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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Perchè non ce la faremo

2014 – Mi è capitata nuovamente fra le mani questa lettera, mentre scrivevo un altro post ambientale, l’ho riletta, ho inserito qualche link a supporto, ma passa il tempo e non riesco a trovare argomenti che smontino quanto scritto nel 2005.

Sono passati 9 anni e siamo ancora qui a perdere tempo e, nel contempo, a sfruttare oltre ogni limite le risorse del pianeta, infliggendogli nel contempo altre ferite, che non guariranno.

In calce un’integrazione tratta da una testimonianza scritta in occasione dell’iniziativa ConsumAttore lanciata da Oxfam Italia.

2008 – Questa è la copia di una lettera che ho inviato a Lifegate, della quale sono stato socio per alcuni anni e che esprime il timore, se non la certezza, di non riuscira a migliorare il mondo.

L’ho scritta nel 2005, l’ho riletta alcuni giorni fa, e purtroppo mi sento di sottoscrivere ogni parola.

Il che è triste…

Perché NON ce la faremo

ambiente (1)Non sono disfattista, credo nella teorica possibilità di vivere con l’Ambiente e non contro di lui.

Essermi associato a Lifegate altro non è stato che unirmi ad un movimento di idee (e fatti) che ben si sposa al mio modo di vedere e pensare.

Ma più passa il tempo e più vedo l’ignoranza ambientale di molte, troppe, persone, la loro indifferenza generale e di conseguenza i loro comportamenti quotidiani e più mi convinco di essere un idealista.

Sono un buon cittadino in un mondo sbagliato.

Non ce la faremo, ma questo non significa che io non continuerò a ridurre il mio inquinamento e relativo impatto ambientale, continuerò a fare quello che ho fatto, ed i sorrisini sarcastici che raccolgo quale risposta dopo aver spiegato perché “dovremmo” vivere nel rispetto ambientale, mi feriranno, ma non mi faranno desistere.

Ancora una volta tenterò di far capire ad amici & parenti che non dobbiamo comportarci in un certo modo solo se abbiamo un immediato vantaggio personale, voglio che capiscano che l’aria inquinata la respiriamo tutti, che la vita su questa Terra malata, peggiorerà se ognuno di noi, nel suo piccolo, non farà la sua parte.

La mediazione, la diplomazia, sarebbero la migliore scelta di vita, ma ormai posso solo dire che “mi spezzo, ma non mi piego”, altro non posso fare. Sono stanco, sono stufo.

Ormai ho un metodo infallibile per valutare chi ho di fronte: mi basta chiedere cosa ne pensa del Protocollo di Kyoto. Vi risparmio la sequenza di smorfie con le quali cercano di offuscare la loro totale ignoranza.

Se almeno uno mi dicesse: so cos’è ma me ne frego. E’ persino più facile accettare l’arroganza dell’ignoranza, soprattutto quando si tratta di “beata ignoranza” ovvero il giusto “schermo” per non vedere le magagne che stiamo infliggendo all’Ambiente e, di conseguenza, a noi stessi ed alle prossime generazioni.

Ma anche le “prossime generazioni”, degne figlie dei loro genitori e dei loro insegnamenti, adottano lo stesso sistema e via così. Uniformiamoci al peggio.

E’ senz’altro più comodo che riciclare i rifiuti o cercare di produrne meno.

E perché privilegiare un’auto che consumo il meno possibile se possiamo avere un’auto da 250 kmh che faccia i 5 km/lt.? Sorvolando sul fatto che tanto poi ci troveremo tutti in fila allo stesso casello autostradale.

Porsche Cayenne e Fiat Punto tutti insieme, appassionatamente, il massimo della democrazia, no?

Cerchiamo di consumare tutta la plastica possibile, spremiamo tutte le risorse energetiche del pianeta, che ci frega del Domani?

Da alcuni anni metto l’Auto ad Impattozero.

Certo sarebbe meglio usarla il meno possibile, ma il mondo perfetto non esiste. Ma il sapere che vi sono degli alberi che, bontà loro, compenseranno le mie emissioni un poco mi consola.

E sarò stupido, idealista o quel che volete, ma talvolta quando guardo la mappa che certifica il mio piccolo pezzo di foresta, mi scappa un sorriso.

Io continuo per la mia strada e che il Resto del mondo faccia quel che vuole.

Ma  avrò sempre fiato per dire la mia.

Demoralizzato SI, rassegnato MAI!

* * *

2014 – Per mancata conoscenza del problema, per menefreghismo e per pura pigrizia, ci sarà sempre qualcuno che dirà che il gesto del singolo non serve a niente.

È sicuramente vero che un piccolo gesto, se restasse isolato, servirebbe a poco, ma visto che i singoli cittadini formano poi la società, va da sé che più persone avranno comportamenti virtuosi e rispettosi dell’Ambiente e più facile sarà migliorare le cose, per noi e per quelli che verranno. Inclusi i vostri figli.

Come scrive Schlumberger: sono piccoli accorgimenti che, singolarmente presi, non provocano drastici rivolgimenti nella vita del singolo; ma nel loro insieme, e se seguiti da molti, possono avere un impatto non trascurabile.

In ogni caso basta poco, non bisogna andare a vivere nelle caverne, e bastano piccole modifiche alle vostre abitudini, che di certo non peseranno.

A questo proposito consiglio la lettura di “50 Piccole cose da fare per cambiare il mondo” di A. Schlumberger (9,50 €), che ci farà capire in poche pagine che con piccoli cambiamenti quotidiani, si può fare tantissimo.

Per capirci, è ovvio che evitare l’uso del climatizzatore in auto consentirebbe minor emissione di gas nell’atmosfera ed un minor consumo di carburante, tuttavia se non è fattibile evitarne l’uso, lo si può invece usare al meglio e quindi ecco il consiglio, facile da seguire, senza per questo peggiorare la nostra vita: se la vostra auto è dotata di condizionatore, non abbassate la temperatura più del necessario.

Per regolare la temperatura a livelli ottimali, vi consigliamo un climatizzatore automatico (climatronic). Fate revisionare l’impianto a intervalli regolari.

Così facendo non fermerete certo le emissioni di refrigerante, ma eviterete pur sempre che il fabbisogno energetico del condizionatore aumenti gradualmente.

6 commenti su “Perchè non ce la faremo

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  4. paoblog
    2 ottobre 2014

    mi scrive l’Amico Angelo: Che dire? Prendendo a prestito un: “mi spezzo, ma non mi piego”, delusi o meno, caparbiamente … andiamo avanti! E, chissà, forse davvero: “che la dura la vince”!

    • Paoblog
      2 ottobre 2014

      non si potrà dire che non ci abbiamo provato…

  5. Poppea
    2 ottobre 2014

    Io è un po’ che mi sono stufata vedendo chi ho intorno, per quello che mi riguarda, cerco di non inquinare, sono attenta alla differenziata, eccetera ….

    poi se la gente non si attiene a poche elementari regole che si fotta, dopo di me non lascerò nessuno e mi sono rotta il cazzo di lottare per i figli degli altri, ci devono pensare i genitori.

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