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Salmone: negli allevamenti biologici nessun residuo di antibiotici, ma …

salmone trancioLa Signora K apprezza molto il salmone ed preferisce quello selvaggio che però non è sempre reperibile oppure è molto caro, per cui in alternativa capita di acquistare quello allevato bio; non sarà quindi contenta di leggere questo articolo di Beniamino Bonardi che leggo su Il Fatto Alimentare

La rivista francese 60 millions de consommateurs – edita dall’Institut national de la consommation, vigilato dal ministero dell’Economia, competente in materia di consumi – ha analizzato 23 filetti di salmone, uno dei pesci più consumati oltralpe.

Buona parte dei filetti  proveniva da allevamenti localizzati in: Cile, Scozia, Irlanda, Isole Faroe e Norvegia, mentre cinque erano stati pescati nell’Oceano Pacifico. Complessivamente, la qualità del pesce è risultata buona ma alcuni dati hanno sollevato legittimi interrogativi.

 Gli elementi positivi sono due: nessun campione ha rivelato la presenza di residui di antibiotici quantificabili e  il pesce classificato come “pescato in mare ” lo è veramente, come dimostra il basso tenore di Omega 6.

Il salmone d’allevamento cileno risulta privo di sostanze inquinanti, il che può essere il risultato dello sforzo messo in atto dalle aziende di acquacoltura  per risollevarsi dopo le critiche degli anni passati, a causa dell’epidemia causata dal virus ISA, l’anemia infettiva del salmone.

Note negative per il salmone biologico che risulta meno sano del previsto. Quattro campioni su sei sono risultati contaminati da pesticidi e metalli pesanti.

Il problema è  molto probabilmente dovuto alla vicinanza dei bacini di acquacoltura a coltivazioni agricole convenzionali,  che contamina l’acqua.

In sei campioni di salmone d’allevamento su diciotto è stata rilevata la presenza di etossichina, un antiossidante che desta qualche preoccupazione. In tre campioni la quantità è risultata elevata.

Questa sostanza si trova nell’olio e nelle farine di pesce, utilizzate nel mangime che viene dato ai salmoni, per evitarne l’ossidazione dei filetti durante il trasporto.

L’utilizzo dell’etossichina come pesticida è vietato in agricoltura ma non ci sono norme che stabiliscono limiti massimi nel salmone destinato al consumo umano, mentre esistono per l’alimentazione animale.

6 commenti su “Salmone: negli allevamenti biologici nessun residuo di antibiotici, ma …

  1. Paoblog
    4 luglio 2014

    non hai capito il senso…

    vale sulle strade inteso come sicurezza stradale, vale nei campi come agricoltura…

    quindi per controllare devi essere vigile, per l’appunto, ed allora se ci sono sversamenti abusivi nei fiumi, così come utilizzo di pesticidi vietati. l’intervento deve essere tempestivo al fine di bloccare e rimediare…

    qui da noi puoi segnalare alle autorità quello che vuoi e se ne fottono… già dal primo gradino che possono essere i vigili che ti vengono a dare risposte del tipo “e lo dice a me?”

    salvo poi chiedere la collaborazione del cittadino… ma andassero aff….

  2. Morbida Dolcezza
    4 luglio 2014

    Mi spieghi come fai a vigilare e controllare i campi, le strade etc.?

  3. Paoblog
    4 luglio 2014

    e per l’appunto qui cade a fagiolo la mia nota sul fatto che si debba vigilare… è infatti evidente che se fai l’acquacoltura biologica nei pressi di aree a rischio inquinamento, va da sè…

    certo, sempre che poi non vi siano scarichi illegali, il che ti mette in una posizione scomoda a tua insaputa

    sulle strade, nei campi, ovunque Vigilare e Controllare ….

  4. Morbida Dolcezza
    4 luglio 2014

    Sarà anche esterna ma resta il fatto che diventa contaminato. E’ un po’ come il discorso delle coltivazioni biologiche e quelle convenzionali.

    Se accanto ad un campo coltivato in maniera biologica c’è un campo che viene riempito di pesticidi e diserbanti, è inevitabile che anche quello biologico non è più così salubre.

  5. Paoblog
    4 luglio 2014

    errore ….

    come scritto nell’articolo la contaminazione è esterna … dopo di che ovviamente bisogna vigilare maggiormente che sia biologico o meno…

    resta il fatto che un prodotto Bio non può che costare di più, per forza di cose, tuttavia il prezzo lievita di molto perchè la filiera è troppo lunga.. quando si riesce ad acquistare con filiera corta, ad esempio con Cortilia, su determinati prodotti il prezzo è un pò più caro ma non proibitivo..

    ad esempio la carne bio da Cortilia ha un prezzo abbordabile, da Naturasì è quasi sempre probitivo…

  6. Morbida Dolcezza
    4 luglio 2014

    Inizio a pensare che tutta questa storia del biologico sia soltanto un modo di far pagare di più (per chi se lo può permettere ovviamente)…

I commenti sono chiusi.

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