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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un libro: Un requiem tedesco

di Philip Kerr

TEA – Pagg. 413 – € 8,00

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Trama: È il 1947, la Berlino nazista è un cumulo di macerie e il detective Bernie Gunther è costretto a trasferirsi temporaneamente a Vienna per indagare sulla morte di un capitano dell’esercito americano, nella quale pare essere coinvolto un suo vecchio collega della polizia berlinese.

In mezzo alle rovine della città agonizzante, Gunther si dovrà muovere tra spie americane e russe, ex nazisti braccati o reclutati dal controspionaggio, uomini capaci di vendere qualsiasi cosa e belle donne pronte a vendere se stesse.

Letto da: Paolo

Opinione personale: Questo è il quinto libro di Philip Kerr con il personaggio di Bernie Gunther; qualcosa vorrà dire.

Per il personaggio e le analisi storiche vi rimando alle opinioni scritte in precedenza; sinora avevo visto Bernie muoversi nella Germania degli anni ’30, poi nel 1942, in pieno conflitto (La notte di Praga), e successivamente in una vicenda che ha poi avuto un epilogo negli anni ’50. (Se i morti non risorgono)

Un requiem tedesco è il terzo ed ultimo episodio della Trilogia tedesca ( Violette di marzo –  Il criminale pallido)

Questa volta siamo nel 1947, si comincia in una Berlino distrutta, ma la storia si svolge in una Vienna che cerca di tornare alla normalità, cosa che passa dal dissociarsi dal nazismo e dai tedeschi che però ritrovi ovunque, che siano gerarchi nazisti sotto falso nome o faccendieri che sguazzano nella borsa nera ed in traffici di varia natura.

Le avvisaglie della Guerra fredda condizionano le giornate, con le forze d’occupazione che si sono spartite i territori e li gestiscono in modi differenti.

E se la Russia usa il pugno di ferro, ecco che gli americani danno prova della grande ipocrisia che ha permesso di arruolare, più o meno consapevolmente, membri di Gestapo ed SS nelle forze di polizia o nei posti chiave, al fine di contrastare i rossi.

Ed il nemico di ieri diventa l’alleato di oggi, tappandosi il naso, ma soprattutto dimostrando che la politica ha la meglio sull’Etica. Niente di nuovo sotto il sole…

La storia regge bene, con la solita brutalità nazista che si manifesta quando Bernie incrocia la strada con gli ex-gerarchi che si stanno riciclando con gli americani; a differenza degli altri romanzi, l’impronta è più spionistica che poliziesca, ma è sempre un bel leggere.

Nota a margine: avevo intuito già a metà strada che un certo personaggio non fosse chi dichiarava di essere e vista l’esperienza di Bernie in polizia (e non solo), è perlomeno anomalo che non abbia approfondito in tempo utile.

Di Philip Kerr ho letto anche:

La notte di Praga

Se i morti non risorgono

 

 

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Questa voce è stata pubblicata il 15 aprile 2016 da in L'angolo dei libri - le nostre recensioni con tag , , , , .
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