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Apre il supermarket anti-spreco alimentare

spreco alimentareEsistono gesti, compiuti quasi involontariamente durante la spesa, che aumentano la pressione sullo spreco alimentare: azioni semplici come scartare frutta e verdura ammaccata, o evitare le confezioni del latte esposte in primo piano per prendere quelle con la scadenza più lontana.

E non è solo il consumatore a compierle: secondo uno studio della FAO, lo spreco alimentare costituisce una lunga catena di scelte “sbagliate” che inizia nei campi e negli allevamenti, continua lungo la fase di trasformazione e commercio.

Se puntiamo la lente sulla fase di vendita al dettaglio dei generi alimentari c’è chi ha avuto un’idea davvero unica.

Parliamo della Ong danese Folkekirkens Nødhjælp che ha inaugurato in questi giorni nella capitale Wefood, il primo supermercato delle eccedenze alimentari.

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Vero e proprio modello anti spreco alimentare, l’esercizio commerciale venderà esclusivamente prodotti oggi destinati allo scarto anche se perfettamente edibili: a riempire gli scaffali sono infatti alimenti ancora buoni, che non possono più essere venduti nella grande distribuzione perché hanno superato la data di scadenza o perché l’imballaggio è danneggiato.

Il prezzo riporterà una riduzione tra il 30% e il 50% rispetto a quello che si pagherebbe nei supermercati tradizionali, ma, spiega l’ONG l’idea alla base di Wefood non è quella di rivolgersi solo a persone di basso reddito, quanto a tutti coloro che sono davvero preoccupati per lo spreco alimentare e vogliono essere parte attiva della soluzione.

Sorgente: Apre Wefood, il supermarket anti-spreco alimentare

3 commenti su “Apre il supermarket anti-spreco alimentare

  1. paoblog
    26 febbraio 2016

    per quanto riguarda la date di scadenza, puoi leggere questo articolo

  2. £@
    26 febbraio 2016

    Io non son molto convinto che sia una buona idea… da una perte è vero che molti sprechi si posso evitare anche solo scegliendo un prodotto differente al supermercato. Ma mettere in vendita prodotti scaduti (ovvero con la data impressa sulla confezione già passata) per me è sbagliato, senza se e senza ma.

    Se io decido di usare un prodotto rimasto troppo a lungo nella mia dispensa è un conto… ma un altro è vendermelo. Secondo me passa un messaggio sbagliato, che la data è “troppo restrittiva” e non un termine entro il quale va utilizzato.

    E’ vero che su alcuni prodotti c’è scritto preferibilmente entro… ma comunque se la mettono vorrà pur dire qualcosa, no?

  3. Poppea
    26 febbraio 2016

    Il fatto del latte l’ho notato anche io, molti lo fanno, io per es. se prendo il latte per quando sono sola, prendo quello con scadenza più lunga, quando sono a casa di mia madre non c’è problema perché in due ne beviamo il doppio.

    Come pure se devo fare la crema il giorno dopo, non mi importa se il latte scade dopo due giorni tanto devo usarlo.

I commenti sono chiusi.

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