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Una ragione in più per ridurre la velocità: chi tampona per ultimo paga i danni, anche se…

Degno di nota il fatto che nel 2015 arrivi una sentenza per un incidente del 2005 (!).

In ogni caso ecco una ragione in più per ridurre la velocità e, non ultimo, per tenere la giusta distanza di sicurezza.

distanza_sicurezza

Il Tribunale di Perugia, sezione civile, con la recente sentenza 803/15 si occupa di un caso semplice, avvenuto nel 2005: un’auto che tampona altre vetture, incolonnate in seguito a un sinistro.

Il problema è quell’incidente è stato mal segnalato, e quindi il guidatore della macchina che ha tamponato le altre chiede di essere esonerato da responsabilità, e di non pagare i danni.

Secondo la tesi difensiva del guidatore, la causa dello scontro andava ricercata nella mancata segnalazione dell’incidente verificatosi tra i primi tre mezzi, non avendo gli altri automobilisti sgomberato la strada.

Ma i giudici respingono la tesi del guidatore.

Nel caso di diverse auto in fila, tutte ferme a causa di un incidente, il conducente che tampona l’ultima di queste vetture è responsabile dell’ulteriore sinistro così provocato.

Il Tribunale di Perugia, nel decidere, si rifà a un principio generale che ispira il Codice della strada: il conducente deve sempre guidare con la massima prudenza, così da frenare sempre per tempo.

lettura integrale QUI: Incidente mal segnalato: chi tampona per ultimo paga i danni

12 commenti su “Una ragione in più per ridurre la velocità: chi tampona per ultimo paga i danni, anche se…

  1. IlPrincipeBrutto
    4 novembre 2015

    >> In ogni caso ecco una ragione in più per ridurre la velocità e, non ultimo, per tenere la giusta distanza di sicurezza.
    .
    E’ degno di nota che serva una sentenza per ribadire quella che dovrebbe essere una ovvieta’.
    .
    🙂
    .
    sicuri si diventa, Ride Safe

  2. £@
    4 novembre 2015

    E se per caso dessi gli estremi della sentenza alla mia Assicurazione? La prossima volta che verro’ tamponato in colonna si attiverano correttamente contro l’ultimo?

    Secondo me no, e bisognera’ sempre chiamare e pagare un avvocato.
    E’ qui’ che “casca l’asino”

    • Lorenzo
      4 novembre 2015

      Beh, non sarei così pessimista 🙂 in quanto i casi che possono presentarsi sono tantissimi; prendiamo un caso facile: incidente in strada con piena visibilità e una corsia di macchine ferme in colonna. Se dopo pochi secondi uno da dietro tampona l’ultima auto della fila, è chiaro e logico che almeno una parte della responsabilità è sua.

      Cioè, dal punto di vista del tamponatore, la situazione è esattamente uguale a quella in cui la coda è dovuta semplicemente al traffico o a un semaforo, o qualsiasi altra interruzione: se ho una coda e ci finisco addosso, sono responsabile io.

      In realtà credo che il punto interessante della sentenza sia non tanto questo, quanto il ribadire questo concetto quando l’incidente avviene in condizioni di scarsa visibilità e/o non viene segnalato.

      Su questo punto però devo dire che ho qualche perplessità quando si dice che le mancate segnalazioni “hanno un peso uguale a zero”. Certo, chi arriva da dietro deve comportarsi sempre in modo da prevedere e reagire a qualsiasi imprevisto; però a mio avviso sarebbe stato logico sostenere che una mancata segnalazione può in certi casi influire sulla capacità dell’ultimo automobilista di reagire alla situazione e dunque concorrere in qualche modo alla responsabilità dell’ultimo scontro.

      Anche perché il fatto di evitare il più possibile danni alla sicurezza della circolazione dopo un incidente, è un obbligo (art. 189.2 CdS) per chi è presente (se possibile ovviamente)…

      • paoblog
        5 novembre 2015

        in questi giorni sono indaffarato, per cui il tempo per il Blog lo ritaglio, ma quello per i commenti non ce l’ho… ma in questo caso Lorenzo ha fatto un’osservazione decisamente calzante alla quale avevo pensato anch’io ovvero fermo restando che la velocità deve essere adeguata alle condizioni del traffico e/o della strada, è altresi vero che l’Articolo 141 comma 2 recita: Il conducente deve sempre conservare il controllo del proprio veicolo ed essere in grado di compiere tutte le manovre necessarie in condizione di sicurezza, specialmente l’arresto tempestivo del veicolo entro i limiti del suo campo di visibilità e dinanzi a qualsiasi ostacolo prevedibile.

        Quindi se l’ostacolo non è prevedibile? Se c’è un incidente e nessuno pensa di apporre il traingolo sulla strada (cosa questa dimenticata dalla maggioranza a quanto vedo)?

        Un paio di settimane fa recandomi a Torbole, sulla tortuosa strada che costeggia il lago un ciclista ha avuto un incidente ed era steso sulla strada, soccorso da alcuni automobilisti, però poco prima della curva era stato posto un triangolo (io l’avrei messo una decina di metri più avanti, ad onor del vero) e nell’altro senso di marcia un ciclista con giubbino ad alta visibilità si era posto dopo la curva, per segnalare il tutto.

        Io andavo sui 60 kmh che su quella strada al massimo fai i 70 kmh, visto il triangolo ho subito rallentato ed ho fatto bene. Ma se non ci fosse stato il triangolo sarei sbucato dalla curva trovandomi davanti uno steso sull’asfalto più altre persone intorno. Considerando che andavo al di sotto dei limiti di velocità per quel tratto di strada, avrei avuto responsabilità piena o parziale in caso di investimento? Come avrei potuto prevedere l’imprevedibile?

        Per cui se un incidente non è segnalato in nessun modo, in determinati tratti di strada, secondo me non si può attribuire tutta la responsabilità all’ultimo della fila, sempre che procedesse alla giusta velocità.

  3. IlPrincipeBrutto
    5 novembre 2015

    Ciao Paolo,

    mi pare che la tua obiezione non ia cosi’ solida come sembra. Il codice della strada menziona la previdibilita’, ma appena prima menziona anche qualcosa di piu’ importante:
    .
    >> arresto tempestivo del veicolo entro i limiti del suo campo di visibilità
    .
    Nel tuo esempio, un incidente dietro una curva non e’ prevedibile, e’ vero; ma la curva limita la tua visibilita’, e quindi va approcciata ad una velocita’ conseguente. Si finisce addosso al ciclista steso dietro la curva non perche’ fosse imprevedibile, ma perche’ non si e’ tenuto conto della ridotta visibilita’, e si e’ quindi percorsa la curva ad una velocita’ troppo elevata rispetto alla propria visuale.
    .
    Come ho gia’ scritto da qualche parte, ‘le sorprese non esistono’ (a parte casi patologici davvero molto rari).
    .
    Mi pare quindi che la prescrizione del codice sia completa: se la visuale e’ aperta, delle auto ferme non possono costituire un evento imprevedibile. Se invece la visuale e’ chiusa, occorre per forza ridure la velocita’ in modo da potersi fermare di fronte a qualsiasi imprevisto (come il ciclista).
    .
    Sono il primo ad ammettere che la seconda prescrizione e’ difficile da rispettare alla lettera. Ma decidere di prendere una curva cieca piu’ veloce di quello che si dovrebbe (e quando giro in moto, per esempio, sono il primo a farlo) e’ una decisione volontaria, della quale poi ci si devono assumere le conseguenze.
    .
    sicuri si diventa, Ride Safe

    • paoblog
      5 novembre 2015

      la tua osservazione, codice alla mano, è pertinente, ma ritengo che nello specifico si debba anche essere realisti, e lo deve essere anche il legislatore.

      se in condizioni di normale viabilità l’applicazione del codice non potrà prevedere eccezioni, ma nel momento in cui c’è un incidente così come altro ostacolo e c’è la possibilità di segnalarlo e non lo si fa, la responsabilità del tamponamento secondo me dovrebbe essere spalmata su più soggetti.

      Naturalmente mi riferisco semrpe a chi ha avuto in ogni caso una condotta di guida rispettosa del codice, dei limiti, ecc.

      Vero che se la curva è cieca ci vuole attenzione (vedi anche quelli che tagliano sistematicamente la curva), ma vero anche che su una strada con limite a 70 kmh (e lasciamo perdere quelli che, anche su quella strada, ti si attaccano al posteriore, che loro hanno fretta) non puoi procedere a 20 kmh …

  4. IlPrincipeBrutto
    5 novembre 2015

    >> Vero che se la curva è cieca ci vuole attenzione, ma vero anche che su una strada con limite a 70 kmh, non puoi procedere a 20 kmh …
    .
    Direi il contrario. Se la curva e’ cieca, non puoi procedere a 60 all’ora, anche se sei sotto il limite.
    .
    Non ho mai detto di andare a venti all’ora sempre. Se hai la visuale libera e non ci sono pericoli potenziali, puoi anche andare a 120 dove il limite e’ 70.
    .
    Ma se le condizioni cambiano, allora deve cambiare anche la tua velocita’. Se in quella curva servono venti all’ora, fai i venti all’ora. Se ne fai di piu’, ti assumi il rischio di non essere in grado di frenare in caso di imprevisto.
    .
    La velocita’ sicura e’ quella che consente di fermarti, restando nella tua corsia, nello spazio davanti a te che sei sicuro rimarra’ libero. Se scegli (e’ sempre una scelta) di andare piu’ forte, ti assumi un rischio.
    .
    sicuri si diventa, Ride Safe

    • paoblog
      5 novembre 2015

      parlando dei 20 kmh ovviamente non mi riferivo a strada con visibilità

      in ogni caso oltre che a non essere un velocista per principio, ora con l’ibrida il modo di guidare è cambiato in maniera netta e quindi anche l’approccio con le curve, cieche o no… quindi il mio è un discorso generale …

      resto dell’idea però che non è fattibile, a meno di essere su strade deserte e/o tranne singoli casi specifici, procedere a basse velocità ipotizzando la possibilità di un ostacolo…

      ritengo invece sia obbligatorio guidare tenendo presente tale possibilità e quindi concentrati sulla strada, sugli altri veicoli e sulle loro reazioni…

      vedi ad esempio quando tiro fuori la freccia, rallento e mi porto leggermente a destra e quello dietro, mi segue attaccato al posteriore, salvo poi schivarmi di colpo quando alla fine devo svoltare …

      e quindi, rientrando in un ambito urbano, io per strada colgo anche il riflesso degli stop sull’afalto o sulla fiancate delle auto in sosta… e tanti altri, la maggioranza, neanche vede i tuoi stop a 10 metri

      • IlPrincipeBrutto
        5 novembre 2015

        > resto dell’idea però che non è fattibile, a meno di essere su strade deserte e/o tranne singoli casi specifici, procedere a basse velocità ipotizzando la possibilità di un ostacolo…
        .
        non riesco a spiegarmi.
        Si procede a bassa velocita’ solo quando e’ necessario, perche’ le condizioni di visibilita’ non lasciano altra scelta. Davanti ad un tornante cieco procedere piano e’ obbligatorio, perche’ il campo visivo e’ di pochi metri (a meno di non volersi prendere il rischio di picchiare contro un ostacolo). In autostrada il campo visivo e’ di centinaia di metri, e ci si puo’ quindi rendere conto di un ostacolo anche se si procede molto velocemente. Circostanze diverse, velocita’ diverse, stesso margine di sicurezza.
        .
        Non c’e’ alcuna velocita’ che e’ sicura in ogni circostanza, e infatti non ho *mai* scritto di andare piano sempre. Ho soltanto scritto di adattare la propria velocita’ in base alle condizioni stradali, e in modo da potersi sempre fermare in tempo. Oppure, scegliere di non farlo, ed assumersi i rischi conseguenti, come chi esce a 90 all’ora da una curva cieca (vedi l’articolo di Sicurauto)
        .
        sicuri si diventa, Ride Safe.

  5. IlPrincipeBrutto
    5 novembre 2015

    Volevo aggiungere: non mettere la tua sicurezza nelle mani altrui.
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    Fare affidamento sulla presenza del triangolo per non tamponare una fila di auto ferme vuol dire abdicare una parte delle proprie responsabilita’. Vuol dire mettere la propria sicurezza nelle mani di chi dovrebbe piazzare quel triangolo.
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    *Prima* di andare a cercare il modo di dividere la responsabilita’ di fronte alla legge, penso sia meglio fare *tutto* cio’ che e’ sotto il proprio controlo per evitare un incidente, e questo include non fare affidamento sulla presenza o meno del triangolo.
    .
    Sicuri si diventa, Ride Safe.

    • paoblog
      5 novembre 2015

      |Fare affidamento sulla presenza del triangolo per non tamponare !

      questo no, però resta il fatto che se hai la possibilità* di segnalare un ostacolo e non lo fai, hai un concorso di colpa

      * se poi consideriamo l’osservazione di Lorenzo: il fatto di evitare il più possibile danni alla sicurezza della circolazione dopo un incidente, è un obbligo (art. 189.2 CdS) per chi è presente (se possibile ovviamente)…

      da parte mia, mentre proseguivo sulla strada alla prima auto incrociata ho fatto i fari unitamente al gesto di rallentare…

    • Lorenzo
      5 novembre 2015

      Paoblog ha colto nel segno: quello che sostengo non è che l’assenza del triangolo o di un’altra segnalazione diminuisce la responsabilità del tamponatore; ma che invece la sua assenza può (sottolineo può: è poi tutto da verificare) essere decisiva per evitare il tamponamento.

      Tu ribatti: sì, ma a prescindere dal triangolo chi sopraggiunge deve essere capace di evitare l’impatto comunque, contando sulla propria condotta.

      Vero. Però, appunto, la mancata segnalazione a mio avviso dovrebbe innescare una responsabilità in capo a chi non l’ha effettuata pur essendone in condizione (e quindi dovendo farlo), senza ridurre quella di chi è sopraggiunto (che è di altra natura).

      Quindi all’atto pratico, se l’entità del danno che risulta dal tamponamento è 100, l’entità quella rimane a prescindere da chi sia il responsabile.

      Però allora una parte di quel 100 dovrebbe – se si accertano le dovute condizioni – essere a carico di chi non ha fatto nulla per segnalare il pericolo pur dovendolo fare.

      Poi è chiaro che qui si tratta di interpretazioni, non intendo certo sostituirmi a un giudice, però… 🙂

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