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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

La macchina per il sottovuoto mi aiuta a ridurre lo spreco alimentare

Il titolo del post, in realtà, è una forzatura in quanto chi mi legge abitualmente sa che il nostro spreco alimentare è ridotto ai minimi termini, tuttavia perchè non puntare allo Zero?

Leggi: Il nostro spreco alimentare nel 2017

Il nostro obiettivo principale in realtà è quello che di avere una migliore conservazione a prescindere dallo spreco ed anche una razionalizzazione degli spazi. 

Premesso che questo non è un post pubblicitario 😉 la scorsa settimana abbiamo acquistato una macchina per il sottovuoto e sabato abbiamo fatto qualche prova, utilizzando i sacchetti, il rotolo da tagliare a misura ed infine i contenitori per il frigorifero.

In futuro compreremo i barattoli, ma sabato abbiamo suddiviso il riso, che non usiamo spesso, in sacchetti porzionati che messi uno sopra l’altro non occupano spazio.

In ogni caso i sacchetti sono lavabili in lavastoviglie e riutilizzabili, ma solo se non sono stati usati per carne e pesce. 

Per quanto riguarda la comodità e/o semplicità d’uso nulla da dire; forse le istruzioni sarebbero state più intuitive usando delle foto a colori piuttosto che dei disegni.

Abbiamo avuto qualche intoppo iniziale con i contenitori, ma era colpa nostra che lo avevamo riempito troppo; fatta una breve ricerca sul web e trovato un video esplicativo sul corretto uso, abbiamo risolto al volo.

Nota a margine: noi l’abbiamo comprata su questo sito in quanto troviamo prezzi buoni, cortesia ed efficienza, oltre che un comodo pagamento rateale ad interessi e burocrazia zero, dopo di che ognuno faccia quello che vuole. 😉

Unico neo, veramente fastidioso, è la lunghezza ridotta del cavo di alimentazione che mi pare sia di 74 centimetri. Non credo che un cavo da 1,5 metri avrebbe fatto lievitare il prezzo in maniera insostenibile.

Segue un riassunto di quanto mi ha detto l’Amica Smemorin che dirige il locale di riferimento del Blog.

La tecnica del sottovuoto l’abbiamo adottata da prima dell’euro (forse siamo stati i primi ad avere la macchina per il sottovuoto a Milano, perché costava circa 1,5 milioni di lire).

È fantastica e garantisce una salubrità degli alimenti al massimo. Inoltre è raccomandata dall’Asl per la conservazione anche dei cibi cotti.

Da 2/3 anni si reclamizza anche per l’uso domestico e, in effetti è molto utile. Scusate se faccio un po’ di “auto celebrazione“, ma il nostro chef è supertecnologico! 

Comunque non pensare che sia così diffusa nei ristoranti; il nostro consulente Haccp ci dice che ce l’hanno solo nei grandi alberghi (😧) mentre dovrebbero averla tutti per legge.

La nostra (che abbiamo cambiato circa 3 anni fa) costava intorno ai 1500 euro, ma è grande (possiamo mettere sottovuoto anche filetti interi).

Per cui se uno volesse fare il minimo indispensabile, in un ristorante, potrebbe farlo senza spendere una cifra, che in ogni caso sarebbe un bene anche per lui: obblighi a parte, meno sprechi e più igiene in cucina son sempre un affare. Noi sprechiamo quasi Zero, ma con questa macchina siamo a posto.

A conferma dell’allungamento dei tempi di conservazione la tabella riportata sulla confezione dei sacchetti dove si passa dai 6 mesi della carne a 2 anni, fermo restando che non è nostra intenzione lasciare la carne in congelatore per 2 o 3 anni.

Però comprando la carne anche direttamente in un’azienda agricola, in lotti di una decina di kg., poter gestire in tutta sicurezza i congelamenti è una sicurezza in più.

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