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Taxi e UberPop: in viaggio con la telecamera nascosta

taxiin sintesi un articolo di Altroconsumo che integro con questo link che porta agli articoli di SicurAuto che trattano questo problema.

Dopo di che, visto che si parla di taxi, pur senza generalizzare*, racconta di quei tassisti furbetti che allungano il percorso o che viaggiano in scarsa sicurezza, loro e dei passeggeri.

* Come sempre non è mia intenzione fare di tutta un’erba un fascio e quindi vale quello che dico sempre: se sei un tassista che opera con professionalità e correttezza, qui non si parla di te.

Se il tassista (milanese) “allunga” il percorso * Se il tassista (milanese) “allunga” il percorso/2 * Faccio il tassista e la cintura mi rende nervoso

* * *

UberPop è l’ultima frontiera di Uber, la società californiana che grazie a un’app da scaricare sullo smartphone sta tentando di rivoluzionare il sistema del trasporto privato in duecento città nel mondo.

Ha lanciato anche da noi la versione low cost dell’auto con autista: si chiama UberPop la tanto contestata (soprattutto dai tassisti) formula che permette a qualunque proprietario di una macchina di trasformarsi in un taxi, anche solo per un giorno.

Grazie all’app, l’autista si dichiara disponibile su piazza, mentre i clienti che hanno bisogno di spostarsi usano lo smartphone per mettersi in contatto con l’auto più vicina.

Uber ha fatto della flessibilità e della rapidità i propri punti di forza. Forse un po’ troppo: con UperPop non serve la licenza, non ci sono vincoli di orario e le tariffe non sono sottoposte ai regolamenti comunali. Tutte queste semplificazioni e la paura della concorrenza hanno scatenato le reazioni dei tassisti.

Per sapere come stanno le cose, siamo saliti in auto con telecamera nascosta. E abbiamo intervistato un Commissario di polizia locale a Milano.

 

 

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