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Addio all’indicazione dello stabilimento di produzione e del produttore? Diciamo No!

Autore: Pietro Vanessi  unavignettadipv.it

Autore: Pietro Vanessi
unavignettadipv.it

Ho pubblicato un post solo pochi giorni fa, ma insisto e pubblico la comunicazione inviata da Ioleggol’etichetta ai firmatari della loro petizione al Governo:

Manca poco meno di un mese all’entrata in vigore del Regolamento UE che eliminerà l’obbligo dell’indicazione dello stabilimento di produzione dalle etichette e che quindi non ci consentirà più di capire chi è il produttore dei prodotti che acquistiamo.

La petizione “Nessuno tocchi l’indicazione dello stabilimento di produzione sull’etichetta” è arrivata a oltre 15.000 firme di tanti consumatori come voi (se non avete firmato o volete far firmare amici e conoscenti potete farlo qui) che chiedono che questa informazione sull’etichetta rimanga.

Ricordiamo che Ioleggoletichetta è nata grazie a questa informazione che ci consente di capire chi produce un prodotto e di fare quindi acquisti più consapevolmente!

Nei giorni scorsi abbiamo inviato il seguente testo ai marchi della Grande Distribuzione Italiana (Coop, Conad, Selex, Esselunga, Eurospin, Lidl, Sigma, Pam Panorama, Auchan, Carrefour, Crai, ecc…) e a diverse aziende produttrici, a cui chiediamo di sostenere tale iniziativa e di impegnarsi a continuare a scrivere sull’etichetta lo stabilimento di produzione e possibilmente anche il nome dei produttori dei loro prodotti Private Label, indipendentemente dall’entrata in vigore del Reg. 1169/2011 che elimina tale obbligo.

Conad è stata la prima azienda della Grande Distribuzione Italiana a sostenere la petizione con la firma dell’Amministratore Delegato Francesco Pugliese: si tratta di un importante segnale di impegno verso i consumatori in termini di trasparenza.

firma_conad


Anche Selex, importante realtà nazionale, Gruppo Distributivo multinsegna proprietario dei Centri Commerciali Famila, A&O, Doc, Alì, C+C che vende prodotti a marchio Selex e Vale con la firma del Direttore Maniele Tasca appoggia la petizione.

E’ arrivato l’appoggio anche dall’Amm. Delegato di Unes U2 Supermercati Mario Gasbarrino, e dal Presidente del Consorzio Coralis Eleonora Graffione.

Strenuo difensore della trasparenza e della difesa dell’italianità dei prodotti è anche l’Amministratore Delegato di Asdomar Generale Conserve Vito Gulli che ha firmato come primo produttore italiano la petizione.

A seguire c’è stata l’adesione dell’azienda produttrice di patatine Amica Chips Spa. 

Ma sono ancora tante le insegne dei supermercati e le aziende produttrici, che non hanno ancora risposto e da cui ci aspettiamo una risposta.

Siamo in attesa della risposta di Coop ad esempio o di Eurospin Discount 100% italiano, del Gruppo Ex Interdis Ve’Gè, di Esselunga e di aziende produttrici come Galbusera, Mutti, Alce Nero, Granarolo, Parmareggio.

Dite che risponderanno?

Noi speriamo di si. Dare sostegno a questa iniziativa significa dimostrare di investire sulla trasparenza verso il consumatore, di non nascondere ma di voler far conoscere il luogo fisico dove un prodotto è fabbricato, e significa difendere il Made in Italy perché indicando lo stabilimento di produzione si dà la certezza al consumatore che un determinato prodotto è fatto in fabbriche italiane.

Un modello italiano quello dell’indicazione dello stabilimento di produzione avuto fino ad oggi e che invece di farcelo cancellare dovremmo esportare in Europa.

Nello specifico attraverso la petizione:

Chiediamo al Governo Italiano di impegnarsi affinché l’obbligo di indicare in maniera testuale l’indicazione dello stabilimento di produzione rimanga.

– Chiediamo al Parlamento Europeo che l’obbligo nell’indicare lo stabilimento di produzione in etichetta venga esteso e integrato nel Reg. 1169/2011. Chiediamo che il bollo sanitario come identificativo numerico sia esteso non solo su carni e latticini ma anche su tutte le altre categorie di prodotto insieme all’informazione testuale caratterizzata da PAESE, CITTA’, VIA E NUMERO CIVICO che identifica lo stabilimento di produzione.

Intanto consulta l’elenco delle aziende che abbiamo contattato e contribuisci diffondendo la petizione (qui trovi il testo) inoltrando questa mail.

 

3 commenti su “Addio all’indicazione dello stabilimento di produzione e del produttore? Diciamo No!

  1. paoblog
    3 dicembre 2014

    E Coop Lombardia ha prontamente risposto scrivendomi che:

    “Coop aderisce alla petizione in quanto la trasparenza e l’informazione verso il consumatore sono nostri valori fondanti.

    Da sempre nome ed indirizzo dei nostri produttori sono sulle etichette dei prodotti a marchio Coop.

    E siamo andati oltre: per primi abbiamo messo a disposizione anche le origini delle materie prime usate nei nostri prodotti.

    E oltre al “dove” è importante il “come”: i consumatori devono sapere non solo i luoghi ma anche le modalità con le quali si produce, quindi la qualità, i controlli, gli impatti ambientali ed anche la garanzia dell’eticità lungo tutta la filiera.”

    Ed infatti a suo tempo ho deciso di spostare la maggior parte dei miei acquisti su Coop, confidando sul loro senso Etico: https://paoblog.net/2014/06/04/cons-etica-2/

  2. paoblog
    27 novembre 2014

    Ovviamente ho scritto a Coop Lombardia sollecitando una presa di posizione (favorevole) a questa inziativa a tutela dei consumatori.

    Se risponderanno, aggiornerò il tutto…

  3. Poppea
    27 novembre 2014

    Ero sicura che conad e coop avrebbero appoggiato è nel loro interesse

I commenti sono chiusi.

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