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La biblioteca sostenibile di Mario Cucinella dedicata a Kwame Nkrumah

“Stiamo riscoprendo l’idea che i luoghi hanno delle identità, dove dietro ci sono delle grandi storie e non c’è più bisogno di fare delle semplificazioni”.

Cucinella fa un discorso valido non solo per l’Africa, in cui la colonizzazione europea ha cercato di semplificare realtà molto complesse inglobando nello stesso stato tribù e linguaggi differenti, ma per l’intero mondo, in cui dopo un’epoca di globalizzazione si sta tornando alle realtà locali, evitando la scomparsa delle culture proprie di ogni regione e paese.

Il concept per la biblioteca è l’albero, riproponendo l’idea di tronco dentro il quale scorre la linfa culturale, che spinge il Ghana verso il progresso.

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Un progetto volutamente impreciso, come le forme che si trovano in natura e nell’artigianato, ma scandito da un ritmo di pilastri che ricorda i ritmi africani e la musica.

Il sole nella zona climatica del progetto, sorge rapidamente, rimane alto tutto il giorno e tramonta altrettanto velocemente, quindi un sistema di terrazze basta a schermare i raggi solari, a mantenere l’edificio in ombra e la temperatura interna intorno ai 22 gradi, evitando un sistema di condizionatori altrimenti necessari.

Il progettista parla di architettura in complicità col clima, che prende atto del contesto, lo analizza e studia la strategia migliore per trarne tutti i vantaggi.

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L’interno è composto da un sistema di corti articolate in modo da permettere al visitatore di essere protagonista di ciò che accade all’interno dell’edificio, indipendentemente dal punto di osservazione in cui ci si trova; gli spazi attraversano la biblioteca rendendo difficile individuare i confini tra le funzioni, in un’ottica di dinamicità dello spazio, di biblioteca come piazza del sapere.

La corteccia è simboleggiata dagli archi di legno a sostegno dei solai, che avvolgono l’edificio dando un ritmo regolare; un percorso esterno collega i vari piani rendendo possibile anche di notte raggiungere la piazza sulla copertura con un ristorante sempre aperto.

Non essendoci la necessità di proteggersi dall’esterno, grazie al clima africano sempre mite anche in caso di pioggia, il piano terra è interamente occupato da un auditorium privo di finestre.

Fonte: Rinnovabili.it Leggi chi era Kwame Nkrumah

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