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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un libro: L’ultimo nazista

di Andrew Turpin

Ediz. Fanucci – Pagg. 480 -€ 18,00 (io ho l’ebook, pagato € 4,99 )

Nota a margine: Nel giro di pochi mesi acquistando gli ebook ho risparmiato 143 € rispetto al cartaceo; in pratica ho quasi ammortizzato la spesa per il Kobo. 😉

Trama: L’investigatore per i crimini di guerra ed ex ufficiale della CIA Joe Johnson è più che incuriosito quando scopre l’esistenza di misteriosi collegamenti tra il candidato presidenziale e i fondi a cui la sua famiglia attinge.

Assieme a una giornalista e a una vecchia amica, Johnson comincerà un’indagine più grande e personale di quanto si fosse aspettato. Le agenzie d’intelligence e le organizzazioni criminali di tre continenti si uniranno contro di lui inseguendolo in una corsa frenetica.

Presto Johnson si ritroverà coinvolto in una terrificante ricerca: ottenere giustizia e vendetta per sua madre e risollevare le sorti della sua carriera ormai in declino.

Letto da: Paolo

Opinione personale: Una piccola divagazione iniziale ovvero la sinossi è stata scritta mettendo più carne al fuoco del necessario, probabilmente per intrigare maggiormente uuna certa fascia di lettori, ma la realtà dei fatti è diversa.

Joe Johnson non ha una carriera in declino, ma semplicemente una carriera costruita attorno al suo nuovo ruolo di vedovo e padre di due figli, il che non gli impedisce di ricordare con nostaglia la caccia ai nazisti che conduceva dopo essere stato cacciato, ingiustamente, dalla Cia.

Non ci sono oraganizzazioni criminali che gli danno la caccia, ma un singolo personaggio che per una miscela di interessi personali ed avidità, lo ostacola con mezzi decisamente criminali ed infine le agenzie d’intelligence lo ostacolano, certo, ma non lo inseguono come in un film della serie Jason Bourne.

Infine, una precisazione che restituisce il giusto valore al libro: Johnson non cerca vendetta nei confronti dell’aguzzino nazista della madre, se così fosse sarebbe bastato sparargli un colpo alla prima occasione; lui cerca giustizia per sua madre e per gli altri milioni di vittime dell’Olocausto.

Leggi ad esempio: L’esecutore

Restando in tema, potrebbe interessarti anche: I nazisti della porta accanto. Come l’America divenne un porto sicuro per gli uomini di Hitler

Tornando al libro, nella mia classifica personale gli assegno un giudizio ibrido ovvero un Medio per la trama ed un Buono per la piacevolezza di lettura.

Ovviamente si tratta di una storia di fantasia che trae molti spunti dalla verità dei campi di sterminio, tuttavia quello che non mi convince è il modo con il quale i due fratelli polacchi nel proseguo della loro vita decidono di vendicarsi dell’SS Brenner.

Comunque sia il libro si legge bene, con azione dosata e credibile, anche se Johnson in certi frangenti si fa sorprendere come un pollo ovvero va bene essere un ex agente Cia arrugginito, ma certi meccanismo di protezione dovrebbe averli nel Dna.

Non è facile da capire una svista dell’Autore che fa inseguire con fatica un fuggitivo, dimenticandosi per gran parte del tempo del localizzatore sotto all’auto che permette un pedinamento in relax.

In ogni caso è una lettura che consiglio agli amanti del genere. A me complessivamente è piaciuto.

Io resto sulla linea di pensiero del Mossad ovvero dargli la caccia sino a portarli in Tribunale, se possibile, sennò giustiziarli facendogli capire però che è la punizione per i crimini commessi durante la II Guerra Mondiale.

In seconda battuta mi va bene anche il metodo meno cruento delle agenzie che danno la caccia ai criminali di guerra in genere (che non c’è stato solo l’Olocausto) per poi portarli davanti ad un Tribunale per un giudizio che non può che farli finire in una cella, anche se poi sono troppe le scappatoie legali che limitano i danni per questi criminali.

Alcuni letture correlati:

Un libro: Desideriamo informarla che domani verremo uccisi con le nostre famiglie

Un libro: Il genocidio armeno: 100 anni di silenzio

Un libro: Dall’inferno si ritorna

Un libro: L’olocausto sconosciuto. Lo sterminio degli italiani di Crimea

Caro Borghezio, a tutto c’è un limite…

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