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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un po’ d’acqua e zucchero ed ecco servita la frode sul miele

Miele di bassa qualità, “annacquato” e addizionato di zuccheri come sciroppo di mais, barbabietola e ultimamente riso.

È questa la frode più comune sul prezioso prodotto degli alveari che proprio in quanto molto caro e molto richiesto fa gola ai truffatori che guadagnano in questo modo e per di più si riparano dietro pratiche difficili da scovare con i metodi di indagine attuali per le frodi alimentari.

I risultati del Piano di controllo coordinato dell’Unione europea non lasciano spazio ai dubbi: è questo il problema più comune, seguito dalla falsa descrizione dell’origine geografica e/o botanica (in quest’ultimo caso vendendo spesso per miele d’acacia un comune millefiori).

La mancanza di dati compositivi (impronte chimiche) di autentici mieli e prodotti usati come adulteranti rappresenta il più grande ostacolo ai fini del controllo ufficiale.

E i controlli sono urgenti, dato che la grande domanda in Europa, di gran lunga superiore alla produzione comunitaria, spinge i truffatori a speculare.

Fonte & lettura integrale qui

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Questa voce è stata pubblicata il 27 febbraio 2018 da in Alimentazione, Cucina & Ristoranti, Consumatori & Utenti con tag , , , , , , , , .
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