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La marmellata Rigoni di Asiago ritirata dal mercato giapponese, tuttavia…

Prima che qualche quotidiano spari la notiza online senza approfondire, alimentando quindi l’ennesima bufala e/o notizia inesatta, pubblico in sintesi un articolo di

I giapponesi hanno ritirato dal mercato un lotto di marmellata Fiordifrutta Mirtilli neri di bosco biologica, della famosa marca Rigoni di Asiago, per l’elevato contenuto di  Cesio 137, un isotopo radioattivo che secondo le analisi è presente in quantità pari a 140 bequerel/kg.

Si tratta di un livello superiore a quanto previsto dalle nuove norme in materia varate nel marzo 2012 dalle autorità sanitarie del Giappone, che prevedono come limite massimo per gli alimenti solidi, 100 bequerel/kg.

Secondo l’azienda, il campioni esaminati fanno parte di un lotto inviato in Giappone diversi mesi fa e i mirtilli utilizzati sono stati importati dalla Bulgaria. L’ipotesi più accreditata è che l’elevata radioattività sia dovuta all’incidente nucleare di Chernobyl in Ucraina nel 1986.

(Nota di Paoblog: In realtà, come ho segnalato a Il Fatto Alimentare, in un altro articolo ho letto che la Rigoni smentisce che siano mirtilli bulgari, precisando che sono Mirtilli di montagna. Suppongo italiani…)

La questione non deve destare allarme, perché in Europa i limiti di radioattività riferiti al Cesio 137 variano da un minimo di 600 a un massimo di 1200 bequerel/kg (da 6 a 12 volte in più rispetto ai limiti giapponesi).

La marmellata Rigoni rientra ampiamente nei parametri di legge e può essere consumata senza problemi.

Considerando la situazione che si è venuta a creare nel Paese dopo l’incidente di Fukushima con la contaminazione di un’ingente parte del territorio, è comprensibile la scelta delle autorità sanitarie di abbassare drasticamente i limiti di radioattività del cibo, per compensare la contaminazione ambientale di vaste aree.

2 commenti su “La marmellata Rigoni di Asiago ritirata dal mercato giapponese, tuttavia…

  1. Paoblog
    29 ottobre 2013

    vero eh?

    dal mio punto di vista la notizia non è il livello di Cesio ma il fatto che ci sia…

    tuttavia, essendo l’articolo in sintesi, ti copio una parte mancante… che a me francamente fa pensare.. si legge infatti che ” I valori normalmente rilevabili negli alimenti sono dell’ordine di decimi di bequerel.”

    ed allora da pochi decimi, se questa marmellata ha circa 140 bequerel, non saranno 600, tuttavia…

    leggi, leggi….

    «La quota di 600 bequerel/kg in Italia e in Europa si raggiunge raramente – spiega a Il Fatto Alimentare Giuseppe Sgorbati, direttore scientifico dell’Arpa Lombardia (Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente) ed esperto di radioattività.

    Il valore viene utilizzato essenzialmente per limitare casi “spot”, legati a derrate particolari, come alcuni tipi di cacciagione e prodotti di bosco, all’interno di specifiche catene trofiche, che hanno impatto estremamente limitato.

    In Europa è stata presa in considerazione l’ipotesi di applicare il limite di 100 bequerel/kg ma questa decisione non porterebbe a reali vantaggi. I valori normalmente rilevabili negli alimenti sono dell’ordine di decimi di bequerel.

    La cosa più importante – conclude Sgorbati – è avere un’efficace rete per il rilevamento della radioattività e utilizzare adeguati indicatori di “attenzione“, per attivare indagini mirate in caso di discostamento dalla media».

  2. Madamin
    29 ottobre 2013

    Mi fa piacere che mangiamo la marmellata che contiene Cesio 137, MMMMHHHH BUONA!!!!

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