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Usare correttamente la posta elettronica

lenteMi è stato chiesto un post specifico sull’uso (ed abuso) delle mail, inoltrate con indirizzi in chiaro. (Cc).

Pubblico perciò alcune informazioni in merito tratte da Wikipedia anche se so bene che molte persone continueranno a sottovalutare il problema; tutti pronti ad inveire contro lo spam oppure contro Catene e Falsi appelli, ma poi quando si tratta di verificare cosa si spedisce ed a chi, ecco che le buone intenzioni vanno nel cestino.

Gli indirizzi dei destinatari principali (To: o A:) e di quelli in copia conoscenza (Cc:) sono ugualmente visibili a tutti i destinatari.

Quando l’e-mail viene utilizzata per diffondere messaggi a molte persone che non si conoscono tra loro (ad esempio comunicati pubblici, annunci, messaggi spiritosi più o meno utili), il fatto che ciascun destinatario possa sapere chi sono gli altri destinatari e i loro indirizzi non è in generale opportuno, per ragioni di privacy e di sicurezza.

In particolare, se si invia un messaggio ad un gran numero di persone che non necessariamente si conoscono tra di loro, costoro non necessariamente saranno d’accordo che il loro indirizzo, ed il fatto che hanno ricevuto quel messaggio, sia reso noto ad estranei.

Inoltre, molti worm si propagano per e-mail, e utilizzano gli indirizzi presenti nei messaggi per diffondersi.

Inviare un messaggio con gli indirizzi dei destinatari in chiaro significa quindi esporre tutti i destinatari ad un ulteriore rischio di contagio se uno di loro viene contagiato.

Per ovviare a questo problema, è consigliabile utilizzare in questi casi il Bcc: (o Ccn:), oppure una mailing list.

Il principale utilizzo improprio dell’e-mail è lo spam, l’invio massiccio a molti utenti di messaggi indesiderati, in genere di natura pubblicitaria-commerciale. Secondo alcune fonti, l’incidenza di questi messaggi raggiungerebbe i due terzi del traffico totale di posta elettronica.

Un altro fenomeno negativo è costituito dalle catene di sant’Antonio, messaggi che contengono informazioni allarmanti, promesse di facili guadagni o vere e proprie bufale, ed invitano ad inoltrare il messaggio ai propri conoscenti, finendo talvolta per circolare per mesi o per anni.

Esiste inoltre la possibilità di falsificare il nome e l’indirizzo del mittente visualizzati nel programma client del destinatario, inducendo l’utente a ritenere attendibile un messaggio del tutto falso.

Questa vulnerabilità viene usata per costruire vere e proprie truffe o scherzi che si basano sulla fiducia che la maggior parte degli utenti erroneamente ripone nel “mittente” di un messaggio di posta elettronica.

Anche i worm che si replicano per posta elettronica usano questo meccanismo, allo scopo di indurre gli utenti a provare interesse o a prestare fiducia in un messaggio, in modo che lo aprano ed eventualmente installino allegati infetti.

Per vari motivi, gli indirizzi e-mail sono spesso accessibili su internet:

  • chi riceve una mail conosce gli indirizzi del mittente e di tutti i destinatari “in chiaro” (To: e Cc:). Se la mail viene inoltrata, spesso questi indirizzi sono visibili anche a chi la riceve in questo modo.
  • molte mailing list possiedono un archivio pubblico accessibile via web, in cui è possibile reperire gli indirizzi di chi ha mandato un messaggio alla mailing list. Un fenomeno analogo avviene con usenet
  • talvolta si pubblica il proprio indirizzo e-mail sulla propria home page, o come contatto per specifici scopi.

Tutti questi indirizzi sono a rischio di essere raccolti con strumenti automatici per creare indirizzari usati per inviare spam.

Se si protesta con le società che hanno inviato le e-mail pubblicitarie spesso ci si vede rispondere che il proprio indirizzo era stato reperito su Internet e per questo si considerava a tutti gli effetti di dominio pubblico, e che non ci sarebbe dunque nessuna violazione della privacy.

Il Garante della privacy a afferma che la posta elettronica deve avere la stessa tutela di quella ordinaria. Anche se la rete consente una vasta conoscibilità degli indirizzi di posta elettronica, è considerato illegale l’uso di questi dati personali per scopi diversi da quelli per cui sono presenti on-line (compreso l’invio di messaggi a scopo commerciale, pubblicitario…).

È quindi obbligatorio, per non violare la privacy degli utenti, accertarsi del loro consenso prima di utilizzare il loro indirizzo e-mail per qualsiasi scopo.

La creazione di un messaggio di posta elettronica implica la creazione di una relazione in base al tipo di comunicazione che il mittente intende stabilire con gli altri.

Gli altri cui si fa riferimento in questo caso sono i destinatari che il mittente iscrive nel messaggio nei campi TO: CC: BCC:.

Se tutto sembra molto semplice quando si ha soltanto un destinatario nei campi della E-mail, la faccenda si complica quando il messaggio viene indirizzato a più destinatari.

In questo caso il mittente definisce dei rapporti di relazione tra i destinatari nel loro insieme e tra i destinatari inseriti nei campi specifici ed il messaggio e-mail, sebbene possa non esserne consapevole.


Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 9 febbraio 2010 da in Consumatori & Utenti, Tecnologia, Scienza, Web & C. con tag , , , , , , , , , , .
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