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Italian sounding e inglese farlocco

in sintesi un articolo sempre interessante di Licia Corbolante di Terminologia; probabilmente quelli dei vari Ministeri italiani non li leggono, sennò capirebbero quanto siano ridicoli con il loro uso di anglicismi che spesso sfociano nell’inglese farlocco…

dillo in italiano

Trovo alquanto ironico che il Ministero delle politiche agricole alimentari abbia scelto un marchio in inglese, The Extraordinary Italian Taste, per “la promozione del Made in Italy agroalimentare, sotto una bandiera unica, e al contrasto dell’Italian sounding”.

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Mi è tornato in mente quando ho visto che invece la multinazionale Nestlé ha optato per un nome italiano, Dolce Gusto, per un prodotto destinato al mercato globale.

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Sicuramente Nestlé ha condotto valutazioni di globalizzazione per verificare che gusto fosse una parola adatta a un uso internazionale, ad es. dall’aspetto e dal suono piacevoli, facile da pronunciare, riconoscibile e non confondibile.

Peccato che il Mipaaf non abbia pensato di fare lo stesso e abbia preferito l’inglese taste, rinunciando ad usare l’italiano.

Inutile sottolineare che anche la nostra lingua è un prodotto made in Italy apprezzatissimo all’estero: i nostri ministeri non sembra abbiano imparato nulla dalla faccenda #verybello, vero italiano e inglese maccheronico.

lettura integrale QUI: Terminologia etc. » » Italian sounding e inglese farlocco

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 2 dicembre 2016 da in #dilloinitaliano, Leggo & Pubblico, Persone & Società con tag , , , , , , , .
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