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La lobby dell’olio di palma torna alla carica…

Quello che mi stupisce è la discesa in campo di Slow Food a favore dell’olio di palma, anche perchè, pur accantonando ogni riferimento all’aspetto salutare e qualitativo, resta il fatto che la maggior parte delle coltivazioni hanno un forte impatto ambientale.

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Una nuova lobby dell’olio di palma opera in Italia. Le aziende che hanno investito 10 milioni di euro in campagne pubblicitarie per cercare di convincere i consumatori che l’olio tropicale non distrugge le foreste e non fa male alla salute, hanno cambiato strategia.

La nuova lobby è tornata alla carica e i riscontri sono immediati. Tutto ciò avviene senza considerare i riscontri scientifici a supporto della campagna portata avanti per due anni da Il Fatto Alimentare e Gift che si è conclusa con il cambiamento delle ricette da parte di aziende come Barilla e Colussi o di insegne della grande distribuzione come Coop ed Esselunga.

L’ultima novità in questo vortice di iniziative è il sito internet Campagne liberali presentato nel sito come spin-off della Fondazione Luigi Einaudi di Roma il cui obiettivo è sostenere l’informazione scientifica e la diffusione del metodo scientifico nel dibattito pubblico.

L’aspetto curioso è che la Fondazione Luigi Einaudi, a dispetto di quanto dichiarato da Campagne liberali, smentisce qualsiasi collegamento.

 

Sorgente: Torna la lobby dell’olio di palma: contro la “demonizzazione”

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