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Un libro: Ferite profonde

di Nele Neuhaus

Giano -Pagg. 415 –  € 13,90

Trama: David Goldberg aveva nostalgia della sua terra: voleva risentire i suoni della lingua madre, rileggere i giornali tedeschi, contemplare di nuovo gli amati monti del Taunus. Costretto a lasciare la Germania per salvare la pelle nel 1945, dopo sessant’anni trascorsi negli Stati Uniti, a novantadue anni è tornato nel suo paese.

Un ritorno fatale. Poiché David Joshua Goldberg, esponente di spicco della comunità ebraica americana, uomo influente che si è prodigato per ripristinare i rapporti tra la Bundesrepublik e Israele dopo la guerra, è stato ritrovato cadavere nel suo appartamento di Kelkheim.

L’hanno scoperto inginocchiato sul lucido pavimento di marmo del corridoio, a neanche tre metri dalla porta d’ingresso. La parte superiore del corpo rovesciata in avanti, la testa in una pozza di sangue. Sangue e cervello schizzati tutt’intorno: sulla tappezzeria di seta, sulla porta, sui quadri e sul grande specchio veneziano posto all’ingresso.

Una scena del crimine familiare per il commissario capo Oliver von Bodenstein e per la sua collega Pia Kirchhoff. Il proiettile che ha trapassato la testa del vecchio, un proiettile di grosso calibro, procura, infatti, questi danni.

Decisamente meno familiari sono, però, le cifre che i due investigatori scoprono tracciate col sangue sullo specchio: 1-6-1-4-5. È sconcertante, poi, un elemento che rivela l’autopsia : sul lato interno del braccio sinistro Goldberg presenta il tatuaggio tipico delle SS.

Letto da: Paolo

Opinione personale: Una storia, peraltro plausibile e ben scritta, basata sulla menzogna che raggiungerà dei livelli destabilizzanti mano a mano che si riuscirà a dipanare la matassa, ma soprattutto piena d’odio abilmente nascosto, ma sempre presente, fino alla fine.

Non è il caso di aggiungere nulla alla spiegazione della trama, tuttavia il lettore più attento, ed appassionato di storia del periodo, capirà bene che cosa significa trovare il tatuaggio del gruppo sanguigno, tipico delle SS, sul braccio di un influente esponente della Comunità ebraica.

La storia si interseca con altre vicende, affatto marginali e che si integrano al meglio; decisamente interessanti lefigure dei poliziotti di spicco nell’indagine, il Commissario Capo von Bodenstein ed il Comm. Pia Kirchhoff; ho trovato strano che abili investigatori come si sono dimostrati, non abbiano intuito con una certa rapidità il significato dei numeri lasciati sulla scena dei crimini, ma vabbè… 😉

Dopo essermi chiesto come fosse possibile che due poliziotti si dessero del Lei, nonostante lavorassero insieme da anni, a stretto contatto, e con una certa intimità (senza malizia) è stato divertente notare nei ringraziamenti che un poliziotto abbia fatto notare all’autrice che in Germania i poliziotti si danno del Tu. 😉

Una piccola critica: avrei gradito la spiegazione del comportamento decisamente anomalo di uno dei poliziotti della squadra, visto che la stessa  Kirchhoff ha cercato di capirne le ragioni ed anche Bodenstein ha notato alcuni strani atteggiamenti.

3 commenti su “Un libro: Ferite profonde

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Questa voce è stata pubblicata il 24 ottobre 2012 da in L'angolo dei libri - Le nostre segnalazioni con tag , , , , , .
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