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Parmigiano, pomodoro, vino: le eccellenze nel mirino delle agromafie

Fonte: Altroconsumo

Fonte: Altroconsumo

un articolo che leggo su E-R Consumatori che di fatto può essere considerato il seguito del post sulle agromafie e contraffazioni alimentari pubblicato alcuni giorni fa.

Vedi: Caselli: “La lotta alla contraffazione e all’agromafia”

Mi stupisce però che Coldiretti insista su un fatto che è perlomeno discutibile, come l’invasione da parte della conserva di pomodoro cinese, a suo tempo definita una bufala da Roberto La Pira de Il Fatto Alimentare.

Leggi a questo proposito: Il pomodoro cinese non arriva sugli scaffali dei supermercati. Smentita la favola di Coldiretti del triplo concentrato venduto come italiano

Vedo che è stato citato il kit per il vino in bustine del quale avevo scritto tempo fa non appena visto un servizio in un Tg; per approfondire, leggi questi post: Caro Francesco, il vino in “bustina fai da te” mi inquieta… * Amazon vende il “vino italiano” in bustine…?

Mi fa “arrabbiare”, ma non mi stupisce, leggere che “alcuni di questi kit siano prodotti proprio nel nostro paese.”

Avanti così, facciamoci del male da soli, danneggiando uno dei pochi settori di eccellenza che ci restano. Imbecilli, oltre che disonesti. 😦

D’altro canto mi abbatto ulteriormente se penso all’accordo con trattativa segreta fra UE ed Usa che potrebbe portare il peggio sulle nostre tavole …

Leggi a questo proposito: Il negoziato Usa-Ue e la sicurezza alimentare non vanno a braccetto…

Alcuni articoli correlati:

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lente alimentiSono il Parmigiano Reggiano, il pomodoro e il vino i principali prodotti dell’Emilia-Romagna oggetto dell’attenzione delle cosiddette agromafie, vale a dire il variegato e illegale mondo dedito alla contraffazione delle eccellenze della nostra regione.

Lo dice il terzo Rapporto Nazionale Agromafie 2015 elaborato da Coldiretti, Eurispes e Osservatorio sulla criminalità che parla di un business (nel solo 2014) pari a 15,4 miliardi di euro, con un aumento del 10% rispetto all’anno precedente.

I prodotti più bersagliati dell’Emilia-Romagna, secondo una nota della Coldiretti regionale, sono i formaggi.

In particolare spiccano i Dop come il Parmigiano Reggiano, indiscusso principe del territorio che dopo essere stato sottoposto per anni ad attacchi continui (imitazioni come Parmisan in Germania o Parmesao Oltreoceano) adesso conosce un’ulteriore evoluzione della contraffazione come i kit “Fai da te” o “Cheese-kit”, che permettono di produrre formaggi tipici delle nostre filiere al costo di un centinaio di sterline ciascuno. Una pratica diffusa soprattutto in Nuova Zelanda, Australia, Canada, Stati Uniti e pure Gran Bretagna.

Triste è che alcuni di questi kit siano prodotti proprio nel nostro paese. Lo dicono gli stessi carabinieri che, nell’agosto scorso, li hanno scoperti in alcuni magazzini di Reggio Emilia (“Wine- kit”, commercializzati a livello internazionale, che consentivano di riprodurre ben 24 vini italiani Dop e Igp).

Anche il pomodoro, che è l’ortaggio di cui l’Emilia-Romagna è il maggior produttore italiano, è oggetto di contraffazione.

Secondo gli atti della Commissione parlamentare dell’anno scorso  nel nostro Paese arrivano dalla Cina milioni di tonnellate di “oro rosso” che, sempre secondo la Coldiretti, sono una contraffazione di fatto ai danni del consumatore il quale si trova sugli scaffali dei supermercati conserve e barattoli riportanti il tricolore italiano, quando invece è un prodotto al 100% cinese.

Per tornare al Rapporto si parla anche degli orrori del falso made in Italy. In particolare gli Italian Sounding (vale a dire prodotti con marchi dalla forte assonanza con parole italiane, acquistabili online).

Va da sé che l’incremento dell’e-commerce in Italia è stato nel 2014 del 17% rispetto all’anno precedente, per un volume d’affari intorno ai 13,2 miliardi di euro, con il settore agroalimentare che si colloca a sorpresa (con una quota del 12%) al secondo posto, tra quelli che pesano maggiormente sulle vendite online.

unavignettadipv.it

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