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Combattere l’evasione si può ed è pure facile. In Brasile ad esempio…

Alcuni giorni fa ho pubblicato alcune riflessioni basate sulla lettera di un sindacalista che argomentava sull’evasione e su una semplice ricetta per combatterla.

Tutto condivisibile, ovviamente, ma anche in questo caso c’era chi spostava il discorso altrove ovvero sui Grandi evasori; giusto anche questo punto di vista, ma come dicevo, secondo me il Grande evasore di domani è figlio dell’evasore quotidiano di oggi.

Niente di meglio che sentirsi impuniti per alzare la posta, giorno dopo giorno.

Ieri stavo leggendo su Vanity Fair un breve riassunto di Stefano Vergino circa la politica fiscale in alcuni paesi del mondo ed ecco che  mi cade l’occhio sul Brasile.

In Italia anche un’idea vincente come quella brasiliana resterà un Utopia; non investiamo sulla Banda larga, anzi tagliamo i fondi; non siamo riusciti a gestire i braccialetti elettronici per i detenuti, riuscendo a spendere 110 milioni di € in 10 anni per l’utilizzo di 2 braccialetti in 1 anno, contro i 400 acquistati; non abbiamo nè politici in grado di fare qualcosa di concreto per il Paese. I loro interessi li fanno bene, da destra a sinistra, ma quanto si scivola sul Bene Comune….

Leggiamo insieme il metodo brasiliano:

Lo Stato di San Paolo permette di detrarre qualsiasi tipo di spesa, dal caffè all’abbigliamento e così facendo in tre anni le entrate fiscali sono aumentate del 23,3%.

Non ènecessario conservare montagne di scontrini, perchè tutto passa attraverso i registratori di cassa collegati via Internet (!) all’agenzia delle entrate.

Quando il cittadino si registra al programma (obbligatorio per i negozianti) e quando acquista un bene, comunica  il proprio Codice Fiscale al venditore che batterà i dati sulla cassa e l’operazione verrà inviata in automatico al Fisco.

Il risultato è che il cliente potrà scaricare il 30% dell’Icms (l’Iva brasiliana) che gli verrà versata in banca tramite bonifico oppure detratta delle imposte a fine anno.

(E qui vi rimando alla velocità del nostro Stato nel rimborsare il cittadino delle somme dovute…)

Secondo Diego Corrado (docente di diritto commerciale alla Bocconi) questo sistema ci permetterebbe di raccogliere un gettito aggiuntivo di 1,5 miliardi di Euro all’anno. Senza aumentare l’Iva.

Noi invece andiamo avanti a colpi di spot…

7 commenti su “Combattere l’evasione si può ed è pure facile. In Brasile ad esempio…

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  2. Angelo Rossi
    20 agosto 2012

    Io dico che basterebbe eliminare la carta moneta , e pagare tutto con moneta elettronica , e la tracciabilita’ e cosa fatta , es. Sarebbe difficile pure pagare E così dette Mazzette , cosa ne pensate ????

    • paoblog
      20 agosto 2012

      L’utilizzo del denaro elettronico però costa. Paghi un canone annuo per bancomat e carta, pagano commissioni gli esercenti, e ci sono gli ovvii intoppi dell’economia immateriale ovvero, quale esempio, in questi giorni il Pupo Alpinista è in Grecia e si è portato il contante necessario per pagare la sua quota dell’affitto dell’appartamento e la carta prepagata per le spese quotidiane.

      Su questa carta ci sono 1200 €, sono suoi, sono veri e non virtuali e la banca li ha presi e li ha caricati, peccato che la carta non funzioni e che sia smagnetizzata o altro, poco importa. resta il fatto che lui è in Grecia, senza soldi in contanti.

      Preso atto che la carta non va, in banca non accettano di trasferire i suoi soldi dalla vecchia carta ad un’altra di un’amico che è con lui, perchè ci vuole la sua firma e non basta quella della madre che peraltro ha la firma sul suo c/c…

      Il denaro elettronico porta con sè notevoli intoppi che bisogna tenere in considerazione, fermo restando che basta un click su una tastiera per impedirti di prelevare ed utilizzare i tuoi soldi il che lo rende un’ottimo strumento di controllo dei tuoi soldi da parte di Stato e banche.

      Vedi anche la vicenda di BNI; niente di meglio che avere un c/c bloccato e non poter usare i propri soldi. E se poi non paghi le rate della macchina, la finanziaria se ne frega se ti hanno bloccato il c/c per problemi della banca, chi ci va di mezzo per gli errori (o le malefatte) altrui, siamo sempre noi….

      Articolo correlato: Il contante, la nostra croce

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