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Allergie e intolleranze alimentari: i test proposti in rete promettono miracoli ma sono privi di validità scientifica

in sintesi un articolo di Valeria Nardi che leggo su Il Fatto Alimentare

Il 20% della popolazione ritiene di essere affetto da un’allergia o da un’intolleranza alimentare, ma in realtà solo un decimo di questi casi viene confermato in seguito ad un corretto iter diagnostico. Negli ultimi anni queste patologie si sono diffuse a macchia d’olio e spesso si tende ad classificare i disturbi collegati al cibo  molto più frequentemente di quanto non lo siano in realtà.

Perché allergie e intolleranze sembrano diventate frequentissime?

Il problema è legato in parte ad un effettivo aumento delle malattie allergiche ma, soprattutto,  alle numerose diagnosi eseguite secondo criteri discutibili e non scientificamente provati.

Si tratta di analisi discretamente costose per il paziente, ma soprattutto rischiose perché, non esistono dimostrazioni di validità scientifica. Questo vuol dire sottoporre le persone che ricevono una diagnosi non corretta di allergia e/o intolleranza alimentare, a diete che, specialmente nei bambini, possono portare a gravi squilibri nutrizionali.

Inoltre, nei pochi soggetti veramente allergici, si aggiunge il possibile rischio di attribuire per errore la causa dei disturbi ad un alimento diverso da quello responsabile, con il pericolo di vedere persistere i sintomi.

A tutti questi, si è aggiunto di recente un nuovo, fantasioso e miracoloso esame: “il test del DNA per intolleranze su 600 alimenti, oltre 200 acque minerali e 250 additivi alimentari”, reclamizzato di recente da una nota catena di vendita on line.

Si può acquistare alla modica somma di 99,00 euro (scontato dell’82% altrimenti il prezzo sarebbe addirittura 451,00 euro) e con la promessa di avere anche “un piano nutrizionale personalizzato e un video-corso”».

Si tratta di un test fantasioso, secondo l’esperto della SIAIP (Società Italiana di Allergologia e Immunologia Pediatrica), «perché propone la possibilità che persino le acque minerali possano essere responsabili di disturbi o malattie, per non parlare degli additivi, ai quali vengono da tempo attribuiti, pur senza sostanziali evidenze scientifiche, le più disparate malattie».

Il kit è anche un po’ miracoloso perché «non esiste  la possibilità di dosare il DNA allo scopo di porre una diagnosi di intolleranza per 600 alimenti».

Nel mondo scientifico si sa che non è possibile porre una diagnosi di certezza di allergia o di intolleranza alimentare tramite la analisi del DNA.

«La diagnosi di allergia alimentare conclude Roberto Bernardini (presidente nazionale della SIAIP e direttore della UOC Pediatria presso l’Ospedale San Giuseppe di Empoli)- può essere fatta solo dopo un corretto iter diagnostico che prevede una corretta anamnesi, l’esecuzione dei test cutanei o, se necessario, un’eliminazione temporanea dalla dieta dell’alimento sospetto come responsabile, oltre ad altri esami in casi selezionati».

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