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Ai celiaci non conviene fare la spesa in farmacia

in sintesi un articolo di

Ai celiaci non conviene fare la spesa in farmacia: è questa la conclusione scientifica che dimostra una sensazione comune a molti celiaci e a chi acquista alimenti senza glutine.

Secondo un’indagine condotta su 13 Regioni italiane dall’Osservatorio dell’Associazione Italiana Celiachia (AIC), per l’acquisto di un paniere di 12 prodotti senza glutine scelti tra quelli più venduti e abitualmente consumati da chi è celiaco la differenza tra supermercati e farmacia è di circa 20 euro.

Lo scarto di 20 euro è abbastanza rilevante, visto che il paziente celiaco in molte regioni può acquistare prodotti senza glutine solo in farmacia, disponendo di un buono unico di importo compreso tra 99 e 142 euro.

La ricerca ha preso in esame i prezzi di 12 alimenti (elencati in tabella) molto diffusi come: farina, pasta, dolci, prodotti da forno e surgelati. La comparazione tra farmacia e supermercato è stata fatta prendendo in considerazione alimenti dalle caratteristiche simili per qualità degli ingredienti, in modo da non sovrastimare la differenza di prezzo.

Tabella-paniere-AIC

Il paniere completo costa 39 euro circa al supermercato, che lievitano sino a 60 in farmacia.

Osservando la lista si scoprono casi davvero anomali: il prezzo della farina senza glutine che arriva alla cifra record di 7 euro in farmacia contro i 4 euro del supermercato. La pasta si trova a circa 8 euro al chilo in farmacia, mentre la GDO chiede quasi 5 euro.

Sono 135 mila i pazienti italiani celiachi, per una spesa complessiva di 200 milioni l’anno. Il Servizio Sanitario Nazionale riesce a coprire una parte di questa cifra, mentre circa 50 milioni sono invece lasciati ai cittadini. Il problema è che c’è una differenza di listino tra prodotti senza glutine e quelli standard che spesso non è giustificata.

2 commenti su “Ai celiaci non conviene fare la spesa in farmacia

  1. paoblog
    12 febbraio 2014

    Ritengo che sia fuori dubbio che gli alimenti per celiaci costano più in farmacia piuttosto che nella GDO e quindi quanto scritto nel post non possa essere messo in discussione. E’ sicuramente vero che ogni canale di vendita abbia i suoi costi e le sue politiche commerciali.

    Tuttavia leggo circa l’azienda dalla quale scrive che “per scelta aziendale distribuisce i propri alimenti solo attraverso il canale farmaceutico.

    “Per scelta aziendale”: scelta che uno può mantenere oppure adattare alla realtà del mercato. Non credo tuttavia che debbano essere i celiaci a dover pagare le vs. scelte aziendali.

    Ovviamente la cosa migliore è scrivere direttamente una mail a Il Fatto Alimentare, per spiegare il proprio punto di vista a chi ha scritto l’articolo: ilfattoalimentare@ilfattoalimentare.it

  2. Fulvio
    11 febbraio 2014

    A giustificare la differenza di prezzo basta osservare la capillarità distributiva delle farmacie (una ogni 3000 abitanti ) e quella della GDO che risponde solo ad un criterio di guadagno. Poi mi chiedo dov’erano quei santi della GDO quando i celiaci erano appena 20.000 in tutta Italia? La verità è che la comunicazione come sempre è gestita dai grandi gruppi. Sveglia consumatori non lasciatevi influenzare, dopo aver distrutto i piccoli negozianti (salumieri, panifici, macellerie, fruttivendoli, ecc ecc ora vogliono mettere le mani anche su altri mercati.

I commenti sono chiusi.

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