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Menù da cani, 14 croccantini sotto la lente

in sintesi un articolo che leggo su Il Salvagente

Gli adorati padroni spendono ogni anno circa 650 milioni di euro in scatolette e crocchette di ogni tipo: ipervitaminizzate, arricchite con ginseng o frutti di bosco, a base di pesce o improntate alla dieta mediterranea e persino vegetariane. Fanno bene?

La risposta è nel test-inchiesta pubblicato questa settimana dal Salvagente, in vendita da nelle edicole e in versione sfogliabile o pdf nel nostro negozio on line (numero 16/2013).

Fido soffre soprattutto di malattie su base alimentare: dall’obesità al diabete, dalle intolleranze alle allergie, fino ai problemi articolari da sovrappeso, all’insufficienza renale e alle patologie cardiovascolari.

Insomma, i nostri cani si muovono poco, sono spesso ciccioni, mangiano troppo e male. Eppure quello del pet food è un mercato molto vivace e in continua crescita, nonostante la crisi.

Solo nel settore “cane” si contano più di 100 marchi. A ben guardare, però, le formule dei prodotti si assomigliano tutte e sono piuttosto scadenti. Il test che il Salvagente ha dedicato ai mangimi secchi più diffusi lo conferma. Tra i 14 alimenti messi a confronto, nessuno è andato al di là di uno striminzito “medio”.

“Il 70% dei prodotti in commercio non è adatto a una corretta alimentazione”, conferma il professor Alessandro Gramenzi, docente di Alimentazione animale presso l’Università di Teramo. “In quasi tutte le formulazioni c’è un forte ricorso ai cereali, un utilizzo di proteine di scarsa qualità con grassi spesso di indubbia origine”.

La prima regola è variare spesso la dieta, acquistando mangimi di marche diverse, alternando secco e umido (in cui la quota di carboidrati è molto minore mentre abbonda quella di proteine di origine animale) e preparando ogni tanto la pappa in casa. Cambiando spesso prodotto si hanno meno possibilità di ripetere un errore nutrizionale.

A differenza del resto del mondo occidentale, in Italia a mangiare cibi fatti in casa sono quasi la metà dei cani e dei gatti che vivono in famiglia. “Convinti di farli mangiare meglio, i padroni gli preparano piatti sbilanciati e li coccolano attraverso cibi inadeguati, dolci, pezzetti di pane o biscotti”, mette in guardia il professor Pier Paolo Mussa.

Ma se scegliamo il mangime in scatola come facciamo a riconoscere il migliore?

Bisogna controllare la percentuale dei tre nutrienti fondamentali, proteine, grassi e carboidrati, prediligendo quelli con la più alta presenza di proteine, possibilmente di origine animale, e la più bassa concentrazione di grassi e carboidrati.

Meglio scegliere, poi, i prodotti in cui viene specificato il tipo di carne o pesce utilizzato, e il tipo carboidrato. Prodotti a base di carni bianche e pesce, di riso e patate, dovrebbero prevenire eventuali allergie.

La nuova normativa (sulle etichette) stabilisce l’obbligo di indicare sulla confezione istruzioni d’uso, materie prime, additivi, componenti analitici, compresa l’umidità, la quantità netta, la data di scadenza e il numero del servizio clienti.

5 commenti su “Menù da cani, 14 croccantini sotto la lente

  1. Morbida Dolcezza
    23 aprile 2013

    Di sicuro la mia Milù sarebbe felice di poter mangiare così invece di sgranocchiare tutti i giorni quei croccantini per di più dietetici (infatti si chiamano Hypoallergenic).

    Costano un sacco e di sicuro non sanno di nulla. Gliene parlerò alla veterinaria.

    Grazie ancora!

  2. Poppea
    23 aprile 2013

    Io non l’ho mai salata l’acqua della pasta o del riso e se invece del petto gli si da’ il coscio costa anche meno, gli integratori vanno dati da cuccioli e da giovani, poi come le persone trovano nutrimento nella sola alimentazione, ovvio quando sono in buona salute

  3. Paoblog
    23 aprile 2013

    Ma chi vuole preparare da solo la ciotola di Fido, senza ricorrere ai cibi industriali?

    La ricetta del Salvagente, redatta con la consulenza del professor Alessandro Gramenzi, docente di alimentazione animale presso l’Università di Teramo, è semplice.

    Cane adulto attivo di taglia media (15 kg di peso)

    Un pasto 1.000-1.100 calorie.
    Ingredienti: 250 g petto di pollo,
    250 g di riso,
    100 g di zucchine,
    10 g di olio di oliva,

    Costo circa 2,50 euro.

    Tutti gli ingredienti devono essere cotti, e l’acqua di cottura della pasta deve essere salata. Tutte le razioni casalinghe vanno integrate con un integratore minerale vitaminico in commercio.

    La razione è di circa 610 g e può essere somministrata in due o tre pasti. Essendo un preparato fresco e deperibile deve essere consumato entro due giorni e può essere riscaldato a bagnomaria.

  4. Poppea
    23 aprile 2013

    Dipende da quello che si propina in casa ai miei cani non ho mai dato cibi per animali (eccetto il latte in polvere da cuccioli) mangiavano riso e verdure di base ai quali aggiungevo o pollo o vitellone o cavallo o pesce o uova o formaggio o agnello o coniglio o tacchino, il tutto con un cucchiaino di olio evo a pasto, non hanno mai avutp problemi né di obesità ne’ di allergie, secondo e i veterinari sponsorizzano i cibi per animali per un unico scopo, ovvio che deve essere tutto lesso e non arricchito di cose strana.

    A quella che ho ora per comodità do riso soffiato qualche verdura e quando non ho tempo compero le scatolette della andos a basso contenuto di grassi o quelle con verdure e frutta ma credo i cibi in casa se fatti bene siano i migliori

  5. Morbida Dolcezza
    23 aprile 2013

    Grazie per questi utili consigli. Eppure la mia veterinaria mi ha detto più volte di darle soltanto i croccantini.

    Io ho tentato di chiederle se potevo alternare secco con umido ma mi ha sempre detto di no.

I commenti sono chiusi.

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