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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Il pedone fa bene a ringraziarmi per averlo fatto passare sulle strisce…

Il titolo è provocatorio, perchè in una società civile il pedone non dovrebbe ringraziare l’automobilista che si ferma per farlo passare sulle strisce, ma in questa italietta le cose vanno diversamente.

Ci sono alcune isole felici, come raccontavo in questo post, dove non solo i pedoni attraversano in sicurezza e gli automobilisti gli permettono di farlo, ma esistono persino i vigili che multano quello che parla al telefono e non vede il pedone.

Il bello di essere pendolari è che incontri e riconosci sempre le stesse persone, le stesse auto. E così come identifichi gli automobilisti più indisciplinati, che ogni mattina guidano in maniera aggressiva, fregandosene delle regole, dei semafori, degli altri, ecco che anche il pedone è riconoscibile.

Vedi l’amico Luca che l’altro giorno mi ha salutato da 50 metri di distanza dicendomi “ti ho riconosciuto dalla camminata”

Ieri mattina quando sono arrivato in Viale Jenner era ancora buio, ma ho visto il solito pedone, tra l’altro un disabile, che doveva attraversare; sono un buon cittadino, ma memore della precedente esperienza, ho guardato nello specchietto per poi rallentare in anticipo e prendermi un certo margine di sicurezza.

Mi fermo, il pedone inizia ad attraversare ed ovviamente quello dietro di me mi sorpassa sulla destra. In questo caso pedone, avendo difficoltà a camminare, ha tenuto un passo normale, ma se fosse stato uno di quelli che attraversa di corsa…

In ogni caso la macchina che sopraggiungeva si è fermata accanto a me ed il pedone è passato in sicurezza, alzando la mano per ringraziarci.

Però ha fatto bene, perchè oggigiorno anche a fermarsi al rosso si rischi il tamponamento del velocista di turno, e la distrazione perenne causata dal telefono sempre in mano, acuisce il problema. Basta contare quanti tamponamenti si vedono ogni giorno…

Una piccola nota a margine per invitare i pedoni a guardare oltre il loro naso ovvero al diritto di precedenza che però non li autorizza a passare ovunque senza tenere in considerazione i vari fattori del momento.

C’è uno stop. Gli attraversamenti pedonali sono su tutti i lati dell’incrocio, tranne in quello dove c’è lo stop. Il conducente deve per forza di cose avanzare lentamente, oltre lo stop per riuscire a vedere bene il flusso di chi arriva.

(Anche in questo caso le auto parcheggiate proprio lì, dove NON dovrebbero essere, non lo facilitano nell’uscita…).

Arriva il pedone. Da dove passa? Dietro all’auto?

No, davanti al muso e lo fa proprio nell’attimo in cui tu hai il tempo di attraversare. Il fatto è che inizi ad avanzare con lo sguardo ancora rivolto alla tua sinistra e non vedi il pedone che dalla tua destra sta passand e scatta l’incazzatura del pedone che ti tratta come un criminale, quando al limite il fesso è lui.

La sicurezza si fa in due, perlomeno.

Cerchiamo, anche in questo caso, a non vedere solo il nostro giardinetto, ma pensiamo al Bene comune.

I diritti ed i doveri li abbiamo tutti. Con un minimo di attenzione, buonsenso ed educazione, potremmo riuscire a convivere pacificamente.

Ovvio che i comportamenti criminali di una parte degli automobilisti, i veri pirati della strada, non rientrano nelle mie riflessioni.

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4 commenti su “Il pedone fa bene a ringraziarmi per averlo fatto passare sulle strisce…

  1. IlPrincipeBrutto
    27 settembre 2017

    Ciao Paolo,
    .
    >> Il titolo è provocatorio, perchè in una società civile il pedone non dovrebbe ringraziare l’automobilista che si ferma per farlo passare sulle strisce, ma in questa italietta le cose vanno diversamente.
    .
    Scusa, ma in questo caso il tuo riferimento all’Italietta mi pare fuori luogo. Per esempio, si ringrazia anche in UK, e pure da queste parti, che non sono proprio il massimo della pazienza e tolleranza.
    .
    Inoltre, ringraziare e’ un modo per riconoscere e premiare un comportamento corretto; fa stare bene entrambe le parti, ed aiuta a rinforzare le buone abitudini. Sposta il livello del gesto da quello di un obbligo (tu mi *devi* questo comportamento quindi non sono obbligato a darti nulla) a quello dello scambio gratuito, da entrambe le parti.
    .
    sicuri si diventa, Ride Safe

    • paoblog
      27 settembre 2017

      In genere io non ringrazio chi, avendo la possibilità di farlo in sicurezza, si ferma per farmi passare se sono sulle strisce; diversamente ringrazio sempre se l’automobilista si prende un rischio oppure chi fa uno zic in più del dovuto. Sennò dovrei pure ringraziare chi si ferma al rosso.

  2. IlPrincipeBrutto
    27 settembre 2017

    >> Sennò dovrei pure ringraziare chi si ferma al rosso.
    .
    Oggi sei di luna storta,
    🙂
    .
    Chi si ferma al rosso lo fa anche se non ci sei tu. Chi si ferma sulle strisce lo fa perche’ ci sei tu. Si vede la differenza?
    .
    Se poi non vuoi ringraziare, nessun problema.
    La mia obiezione era comunque rivolta al riferimento all’Italietta, che mi sembrava, e mi sembra tuttora, immotivato.
    .
    Gentili si diventa, Ride Grumpy.

    🙂

  3. paoblog
    27 settembre 2017

    per essere storta, è storta… 😦

    Non mi ritengo una persona scortese, almeno così mi dicono, tuttavia resto dell’idea di ringraziare di “default” 😀 chi fa un di più …

    ma nell’italietta si è innescato il principio che si debba “ringraziare” anche chi, di fatto, fa il suo dovere, che sia in un ufficio statale o anche privato.

    (Ci sono clienti che chiedono un grazie se ti pagano abbastanza puntuale…e non scherzo.)

    Fermo restando che uno può ringraziare a prescindere, sei pagato per fare quel lavoro, lo fai, non ti devo ringraziare a meno che tu mi faccia una cortesia aggiuntiva, non dovuta, ma che mi favorisca (sempre nel senso lecito del termine).

    Nel mio campo lavorativo l’urgenza è una parola quotidiana, per cui io faccio quello che devo fare al meglio delle mie possibilità e non mi aspetto ringraziamenti dai clienti.

    (Magari mi piacerebbe ricevere lo stipendio, ma questo è un altro paio di maniche.)

    Poi capitano le volte che per aiutare un cliente in difficoltà si faccia un cambio in corsa della programmazione ed allora, sicuramente, un “grazie” mi fa piacere,.

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