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Un libro: Non vale una lira. Euro, sprechi, follie: così l’Europa ci affama.

Non sono un economista, la mia è un’opinione da uomo della strada, per cui potrei pure sbagliare, tuttavia più passa il tempo e meno sono convinto della bontà dell’Euro. Anni fa avevo parlato con un addetto ai lavori che mi aveva spiegato “il come ed il perchè” dell’utilità della moneta unica e mi aveva convinto; in realtà, forse, c’è da scindere il tutto in due filoni distinti.

L’Euro ci ha impoveriti da un giorno all’altro, poco da fare, grazie ad un cambio lira-euro che non mi sembra sia stato equo e grazie anche alla speculazione sui prezzi, assolutamente prevedibile ed altrettando prevedibilmente non affrontata con una politica rigorosa da parte del Governo.

In seconda battuta le contradizzioni del carrozzone Europa, che da un lato razionalizza ed uniforma, e dall’altro replica in scala maggiore sprechi e decisioni incomprensibili, ma soprattutto onerose.

Strano, ad esempio, che a certi capi di Stato che si sentono in diritto di mettersi su un piedistallo, non si oppongano ai costi pazzeschi generati dall’uso, per 50 giorni all’anno, della sede di Strasburgo, cosa questa che comporta una spesa, uno spreco, di mezzo miliardo di €.

Ho sentito Giordano in un’intervista e, cito a memoria, spiegava che l’Euro è stato un esperimento che allo stato dei fatti è fallito, per cui bisogna uscirne, non incaponirsi…

Il vero problema, è che se uscissimo dall’Euro nello stesso modo con cui ci siamo entrati, sarebbe un cadere dalla padella nella brace… i soliti noti cadrebbero in piedi e noialtri ci ritroveremmo ancor più nella… ops,mi sfugge la parola…  😉

Altri libri che potrebbero interessarti:  Bolle, balle,sfere di cristalloLa rivolta del correntista –  C’era una volta la crisi – Consiglio anche la visione di questa puntata di Mizar dove l’economista Becchetti spiega al meglio la sua visione economica che, sempre da uomo della strada, condivido in pieno.

Scrive Giordano: Bisogna uscire dall’euro. Subito. Da quando è entrata in vigore, la moneta unica non ha fatto che disastri: ci ha resi tutti più poveri, ha accresciuto le differenze tra i Paesi e ha trascinato nel suo fallimento il sogno europeo dei nostri padri. Oggi l’Europa è soltanto un mostro burocratico e antidemocratico, sempre più lontano dai cittadini e dai loro bisogni, che ci opprime con la sua tirannia fiscale e con una quantità di normative astruse.

È l’Europa dei diktat e delle troike, che impone agli altri severità e concede a sé ogni beneficio, l’Europa che taglia le pensioni ai cittadini e le aumenta ai suoi burocrati, che chiede sacrifici a tutti, ma poi fa vivere i suoi 766 parlamentari nel lusso, spendendo 2 milioni e mezzo di euro in rinfreschi e 4 milioni per rinnovare il centro fitness interno al Parlamento di Bruxelles.

E’ l’Europa che non riesce a risolvere l’annoso problema della seconda sede di Strasburgo: un palazzo da 500 milioni che resta chiuso 317 giorni l’anno e che moltiplica i costi di funzionamento, costringendo ogni mese i deputati a gigantesche transumanze con un’enorme massa di documenti al seguito.

È l’Europa che mantiene 139 sedi sparse in tutto il mondo e 5366 addetti, di cui 33 alle isole Figi, 37 alle Mauritius e 44 ai Caraibi, dove l’attività più impegnativa è una corsa di macchinine elettriche. Costo totale, 524 milioni di euro…”

vale-lira

La grave crisi economica degli ultimi anni ha acuito e inasprito le posizioni degli euroscettici. L’Unione europea è finita sul banco degli imputati, e con lei la moneta unica. Si sono moltiplicate le voci di chi vorrebbe un ritorno alla lira, o comunque il superamento dell’euro.

Tra questi c’è anche Mario Giordano, giornalista e volto noto di Mediaset, che per il suo nuovo libro ha scelto un titolo decisamente eloquente: Non vale una lira.

A essere messa in discussione non è solo la moneta unica, ma tutte le istituzioni europee, quelle politiche e burocratiche.

Giordano elenca una lunga serie di sprechi che fanno da contraltare al rigorismo e all’austerity che Bruxelles impone agli Stati membri. Dai 2,5 milioni spesi ogni anno per i rinfreschi ai 4 utilizzati per il rinnovo del centro fitness interno al parlamento di Bruxelles.

Per continuare con la sede di Strasburgo, superflua, scarsamente utilizzata e logisticamente scomoda per i parlamentari che devono spostarsi da una città all’altra, e per gli uffici dislocati in tutto il mondo: Caraibi, Mauritius e Figi compresi.

2 commenti su “Un libro: Non vale una lira. Euro, sprechi, follie: così l’Europa ci affama.

  1. Pingback: Tra mezz’ora vado a votare, ho deciso per chi, però… | Paoblog

  2. ilprincipebruttp
    1 aprile 2014

    L’Euro va abbandonato, ma non per le ragioni descritte in questo libro (o meglio non solo. Sono ragioni valide, ma marginali rispetto al vero problema).
    Mi permetto di dare una piccola spiegazione. Spiegazione che non e’ mia, ma e’ rielaborata da materiale liberamente disponibile in rete.

    E’ un po’ lunga, mi scuso in anticipo di questo.

    L’effetto dell’Euro sull’Europa.

    Supponiamo di avere due paesi; uno ha una forte base industriale ed un settore finanziario molto solido. L’altro ha una base industriale piu’ arretrata, ed un settore finanziario meno florido. Chiamiamoli rispettivamente Germania e Spagna.

    I due pasei adottano la stessa moneta, e consentono la libera circolazione dei capitali (questo e’ un aspetto importate). Quali sono le conseguenze?

    Tra le tante conseguenze, una e’ praticamente certa: si avra’ un flusso di denaro dalla Germania alla Spagna, perche’ la Spagna e’ meno sviluppata, quindi ci sono molte opportunita’ per investire denaro in modo redditizio. Inoltre, visto che ora c’e’ una moneta unica, chi presta i soldi (il settore finanziario tedesco) ha la garanzia di vederseli restituire senza alcuna svalutazione (cosa che poteva capitare quando ancora c’era la peseta).

    Man mano che arriva denaro, la Spagna ‘cresce’, e quindi le possibilita’ di fare investimenti redditizi e produttivi (altro dettaglio non trascurabile) diminuiscono, fino al punto in cui la Spagna ha ricevuto investimenti sufficienti.

    Questo pero’ NON E’ quello che succede. Quello che succede e’ che un sacco di denaro viene prestato alla Spagna per essere impiegato in investimenti improduttiv, ed in particolare debito al consumo. con il denaro a buon mercato, i prezzi (di tutto, case in primis) salgono; il settore privato si indebita sempre piu’ e lo stato riduce il deficit (piu’ denaro uguale piu’ raccolta fiscale)*. La bilancia dei pagamenti prende una botta dietro l’altra, perche’ molto del denaro che arriva in Spagna viene usato per comprare articoli che in Spagna non si producono.
    L’inflazione aumenta, e questo ha un effetto secondario molto importante.

    [ Dettagli? vedi questa presentazione del vicepresidente ECB

    http://www.ecb.europa.eu/press/key/date/2013/html/sp130523_1.en.html

    In alto a destra ci sono le slides. Nella prima slide, osservare come il debito pubblico rimanga stabile, e quello privato esploda]

    Effetti dell’inflazione in un sistema a cambi fissi.

    Supponiamo che al momento di fissare il cambio, lo stesso prodotto (una tonnellata di acciaio) costi 130 in Germania e 100 in Spagna. Supponiamo inoltre che, per una qualche ragione, il tasso di inflazione tipico sia 2% in Germania e 3% in Spagna.

    Cosa succede dopo che il cambio viene fissato?
    Dopo dieci anni, il prezzo dell’acciaio tedesco passa da 130 a 158.4 (2% all’anno, per dieci anni, composto)
    Dopo dieci anni, il prezzo dell’acciaio spagnolo passa da 100 a 134.9 (3% all’anno, per dieci anni, composto)

    Notare che se all’inizio del periodo di cambi fissi l’acciaio tedesco costava il 30% in piu’ di quello spagnolo, dopo dieci anni la differenza e’ del 18%.

    Bloccando il cambio, le merci spagnole sono condannate a diventare meno convenienti rispetto a quelle tedesche, perche’ non c’e’ modo di recuperare nel prezzo la differenza di inflazione. Notare inoltre che questo meccanismo opera anche in assenza di libera circolazione di capitali. Il flusso di denaro dalla Germania alla spagna rende il processo piu’ veloce, perche’ aumenta l’inflazione spagnola, ma la dinamica non cambia (nota: l’inflazione dei paesi Eurozona NON E’ convergente, e non lo e’ mai stata da quando c’e’ l’Euro).

    Quindi, la Spagna diventa meno competitiva, e una parte sempre maggiore della sua economia finisce col dipendere dal flusso di denaro tedesco. Il che va bene, fino a quando il sistema finanziario tedesco continua a finanziare la Spagna. Ma cosa succede in caso di shock, quando il flusso di denaro si interrompe?

    Arriva lo shock!

    Scoppia un casino, e d’improvviso i rubinetti del credito si chiudono. Anzi, le banche cominciano a chiedere indietro i soldi prestati, perche’ debbono coprire alcuni buchi nel loro portafoglio, o perche’ pensano che la Spagna non e’ poi un gran posto per piazzare i propri soldi.

    Il settore privato, che e’ quello piu’ indebitato, smette di spendere e prova a ripagare i propri debiti, uccidendo la domanda interna. Lo Stato cerca di compensare questo calo di domanda, il che incrementa il deficit ed il debito pubblico (di qui il mito che la crisi sia una di debito pubblico. L’origine della crisi e’ nel debito PRIVATO). Di colpo la Spagna ha bisogno di Euro per ripagare i creditori. L’unico modo che la Spagna ha di procurarsi Euro e’ quello di esportare piu’ di quello che importa. Purtroppo, per anni la spagna ha fatto proprio il contrario, usando i soldi prestati dalla Germania, e adesso ampi settori della sua industria sono moribondi.

    La Spagna deve riacquistare competitivita’, ma come?
    Non puo’ usare le leva del cambio, visto che questo e’ fisso.
    L’unica soluzione e’ una svalutazione interna; il che vuol dire ridurre salari e consumi ed aumentare la disoccupazione. Chi non lavora non importa, e se trova lavoro accetta di lavorare per meno. Col tempo, questo raddrizza la bilancia dei pagamenti (meno importazioni, ed esportazioni piu’ a buon prezzo). Giova ribadirlo: la disoccupazione di massa e’ necessaria, perche’ aiuta ad abbassare le pretese salarial.

    Da notare che l’aggiustamento e’ tutto sulle spalle spagnole (come ai tempi del gold standard…). LE banche tedesche hanno prestato troppo e senza alcun senso, ma ora rivogliono i soldi*

    Non ci credete? Ecco un articolo di Bloomberg, non esattamente un bastione socialista: http://www.bloombergview.com/articles/2012-05-23/merkel-should-know-her-country-has-been-bailed-out-too

    Conclusione

    In poche parole, questo e’ cosa l’euro ha fatto all’Europa. Notare che corruzione ed evasione fiscale non sono state menzionate. E non lo sono state perche’ non fanno alcuna differenza. Anche se tutte le tasse evase fossero pagate domani, la dinamica tra Spagna e Germania non cambierebbe; diminuirebbe la velocita’ del processo, ma il risultato finale rimarrebbe uguale.

    Se non si puo’ cambiare il tasso di cambio, l’unico meccanismo per assorbire gli shock esterni e’ il mercato del lavoro. Questo e’ vero in particolare in Europa, perche’ i lavoratori di un paese non possono spostarsi facilmente in un altro, dove c’e’ piu’ lavoro (a parte la minoranza che parla magari tre lingue).

I commenti sono chiusi.

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