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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un libro: Omicidio alla Stazione Centrale

di Cocco & Magella

Guanda – Pagg. 288 – € 18,50 > lo vendo ad € 9,00 inclusa spedizione ordinaria

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Trama: Sembra un semplice incidente d’auto quello in cui viene coinvolto un uomo lungo le rive del lago di Como, ma non è così. Qualcuno gli ha sparato, Giampiero Colombo ora è in coma e tocca al commissario Stefania Valenti capire chi è stato. L’indagine si rivela difficile fin da subito, anche perché i documenti dell’uomo sono falsi.

Il lago di Como sarà solo uno degli scenari in cui dovrà muoversi la Valenti, durante un’indagine che si spingerà più lontano, anche nel tempo.

La storia del sedicente Colombo si dipana infatti nella Milano degli anni Ottanta, in cui l’ambiguo bar Metropolis vede passare affaristi, milionari, faccendieri; allunga i suoi tentacoli verso la Svizzera e i traffici frontalieri da una parte e verso l’Expo e i suoi scandali dall’altra.

E quella “semplice” sparatoria si rivela la punta dell’iceberg di un intrigo internazionale, mentre per Stefania ai pericoli e alla corsa contro il tempo vanno ad aggiungersi i problemi di cuore…

Letto da: Paolo

Opinione personale: Mi era piaciuto il primo libro di Cocco & Magella e questa seconda indagine conferma la freschezza del personaggio che esce dai clichè in cui molti autori relagano i loro commissari, con gli uomini incapaci di gestire le relazioni personali e saempre con il bicchiere (o la sigaretta) in mano e le rare donne sempre sopra le righe con una vita personale complicata oppure del tutto assente.

In questo caso Il commissario Valenti ha in corso una relazione stabile seppur complicata dalla differenza d’età e  dalla presenza della figlia pre-adolescente, ma riesce a gestire il tutto con l’affanno tipico di una donna con un lavoro impegnativo e che deve far quadrare il lavoro con gli impegni familiari.

Gli agenti a supporto sono efficienti e professionali ed in genere i colleghi e superiori non creano troppi problemi, anche se in questa indagine salta fuori l’ombra dei Servizi, al solito più o meno deviati, il che non è mai sinonimo di chiarezza e tanto meno di risultati positivi.

I libri di Cocco & Magella potrebbero trovare una collocazione naturale nella collana I luoghi del delitto, grazie alla precisa descrizione dei luoghi, il che fa solo piacere a chi conosce la zona e può essere di stimolo turistico per i lettori fuori zona.

Per quanto riguarda l’indagine, come detto quanto entrano in campo i Servizi, è difficile portare aventi la ricerca della verità, a meno di impuntarsi come giustamente fa Valenti, prendendosi i rischi professionali del caso.

Da parte mia avevo intuito da tempo quello che il lettore scoprirà solo nelle ultime pagine e questo, tutto sommato, mi sembra un difetto, peraltro tipico dei polizieschi, soprattutto italiani, in quanto è oltremodo strano che una poliziotta capace e brillante non sia sfiorata neanche dal dubbio che l’atteggiamento di una persona a lei molto vicina, sia causato da ragioni precise.

Nota integrativa: Durante la lettura avevo notato quella che a me sembrava un’anomalia collegata alla cronologia degli eventi ed ho contattato via FB uno degli autori che qualche giorno fa mi ha scritto, spiegandomi il tutto.

Non è da tutti essere così disponibili verso i lettori, anche se tramite il Blog ho incontrato soprattutto autori pronti al dialogo piuttosto che il contrario.

Ringrazio Gianfranco B., l’acquirente del precedente libro di Cocco & Magella (Ombre sul lago)  che mi ha inviato la sua opinione sul secondo libro della serie:

Ho letto anche il secondo libro della coppia Cocco & Magella e devo dire che nel complesso è senza dubbio meglio del primo.

Il personaggio della Valenti cresce di spessore, le sue vicende sentimentali si sviluppano e continuano a fare da gradevole contorno alla storia e tutta la trama si rivela di impianto solido e soprattutto ben proiettata nel contesto che fa da sfondo alla vicenda che questa volta si muove tra Milano e il lago di Como (sempre descritto con leggerezza e in modo straordinariamente gradevole).

Anche senza eclatanti colpi di scena, la narrazione risulta avvincente e tiene il lettore incollato alla pagina, dall’inizio alla fine, con una piccola coda in chiusura che lascia aperta la porta ad un possibile terzo capitolo (cosa che personalmente non mi dispiacerebbe affatto).

 

 

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