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#ioleggoperchè ovvero ho ritirato i 12 libri per stimolare i “non lettori”…

Dopo l’adesione a #ioleggoperchè di cui ho raccontato in questo post, è arrivato il momento di andare alla mia lìbreria di riferimento a ritirare i libri, cosa che ho fatto sabato scorso.

Mi hanno consegnato 12 libri suddivi in due titoli: La formula del professore di Yoko Ogawa e Quando sei nato non puoi più nasconderti di Maria Pace Ottieri.

Ho molti Amici, sparsi per tutta Italia, ma per la maggior parte sono dei lettori (chi si somiglia si piglia?) tuttavia conoscendo poche pirsone pirsonalmente (come direbbe Catarella) va da sè che mi serve un pò di collaborazione per distribuire questi libri a lettori non abituali ed ho chiesto aiuto agli Amici.

Per ora hanno aderito Ele di Siena e Luisa di Brescia alle quali oggi spedirò i libri che ho scelto per la loro missione … o dovevo dire Mission?

NoKappa

Facendo mente locale, in questi giorni, sondando alcune persone in merito, ho constatato che la vera difficoltà con i “non lettori” è che “a loro sta bene così”, spesso orgogliosi di non aver mai letto un libro.

Se non fosse che, come racconta al meglio questa foto tratta dal web…

Sfondo FB (5)

Resta sempre valido il pensiero espresso da Tullio de Mauro, facendo riferimento a quel  71% della popolazione italiana che si trova al di sotto del livello minimo di comprensione nella lettura di un testo di media difficoltà”:

“Non bisognerebbe mai dimenticare che la conoscenza della lingua madre è il fondamento per lo studio delle altre discipline scolastiche e delle altre lingue, così come è alla base della capacità di orientarsi nella società e di farsi valere nel mondo del lavoro.

Sembrano constatazione banali, ma non lo sono affatto in un contesto in cui l’insegnamento dell’italiano nelle scuole soccombe all’anglofilia diffusa e la lettura, sul piano sociale, è nettamente sacrificata rispetto all’approccio visivo, comportando vere mutazioni psichico-cognitive.

Se ciò risulta vero, non è eccessivo affermare che l’emergenza culturale, nel nostro Paese, dovrebbe preoccupare almeno quanto quella economica.”

Concludo con una delle mie citazioni preferita, fra quelle che ho inserito sul Muro (tu chiamalo Wall, se ti va) di #ioleggoperchè:

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