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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Secondo Barilla ogni italiano butta nei rifiuti quasi metà della spesa! Qualcuno forse da i numeri

concordo totalmente con La Pira: qui si danno i numeri. A caso…

Posso anche capire che le solite statistiche diano un risultato medio che rappresenta tutti e nessuno; come scrivevo pochi giorni fa in un post correlato:

…per quanto riguarda il resto del mondo, non so, tuttavia a casa nostra non buttiamo via 200 kg. di cibo all’anno. Tuttavia che lo spreco ci sia, è un dato di fatto, basta vedere i comportamenti di molti quando in albergo c’è il buffett di colazioni o antipasti. L’importante è avere una montagna di cibo nel piatto, pazienza se poi lo assaggiano appena ed il resto finisce nel cestino… :-( … che gente …

°°°

un articolo di Roberto La Pira che leggo su Il Fatto Alimentare

Il Barilla Center food Nutrition terrà, la settimana prossima a Milano, un Forum sugli sprechi alimentari e per l’occasione ha invitato alcuni relatori nazionali e internazionali. Il tema è interessante ma purtroppo la questione viene presentata dicendo che:

Il 42% degli sprechi alimentari avviene nella fase di consumo domestico: gettiamo ogni anno 108 Kg a testa di cibo in Italia, 110 Kg in Gran Bretagna e 99 Kg in Francia.”

Interpretando correttamente il testo vuol dire che una famiglia di 4 persone getta nella pattumiera di casa 432 kg di cibo ogni anno!

Si tratta di una tesi assurda che nessuna persona di buon senso può immaginare. Questi numeri esagerati sono stati supportati anche da personaggi illustri, ma sono privi di qualsiasi fondamento, non esistendo alcuna indagine sul campo.

L’unica ricerca seria realizzata in Italia è firmata dalla Fondazione Sussidiarietà, attraverso il panel della Nielsen composto da 6.000 famiglie, per cui lo spreco domestico rappresenta l’8% della spesa. Lo stesso Andrea Segrè in un’intervista rilasciata al nostro sito, per giustificare l’ammontare di speco italiano che secondo lui si attesta intorno al 27%, parla di stime europee e di valutazioni complessive di qualche anno fa, ma non chiarisce la metodologia alla base della formulazione di questi valori.

Pochi mesi fa anche Luca Virginio del Centro studi della Barilla (BCFN) ci ha scritto ammettendo che i dati riportati nel volume pubblicato recentemente dal BCFN (dove si parla di sprechi domestici riferendo valori variabili dal 42 al 27%), sono da rivedere, lasciando intendere che forse c’è un po’ di superficialità.

Una cosa è certa né Barilla, né Segrè entrano nei dettagli della metodologia seguita.

Lo ribadiamo: l’unica ricerca condotta in Italia specificatamente su questi temi con una metodologia chiara è stata realizzata nella primavera del 2012 dalla Fondazione Sussidiarietà ed è firmata da Marco Melacini, Paola Garrone e Alessandro Perego del Politecnico di Milano (“Dar da mangiare agli affamati”).

Secondo il testo lo spreco alimentare complessivo considerando la ristorazione delle collettività, quella commerciale e domestica ammonta al 16%, e in particolare lo spreco domestico si aggira intorno all’8%.

Qualcuno dice che i metodi sono diversi ma tra il 27 e l’8% c’è una differenza incolmabile. È inutile fare il confronto con i numeri di Barilla. Forse sarebbe il caso di rivedere i calcoli per evitare brutte figure al buon nome del centro BCFN, che consideriamo uno dei pochi laboratori di studio sulla materia.

2 commenti su “Secondo Barilla ogni italiano butta nei rifiuti quasi metà della spesa! Qualcuno forse da i numeri

  1. lorena
    23 novembre 2012

    sicuramente in italia ci sono due persone che buttano 216 kg di cibo, nè io nè tantomeno mia madre con una pensioen di 506 euro mensili, buttiamo tutto questo cibo, a mio avviso non ne buttiamo affatto, se la psta è troppa si scalda il giono dopo, il pane si compera contato, così come gli altri generi. Se qualcuno davvero buttasse tutto questo cibo, in italia non dovrebbe esserci la crisi che c’è

  2. Ele di Milano
    23 novembre 2012

    E’ solo, al solito, la mancanza di educazione.

    A me lo hanno insegnato da piccola e io l’ho insegnato ad Alessandro: si mette nel piatto poco cibo (perchè non ci sei solo tu).

    Quando hai finito quello che c’è nel piatto, se hai ancora fame, ne prendi un altro po’, senza esagerare. Non credo che bisogna essere laureati in astrofisica spaziale e sottomarina!!!

I commenti sono chiusi.

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Questa voce è stata pubblicata il 23 novembre 2012 da in Alimentazione, Cucina & Ristoranti, Consumatori & Utenti, Leggo & Pubblico con tag , , , , , .
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