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Inquinamento luminoso ovvero Illuminare dove e quando serve

Alcuni giorni fa a radio Deejay, durante Tropical Pizza, Nikki ha intervistato un membro di Cielobuio.org un’associazione che si batte contro l’inquinamento luminoso che, oltre ad evidenti danni all’ecosistema, causa anche uno spreco di energia e quindi di risorse economiche ed un maggiore inquinamento.

Neanche a farlo apposta, un paio di giorni dopo mi sono imbattuto in un’intervista a Fabio falchi, presidente di Cielobuio, e che puoi vedere cliccando qui.

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Pur essendo al corrente del problema dell’inquinamento luminoso, a quel punto è scattata la molla ed ho cercato più informazioni sull’associazione e sul loro sito ho notato la presenza di un Appello per la riduzione e il contenimento dell’inquinamento luminoso in Italia, del quale pubblico un passaggio che in poche parole riassume il concetto; per firmare l’appello, clicca QUI.

Per inquinamento luminoso si intende l’alterazione dei livelli di luce naturalmente presenti nell’ambiente, causata dagli impianti di illuminazione pubblica e privata, spesso posti in opera in difformità dalle regole dell’efficienza e talora anche del comfort visivo, sovradimensionati per potenza e tali da irradiare verso il cielo buona parte della luce emessa. 

Per questi stessi motivi, l’inquinamento luminoso rappresenta anche uno sperpero di energia, del quale sono responsabili i Paesi industrializzati: sperpero tanto più odioso se si considera che in molte parti del pianeta l’accesso ai benefici dell’energia e, nella fattispecie, la fruizione della luce artificiale rappresentano un lusso.

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3 commenti su “Inquinamento luminoso ovvero Illuminare dove e quando serve

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  2. Paoblog
    28 gennaio 2014

    circa la sicurezza alcune ricerche hanno stabilito che nopn c’è correlazione tra illuminazione e reati… vero è che ad esempio si può fare come in Inghilterra uno spegnimentyo selettivo o, come in altre località dotare i lampioni di sensori di movimento, per cui se c’è opassaggio si accendono e sennò si spengono

    Proseguono, in Inghilterra, gli esperimenti di spegnimento dei lampioni nelle ore notturne. Stavolta tocca alla Contea di Dorset (circa 645.000 abitanti a sudovest del paese), dove i punti luce saranno tenuti spenti tra la mezzanotte e le cinque e trenta del mattino.

    Una decisione che ha scatenato non poche polemiche, soprattutto da parte dei lavoratori notturni di pub e altri esercizi, preoccupati dalla prospettiva di dover tornare a casa camminando nell’oscurità.

    Il Consiglio della Contea, però, ha rassicurato gli abitanti, precisando che lo spegnimento dei lampioni interesserà soltanto aree residenziali o comunque strade in cui l’illuminazione è ritenuta “non essenziale”.

    Le luci resteranno accese, invece, in prossimità di telecamere di sorveglianza, strade a scorrimento veloce, nei centri dei villaggi e nelle aree considerate ad alto tasso di criminalità.

    Altre preoccupazioni riguardano le sicurezza stradale, ma il Consiglio, basandosi sui risultati di altre sperimentazioni analoghe, si dice sicuro del fatto che l’oscuramento parziale delle strade non comporterà un aumento degli incidenti. Nelle ore che seguono la mezzanotte, osservano le autorità di Dorset, il traffico automobilistico è del resto quasi inesistente.

    In ogni caso, garantiscono gli amministratori, se la polizia locale dovesse riscontrare un incremento dei crimini o degli incidenti stradali, il progetto sarebbe subito interrotto e i lampioni sarebbero riaccesi dappertutto e per tutta la notte. Ma se la sperimentazione dovesse procedere senza intoppi, la Contea potrebbe arrivare a risparmiare fino a 150.000 sterline l’anno, oltre 180.000 euro.

  3. Poppea
    28 gennaio 2014

    Diciamo che l’eccesso è dannoso, però le strade a mio avviso, soprattutto quelle un po’ periferiche debbono essere sufficientemente illuminate anche perché più sicure, sul fatto poi che alcuni negozi tengano le luci accese durante tutta la notte concordo

I commenti sono chiusi.

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