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Origine del latte in etichetta: viaggio tra gli scaffali dei supermercati

Meglio scegliere il latte a ragion veduta. Noi compriamo solo latte italiano, possibilmente biologico, ma ultimamente Rok si è convertita al latte senza lattosio per cui prende quello “di casa” ovvero dell’Alto Adige, per cui italiano, ma non bio.

Il latte a lunga conservazione dei marchi Parmalat e Giglio proviene da Paesi dell’Unione Europea.

Granarolo, invece, propone due linee facilmente distinguibili dalla confezione di forma diversa e in cui è presente, oppure no, la dicitura ‘latte italiano’. In questo caso è latte nazionale, altrimenti proviene da Paesi UE.

(Nota di Paoblog: A proposito di Granarolo, leggi anche Oggi al super comprerò il latte Granarolo, perchè.. e Granarolo: “Occorre valorizzare anche l’etica del prezzo”. Appunto!)

Due linee diverse anche per il latte a marchio Despar. In entrambi i casi quello italiano è un po’ più caro.

L’UHT Esselunga, invece, è tutto nazionale, come quello Coop (tranne il latte UHT biologico della linea Viviverde, munto e confezionato in Austria).

Italiano anche il latte a marchio Conad, come pure Sterilgarda e Mila.

Fonte & dettagli: Origine del latte in etichetta: viaggio tra gli scaffali dei supermercati

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Questa voce è stata pubblicata il 19 maggio 2017 da in Alimentazione, Cucina & Ristoranti, Consumatori & Utenti, Leggo & Pubblico con tag , , , , .
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