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Wurstel di pollo: tutti contengono carne separata meccanicamente…

articolo aggiornato dopo la pubblicazione

in sintesi un’articolo che leggo su Il Fatto Alimentare – per consultare la tabella citata nell’articolo, clicca sul link.  Da parte mia integro il tutto con questi link che portano ad altri articoli sulla CSM

csmLa gente non sa che il principale ingrediente dei wurstel di pollo è la carne separata meccanicamente (indicata anche con la sigla CSM).

Ci sono wurstel prodotti solo con CSM e altri misti dove viene mescolata in percentuale variabile alla vera carne di pollo.

Per rendersi conto di quanto sia diffusa questa materia prima considerata dagli addetti ai lavori un ingrediente di mediocre qualità, abbiamo fatto una rilevazione in un supermercato medio-grande (Carrefour) (vedi tabella).

La percentuale di CSM varia,  si passa dal 40% di Suillo Fiorucci al 77% di Wuber al formaggio mentre negli altri casi la quantità oscilla dall’84 all’88%.

Trovare la dicitura tra gli ingredienti è complicato, perché lo spazio destinato all’elenco è ridotto e perché i caratteri tipografici scelti sono microscopici.

C’è di più: su molte etichette l’indicazione della carne separata meccanicamente risulta poco chiara e viene depistata grazie ad un asterisco posizionato a fianco della scritta “carne di pollo (*)” o “carne di tacchino (*)”.

L’asterisco rimanda infatti a una nota in fondo alla lista dove si precisa che la carne di pollo e/o di tacchino è separata meccanicamente.

Invitiamo i lettori a mandarci nuove segnalazioni sui wurstel che contengono CSM e anche di quelli preparati con vera carne di pollo o tacchino per completare la tabella e valorizzare i marchi che fanno scelte di qualità.

Certo il prezzo dei wurstel di carne di pollo o tacchino è superiore ma il sapore cambia notevolmente. Provare per credere.

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Il Fatto Alimentare ha pubblicato un nuovo articolo sull’argomento, del quale pubblico alcuni paragrafi significativi.

Per la lettura integrale dell’articolo Clicca QUI

Mangereste wurstel di pollo preparati con carne pagata 50 centesimi al chilo?

A questo domanda la maggior parte delle persone risponderebbe di no, senza sapere di  fare questo tipo di acquisto ogni volta che compra una confezione al supermercato.

Per il gusto non ci sono problemi perché  gli aromi rassicurano il consumatore sulla bontà del prodotto.

Un altro elemento poco noto è la provenienza della materia prima. Con l’approvazione del nuovo regolamento europeo, tra pochi mesi sarà obbligatorio indicare l’origine della carne fresca di pollo, maiale… .La regola però non vale per la CSM che potrà mantenere l’anonimato.

L’unica consolazione è che l‘Italia, essendo autonoma per quanto riguarda la produzione i polli e tacchini, si può pensare che la CSM provenga in buona parte da grandi aziende come Aia o Amadori.

Alla fine di questo ragionamento l’interrogativo di fondo rimane. È giusto chiamare carne un prodotto che costa 50 centesimi al chilo?

Forse vale la pena mangiare meno ma scegliere prodotti di qualità.

 Il testo della commissione UE (leggi qui) dice che nella CSMla struttura normale della fibra muscolare è in gran parte perduta o modificata in modo da non essere più comparabile con la carne normale… Dal punto di vista dei consumatori è perciò inaccettabile includere la CSM nella definizione di carne a fini di etichettatura”

* * *

Sempre tratto dall’articolo de Il Fatto Alimentare, segue un breve video che illustra  il ciclo di lavorazione delle carcasse di pollo  prive delle parti più pregiate come petto, cosce, ali e senza zampe,  collo e interiora.

Dopo avere visto il filmato e capito come viene prodotta la CSM è quasi superfluo spiegare perché la poltiglia rosa si vende a meno di 0,5  €/kg  e perché i wurstel di pollo confezionati esposti nel banco frigorifero dei supermercati si comprano a prezzi stracciati.

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