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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Conoscere il pane fresco del supermercato (e leggere le etichette)

Un assaggio di un interessante articolo di Valeria Balboni che ho letto su Il Fatto Alimentare e del quale consiglio la lettura integrale, visto che la maggior parte di noi compra il pane al supermercato, sia per una questione di comodità sia perchè i forni con produzione in loco stanno scomparendo.

Fino a pochi anni fa si acquistava ogni mattina dal fornaio, da alcuni anni però sono cambiate le modalità di acquisto e ormai tutti i supermercati offrono baguette e altre tipologie di pane appena sfornato a tutte le ore del giorno, domenica e festivi compresi.

Il pane fresco del supermercato però non è tutto uguale.

Possiamo distinguere almeno tre tipologie: quello preparato in un forno esterno – che può essere il panettiere locale o il panificio semi-industriale -, il pane prodotto interamente in un laboratorio all’interno del punto vendita, o quello ottenuto a partire da semilavorati parzialmente cotti e surgelati portati a “doratura” nel forno del supermercato.

Quest’ultima modalità viene proposta spesso per le baguette, che in genere si identificano subito essendo calde e profumate.

In ogni caso la legge impone di indicare sull’etichetta quando si tratta di pane ottenuto a partire da semilavorati surgelati, oppure di ‘vero’ pane fresco.

E visto che si parla di etichetta, è pertinente la precisazione fatta nell’articolo:

In tutti i casi deve essere disponibile l’elenco degli ingredienti anche se le modalità cambiano.

Nel pane confezionato o preincartato la lista si trova sul sacchetto insieme all’etichetta del prezzo, quando invece lo acquistiamo sfuso nell’angolo panetteria o attraverso un banco self-service, nella maggior parte dei casi l’elenco degli ingredienti non si trova accanto al cartellino del prezzo, ma si rimanda al ‘libro degli ingredienti’ posizionato nelle vicinanze.

Questo è un problema, perché il libro non è sempre in un posto ben visibile e la consultazione richiede un certo tempo trattandosi di un volume pieno di schede con decine di prodotti.

Forse sarebbe più semplice e comoda una bella etichetta posta accanto al pane, con gli ingredienti elencati insieme alla tipologia e al prezzo.

L’articolo continua con il racconto della visita in alcuni punti vendita con informazioni dettagliate sull’origine del pane e sugli ingredienti.

Restando in argomento…

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Pane nostro è il frutto di vent’anni di lavoro. Quella del pane è una grande storia, ricca di sapienza e di poesia, d’arte e di fede, che abbraccia l’intera storia dell’umanità.

Sulle rive del Mediterraneo, dalla Mesopotamia alle tavole del mondo intero, il pane è stato il sigillo della cultura. Ha accompagnato viaggiatori, pellegrini, marinai.

Si è ritrovato al centro di dispute sanguinose e interminabili, come le lunghe controversie sul pane – lievitato oppure azzimo – da usare per la comunione. Perché il pane è anche un simbolo, al centro del rito eucaristico.

E lo si ritrova, nelle sue mille varietà, in molte opere d’arte, dall’antico Egitto alla pop art.

Raccontando questa saga sul pane, come nel suo «geniale, imprevedibile e fulmineo Breviario mediterraneo» (Claudio Magris), Matvejević ci regala una saggezza spesso temprata nel dolore, ma sempre piena di speranza.

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