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50 prodotti ritirati in Europa per lo scandalo della carne di cavallo, 2 in Italia. L’elenco completo su eFoodAlert

un articolo di Roberto La Pira che leggo su Il Fatto Alimentare

In Europa c’è un solo sito che aggiorna in tempo reale sugli sviluppi dello scandalo della carne di cavallo. Si chiama eFoodAlert   ed è gestito da Phyllis Entis che riporta l’elenco degli allerta e dei ritiri di prodotti alimentari in tutto il mondo.

Da tempo Il Fatto Alimentare scambia notizie con Phyllis Entis,  proprio perchè è l’unica fonte aggiornata su questi temi. Sul sito  è stata inaugurata da qualche giorno una pagina speciale che raggruppa tutti i prodotti ritirati in Europa e nel mondo per la vicenda della carne di cavallo.

Si tratta di un servizio importante che dovrebbe essere fornito  dalle autorità santarie europee.  Per il momento secondo Phyllis Entis i ritiri e i richiami dei prodotti sono stati portati avanti in  otto paesi tra cui l’Italia. La più interessata è la Francia dove 7 catene di supermercati  hanno ritirato prodotti con il loro marchio  dagli scaffali.

Findus è convolta in Francia, Inghilterra, Irlanda, Svezia e Hong Kong ma non in Italia. Nestlè ha ritirato in Francia confezioni di lasagne alla bolognese, mentre in Italia e Spagna partite di tortellini e ravioli con il marchio Buitoni.

Sino ad ora sono 50 i prodotti coinvolti , ma con tutta probabilità la lista è destinata ad aumentare, visto che secondo le notizie diffuse dal Rasff i Paesi dove è stata commercializzata la carne di cavallo sono 20.

Questa vicenda è complicata e sicuramente ha tutte le caratteristiche di una frode di grandi dimensioni. Non bisogna però creare allarmismo. Avere mangiato tortellini o lasagne  con carne di cavallo non destinata alla produzione alimentari non provoca mal di pancia.

Secondo le autorità sanitarie francesi in circolazione  ci sono almeno 4,5 milioni di confezioni e molte altre sono state commercializzate vendute e mangiate da tempo, visto che la storia a avanti da almeno sei mesi.

Il problema è che della carne di cavallo non destinata ad essere trasformata in cibo è entrata in modo massiccio nel circuito alimentare.

Questa carne può  contenere residui di farmaci vietati per gli alimenti come il fenilbutazone, residui di antibiotici  e di altre sostanze che non devono essere presenti nel cibo e nella catena alimentare.

Tutto ciò è grave per la sanità pubblica e perchè queste contaminazioni incrociate possono ampliare il fenomeno per esempio dell’antibiotico reistenza.

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