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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Se si chiama gioco d’azzardo, ci sarà un perchè. Vincere non è facile.

Il gioco d’azzardo non è un prodotto né un servizio e la pubblicità non dovrebbe incitare i consumatori a sfidare la sorte, facendo leva su testimonial rassicuranti e molto amati dal pubblico!”

E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), in riferimento alla pubblicità “10 e Lotto”, in cui il popolare attore Claudio Bisio invita il telespettatore a tentare la fortuna sostenendo che: “vincere è ancora più semplice che giocare”.

A seguito della nostra segnalazione -annuncia Dona- l’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria ha dichiarato che la pubblicità del Lotto veicola un messaggio in contrasto con le norme del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.

Lo spot, infatti, non solo non presta la dovuta cura a bambini ed adolescenti (non specifica ad esempio che ai minorenni è vietato giocare), ma non fornisce neanche  i necessari chiarimenti sui pericoli e anzi sembra indurre i destinatari a trascurare le normali regole di prudenza o a diminuire il senso di vigilanza e di responsabilità verso i pericoli.

“Sostenere  che ‘vincere è facile’ -continua Dona- alimenta, infatti, false speranze e non ricorda al pubblico che per ogni vincitore si contano innumerevoli sconfitti e alla fine a vincere è soprattutto il banco!”.

Dello stesso parere Paola Vinciguerra, presidente dell’Associazione Europea Disturbi da Attacchi di Panico che commenta: “E’ contraddittorio il messaggio di alcuni spot  che da una parte ti invitano a giocare ma poi, contemporaneamente ti ricordano di farlo ‘consapevolmente’ quasi a volerti catturare in una rete, ma avvisandoti che potresti farti male.

Senza contare, prosegue la psicologa, che la pubblicità influenza i consumatori da tutti i punti di vista incitandoli ad acquistare un’automobile, un oggetto, in questo caso la fortuna, come se fossero alla portata  di tutti.

Apprezziamo alcune campagne di Ministeri e Monopoli di Stato rivolte soprattutto ai più giovani  per informare sui rischi delle ludopatie -aggiunge l’avvocato Dona- ma ricordiamo che è lo stesso Stato che legalizza il gioco d’azzardo per far cassa, soprattutto in un periodo di crisi.

E’ un giro d’affari enorme – conclude Paola Vinciguerra-  che trova terreno fertile proprio in questo momento in cui sono in aumento le persone frustrate, depresse, alle prese con il senso di fallimento  e che rischiano, cercando nuovi  stimoli ed illudendosi di risolvere i loro problemi economici con una vincita facile, di sviluppare una dipendenza dal gioco d’azzardo.

Ufficio stampa Unione Nazionale Consumatori

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  5. Paoblog
    5 settembre 2013

    leggo che: “Il governo è stato battuto in aula al Senato nella votazione di una mozione della Lega Nord che vieta per 1 anno l’apertura di nuovi centri per i giochi d’azzardo elettronico on line e nei luoghi aperti al pubblico.”

    e mi vien da pensare che per una volta hanno fatto la cosa giusta, vista l’emergenza sociale che si è creata con il gioco d’azzardo ed invece…

    prima Felice Casson, senatore del Pd spiega che :”tutto è avvenuto in un momento di grande confusione in Aula. In pratica si è trattato di un errore di votazione”.

    e quindi hanno fatto la cosa giusta per sbaglio!?

    ed infine il sottosegretario all’economia Alberto Giorgetti si lamenta per “il problema del mancato gettito per sei miliardi di euro”.

    Avanti così…

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Questa voce è stata pubblicata il 6 dicembre 2011 da in Consumatori & Utenti, Economia, Soldi, Banche, Assicurazioni , ecc. con tag , , , , , .
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