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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Non esiste solo il Covid ovvero chi pensa ai malati di altre patologie?

Quello che segue è il racconto di quanto vissuto dall’Amica Alessandra di Ravenna nelle ultime settimane.

Si tratta di un post anomalo, nella scrittura, in quanto ho estrapolato il tutto da numerose conversazioni via chat e, onestamente, non ho il tempo di formattare al meglio il tutto, ma è doveroso raccontare cosa succede a chi deve entrare in ospedale, ma non ha il Covid.

Detto per inciso, ricorderete tutti le promesse dei politici dopo la prima ondata, per l’assunzione e/o regolarizzazione di medici ed infermieri e sanitari in genere in modo da farsi trovare pronti per le ondate successive.

Non è successo e Rok nei 30 giorni di ricovero mi ha parlato di infermieri stressati oltre ogni limite e poi, nel fine settimana, non c’erano medici se non uno di guardia; ma per una malattia come il Covid, in perenne evoluzione, non si può lasciare il paziente in pausa.

Ed infatti nessuno mi toglie dalla testa che il primo peggioramento di Rok sia avvenuto proprio durante il primo fine settimana, durante il quale ci deve essere stato qualche errore che nessuno ha corretto, perchè non c’erano medici in grado di dare le direttive necessarie.

Ma torniamo ad Alessandra…

Si parte da lontano, dal 2 febbraio 2021: Mio padre come ogni anno, deve sottoporsi a cistoscopia operativa; il suo urologo sta cercando disperatamente una clinica accreditata per eseguire l’intervento. Le cliniche hanno ridotto gli interventi dell’80%. Oggi il COVID governa la sanità. Altre patologie non sono contemplabili.

E si arriva all’11 marzo 2021: Se vuoi saperlo, è stato annullato l’intervento di cistoscopia operativa di mio padre, previsto per fine mese…🤦🏻‍♀️

Il chirurgo mi ha chiamato ieri imbufalito perché a Bologna hanno chiuse tutte le sale operatorie delle cliniche accreditate, tutte capisci!

Mi ha detto che lo ha inserito in un “elenco di urgenze super“, indicando che non può attendere “causa recidiva di carcinoma vescicale con sanguinamento” (che per fortuna non c’è)

Oggi in pratica ci si può ammalare e/o morire morire solo per Covid e per null’altro…. mio padre… bè, puoi immaginare come si sente uno che sa di avere un cancro che avrebbe già dovuto asportare almeno 3 mesi fa….

12 marzo 2021: oggi ha chiamato la clinica, lo hanno inserito tra i pochi interventi giudicati improcrastinabili per l’urgenza. Anticipato dal 31 al 19 marzo, con preoperatorio il 17.

Ho letto il tuo post Fate apposta ad ostacolare chi deve accedere alla Sanità? e ti posso dire che non si scherza neanche qua, ognuno di noi combatte la propria battaglia, in un clima surreale, dove anche le cose più semplici diventano faticosissime e complesse.

26 marzo 2021: Questa mattina mio padre con un’emorragia in atto e la pressione a 120/80, ha pensato bene di assumere le sue due pastiglie per la pressione; risultato praticamente un collasso con pressione 73/44. Me la sono vista brutta, ho rischiato il tutto per tutto e non ho chiamato il pronto soccorso.

Ero continuamente al telefono col suo chirurgo urologo e con una mia preziosa amica che fa l’infermiera e l’abbiamo gestita, con grande coraggio e fatica, ma gestita.

Sono ora in spasmodica attesa del molecolare perché, nonostante tutte le proteste del suo urologo verso la clinica (per altro privata e a pagamento), lo accogliessero vista la seria emergenza, ma niente da fare.

Queste cose vanno rese pubbliche. Non si può morire (o rischiare di morire) per essersi ammalati di qualcos’altro che non sia COVID. Appena ho l’esito mi fiondo a Bologna in clinica, dove c’è già il letto prenotato e il chirurgo ad attenderci.

Tardo pomeriggio: Siamo finalmente a Bologna in clinica. Lui già in camera. Io sto aspettando di parlare con il suo urologo che è un caro amico e persona straordinaria. Ora lo so in mani sicure e questo mi infonde tanta tranquillità. Sono riuscita a portalo qui e da qui lo porterò via guarito completamente. Comunque sia, Siamo alla follia pura, il sistema sanitario è imploso

28 marzo: Ieri è ripartita l’emorragia, domattina alle 8:00 lo operano. Dall’eco è stata evidenziato come una sorta di rigonfiamento, tipo una piccola vescicola ed è quella che sanguina.

Alessandra mi diceva poi che i medici lamentano il grave disservizio nei confronti dei loro pazienti, che sono per lo più malati oncologici; in casi simili dovrebbero rivolgersi agli ospedali pubblici dove il COVID ha impregnato anche i muri e per di più farsi trattare da medici che non li conoscono; questo è inammissibile.
Per lo meno questo è quello che succede a Bologna…

Aggiunge poi Alessandra al 7 aprile: Comunque sia, pagati 7500 € per la clinica; se vuoi salvarti, devi pagare.

Riprendo la parole. In questi mesi Rok aveva la necessità di fare esami e visite programmate dall’oculista e dal neurologo, per patologie in atto oppure da tenere sotto controllo.

Più volte esami ed appuntamenti sono stati spostati, poi cancellati, poi di colpo ripristinati, per poi annullare la visita dello specialista che doveva servire a valutare i referti che ormai erano di parecchie settimane prima (se non mesi).

Non è così che si curano i malati, non è così che si fa prevenzione. Alla fine se per il neurologo siamo riusciti a risolvere presso un’altra struttura pubblica, per quanto riguarda l’oculista Rok si è rassegnata ad andare privatamente e poter fare in un sol colpo esami e visita. Ed io stesso che dovrò essere operato ad un occhio, non avrò altra scelta che rivolgermi ad una clinica privata, perchè pare che il reparto oculistico di Abbiategrasso

E’ questo il futuro della Sanità pubblica, a quanto pare. Pagare le tasse per averla pubblica e poi ripagare di tasca nostra per poter essere curati in tempi accettabili.

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