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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Tra 6 giorni si vota, per cui esprimete un voto consapevole…

Questo non è un post politico, infatti non sarò certo io a dire chi votare o meno, che ognuno faccia la sua scelta, però fate in modo di esprimere un voto consapevole, scegliendo con la testa e non con la pancia.

Sulla scia del post Avrei una domanda semplice per i candidati alle Elezioni… oggi vi segnalo un libro e vi dico subito che alla domanda posta dall’autore io rispondo: mentono.

Flat tax, reddito di cittadinanza, moneta fiscale, aumento dell’età pensionabile. Sono le principali proposte economiche delle tre forze che oggi si contendono il governo del paese.

Ma il dibattito è nullo, perché sono interventi irrealizzabili o catastrofici per i nostri conti.

Inoltre stiamo parlando di cifre enormi, incomparabili a qualsiasi promessa fatta nelle precedenti campagne elettorali: ripristinare le vecchie soglie dell’età pensionabile, come sostenuto da Forza Italia, costerebbe alle casse dello stato circa 350 miliardi da qui al 2060; la flat tax proposta dalla Lega, 70 miliardi; 15 miliardi, il reddito di cittadinanza dei 5 stelle e la rimodulazione delle aliquote Irpef promessa dal Pd.

Attraverso un’analisi chiara e rigorosa, Roberto Perotti mostra agli elettori come queste proposte siano fallaci o pericolose.

Perché la domanda che resta sullo sfondo, a un passo dalla data elettorale, è: i politici che si candidano a governarci sbagliano o mentono?

 

Un commento su “Tra 6 giorni si vota, per cui esprimete un voto consapevole…

  1. IlPrincipebrutto
    26 febbraio 2018

    >> ripristinare le vecchie soglie dell’età pensionabile, come sostenuto da Forza Italia, costerebbe alle casse dello stato circa 350 miliardi da qui al 2060;
    .
    Esticazzi non ce lo vogliamo mettere?
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    Trovo questo approccio sensazionalista molto irritante, per svariati motivi.
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    Abbiamo gia’ subito nel 2011 il terrorismo del ‘Fate Presto’, condito di notizie drammatiche che asserivano senza tema di smentita che eravamo sul punto di non poter piu’ pagare gli stipendi. Il risultato furono Monti e la sua distruzione della domanda interna, e i suoi tredici trimestri di crescita negativa, e la riforma Fornero, fatta “per salvare l’Italia e l’Euro”.
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    Le asserzioni erano false. Un documento della Commissione Europea (http://ec.europa.eu/economy_finance/publications/european_economy/2012/pdf/ee-2012-8_en.pdf) chiariva che il debito italiano a breve era tra i piu’ sostenibili dell’intera eurozona. Ripeto: la Commissione Europea, non un branco di compottisti fascio-sovranisti.
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    Fare previsioni a cosi’ lungo termine (parliamo del 2060) comporta come minimo degli enormi margini di errore. Che pero’ non vengono mai precisati, preferendo semre dare una cifra ad effetto (che, se riportata per anno, fa molto meno effetto).
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    Si parla sempre dei costi, ma mai dei presunti benefici. Questo e’ un meccanismo ormai diventato prassi quando si parla di Euro. Chiunque, a prescindere da formazioni e qualifiche, e’ autorizzato ad andare in TV a dire “fuori dell’Euro c’e’ il disastro”; ci fosse una volta che ci si chiedesse pero’ quale i sono i costi di continuare a rimanerci dentro.
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    Aggiungo a margine; se io andassi in TV a dire che curo il cancro con i broccoli lessi, come minimo subirei una pressante richiesta di chiarimenti e spiegazioni. Se pero’ vado in TV a dire che fuori dall’euro c’e’ il disastro, sono esentato dal fornire la minima giustificazione.
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    Concludo ripetendo quanto detto in occasione di un post precedente. L’impatto di una riforma dipende dal contesto in cui questa ha luogo. In un contesto anormale come quello attuale, in cui lo Stato non ha il controllo della propria moneta, i costi impattano in un certo modo. Nel contesto di uno Stato normale, padrone e sovrano della propria moneta, l’impatto e’ diverso.
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    Perotti questo contesto scommetto non lo mette nemmeno in discussione, e quindi e’ normale che arrivi a certe conclusioni. Di irrealizzabile, mi pare, c’e’ solo la speranza di far capire che esistono alternative alla situazione attuale. Che e’ frutto di una decisione politica, non divina, e quindi, come tale, e’ certamente modificabile e reversibile.
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    Invocare il voto consapevole fornendo riferimenti orientati tutti dalla stessa parte non mi pare produca consapevolezza, ma solo l’illusione della stessa.*
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    sicuri si diventa, ride Safe.
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    *
    ringrazio Paolo, che probabilmente la pensa diversamente, ma mi lascia scrivere queste cose.

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