Paoblog.net

Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Il cliente accetta la Riba a malincuore, ma poi non la paga…

Autore: Pietro Vanessi
unavignettadipv.it

Sottotitolo: nulla di nuovo sotto al sole

Questo post è il seguito di quello scritto in giugno:  Pagamenti, la misura è colma: stavolta m’impunto nel quale raccontavo la trattativa estenuante con un cliente che non voleva accettare il pagamento a mezzo Riba, ma pretendeva la rimessa diretta.

Alla fine la Riba l’hanno accettata, sennò non avrei dato corso alla fornitura e stamattina, ecco un insoluto di 1183 € da parte di un’azienda con un capitale sociale di 200 milioni di €.

Due parole a quello dell’Ufficio Acquisti che aveva messo la mano sul fuoco per la sua azienda le ho inviate e poi un sollecito via Pec.

Hanno garantito il pagamento entro una settimana, ma non è questo il punto;  di clienti che non pagano alla scadenza ne faccio a meno, anche perchè ogni tanto riesci a riportare a casa i soldi, ma se sei sfortunato… (Un cliente fallisce, non paga quello che mi deve e lo Stato ci aggiunge del suo)

Ed infatti saranno loro a finire sulla mia Lista nera ( Non mi paghi, ti faccio causa e tu metti me sulla Lista nera?)

Buongiorno, 

con la presente vi informiamo che è ritornata insoluta la Riba di € 1183,40 emessa a fronte della fattura n. 119 del 12.07.2018 con scadenza al 30 settembre 2018. 

V’invitiamo pertanto ad inviarci entro e non oltre 7 giorni la copia dell’ordine di bonifico bancario regolarmente timbrato dalla banca, che attesti il pagamento di € 1186,75 (inclusi € 3,35 di spese di insoluto).

Cogliamo l’occasione per rammentarvi che nel caso non provvediate al pagamento nei termini indicati, come previsto dal Dlgs 231/2002 saranno addebitate tutte le spese bancarie e quelle legali.

Il tasso di mora sarà addebitato automaticamente, dal giorno successivo alla scadenza sino al giorno dell’effettivo pagamento, senza necessità di comunicazioni e/o atti giudiziari; gli interessi di mora, saranno calcolati secondo il corrente tasso d’interesse della Bce maggiorato di 7 punti, per il periodo intercorso fra il giorno successivo alla data di scadenza e quella d’effettivo pagamento.

Il Dlgs 231/2002 attribuisce inoltre al creditore il diritto al risarcimento dell’ulteriore danno subito per effetto del ritardo (esempio: interessi pagati su fidi bancari.) e, nel caso il ritardo nel pagamento ecceda di trenta giorni il termine convenuto, il committente incorre inoltre in una penale pari al 5% dell’importo in relazione al quale non ha rispettato i termini.

Allegati: Insoluto + coordinate bancarie.

 
Distinti saluti 

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 2 ottobre 2018 da in Il mondo del lavoro, Pensieri, parole, idee ed opinioni con tag , , , , .
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: