di si, e porta la sua convinzione alle estreme conseguenze, che a me sembrano grottesche.

Penso che sull’argomento ne sentiremo ancora delle belle.

Nota di Paoblog – Per completezza segnalo anche questo articolo di Attivissimo che contiene un passaggio che riguarda anche IPB: …altri che si sono accaniti per ore su una mia battuta sull’economia senza capire che era una battuta 

 

Un commento su “Il cinico business delle bufale. Prima parte: Liberogiornale.com

  1. IlPrincipeBrutto
    19 dicembre 2016

    Ciao Paolo,
    .
    prima di tutto, grazi eper avermi citato, strafalcioni di ortografia inclusi 🙂
    .
    Volevo fare una piccola aggiunta. Tu scrivi:
    .
    >> ma nel momento in cui queste bufale danneggiano aziende (ed i loro lavoratori) o diffamano persone, allora non mi sta bene e quindi è necessario limitare i danni colpendo alle fonti.
    .
    Vogliamo fare un esempio eclatante?
    .

    .
    Prima che mi si dica che ‘a gennaio sembrava fosse tutto a posto, poi e’ arrivato il meteorite / la sfiga cosmica / il No al referendum’, andate per esempio a leggere il blog di Luca Fantuzzi (http://losmemorato-ilblog.blogspot.fr), a vedere cosa diceva all’inizio dell’anno di MPS e del suo ‘risanamento’.
    .
    Quella sparata da Renzi era quindi una balla cosmica, che i danni li ha fatti sul serio, come ben sanno i 40 mila possessori di obbligazioni subordinate che da stamattina hanno davanti a se’ il dilemma se perdere tutto convertendo in azioni, o perdere tutto con il bail-in.
    .
    Tu pensi che una dichiarazione come questa verra’ mai debunkata e denunciata dall’iniziativa contro le fake-news? Ti do’ una dritta: Paolo Attivissimo, che in quell’iniziativa e’ coinvolto e di cui e’ uno dei personaggi piu’ esposti (volente o meno), ha gia’ dichiarato che per lui l’economia e’ come gli oroscopi, e quindi non si occupera’ di notizie come quella sopra.
    .
    Io rispetto il tuo genuino sforzo di vedere l’iniziativa come positiva; non posso pero’ fare a meno di pensare e di essere convinto che lo scopo, nemmeno tanto celato, dell’iniziativa sia ben piu’ pericoloso. E’ semplicemente una operazione di censura, una iniziativa per tacitare quelle voci e quelle persone che, dedicandoci del tempo su base volontaria, hanno tenacemente e caparbiamente smontato una per una tutte le balle raccontate da Renzi e dalla campagna del SI al referendum contribuendo quindi, almeno un pochino al risultato elettorale.
    .
    E siccome non e’ nello stile del personaggio (non riesco a chiamarlo ‘uomo’) il fare autocritica, dalla sconfitta clamorosa lui ha subito tratto la conclusione che gli fa piu’ comodo: non ho perso perche’ era una proposta orrenda, ma perche’ qualcuno lo ha fatto notare.
    .
    Ergo, quel qualcuno adesso deve essere messo a tacere.
    .
    Non dovrei aggiungere altro, ma mi permetto un’ultima battuta. Se Berlusconi avesse fatto una proposta del genere, ci sarebbe ‘la sinistra’ in piazza, con Scalfari e Zucconi e Sevrgnini e Riotta in testa ai cortei.
    .
    Questo e’ il livello.
    .
    sicuri si diventa, Ride Safe.

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