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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Con il mese a 28 giorni, paghi di più; e con il mese a 30 giorni? Pure!

Autore: Pietro Vanessi
unavignettadipv.it

Questa vicenda non mi riguarda avendo un gestore telefonico che non ha aderito a questa manovra truffaldina, ma il problema resta ed in ogni caso, una volta di più, mi chiedo cosa succederebbe se i consumatori emigrassero in massa verso aziende più serie lasciando i grandi della telefonia con un pugno di mosche in mano…

Io ad esempio a seguito di scorrettezze di Vodafone, ho cambiato (e fatto cambiare ai familiari) gestore e quindi nel giro di qualche mese 6 Sim sono migrate verso lidi più sicuri. 😉

Leggi: Se fossimo capaci di boicottare i “furbetti”…

E’ notizia recente della decisione dell’Autorità che impone entro 4 mesi (con calma, mi raccomando) alle compagnie telefoniche di ripristinare il rinnovo degli abbonamenti ogni 30 giorni e non ogni 28 (!) cosa che aveva causato il pagamento di 13 mensilità in un anno che, in ogni caso, è di 12 mesi.

Contenti i consumatori e tripudio delle associazioni che avevano difeso i loro diritti, ma era troppo pensare che i furbacchioni rinunciassero ad introiti milionari ed infatti scrive oggi il Salvagente che:

Vodafone ha annunciato il ritorno alla fatturazione mensile aumentando i costi dei pacchetti dell’8,6% ma lasciando invariata la quantità di giga e minuti voce inclusi nell’offerta:

“La spesa complessiva annuale non cambia” ci tiene a precisare Vodafone. E questo è vero ma alla fine si pagherà la stessa cifra per avere meno. Meno giga, meno minuti di traffico voce, meno sms. Sì, perché le offerte si rinnoveranno per 12 volte al mese piuttosto che per 13 (come era nella fatturazione a 28 giorni).

Purtroppo lo dico da tempo che nonostante le norme a tutela dei consumatori e le piccole vittorie delle associazioni che hanno un effetto temporaneo, dopo poco tempo ci si ritrova Cornuti & Mazziati, come infatti testimonia lo sfogo letto su Twitter.

e quindi onore al merito delle Associazioni che si impegnano ogni giorno ed ai consumatori che pretendono il rispetto dei loro diritti, ma si dice che il pesce puzza dalla testa che, in questo caso, è a Roma.

Ma state tranquilli, dal 5 marzo cambia tutto. #credici

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