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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Le aziende che devono lavorare con la “banda stretta….”

Fonte: reset-italia.net

Fonte: reset-italia.net

Guardare questo servizio trasmesso da TG2 Dossier fa arrabbiare, ma d’altro canto questa è l’italietta con la quale abbiamo a che fare ogni giorno …

E tanti saluti ai politici che dicono chegli imprenditori non hanno più alibi“.

L’alibi ce l’hanno quelli che, tanto più nelle piccole imprese, lavorano ogni giorno con impegno e rischio personale, nonostante lo Stato che rema contro, siete voi “politici” (al Governo, di ogni “colore”) che di alibi non ne avete più…

Le storie raccontate a TG2 Dossier:

Una start up molisana che progetta applicazioni per telefonini e tablet delle marche più diffuse.

Un’azienda agricola calabrese che commercializza all’estero le sue patate IGP (indicazione geografica protetta).

Una decina di imprese di un’area industriale della Sardegna centrale sulla quale sono stati investiti milioni di euro e, sempre in Sardegna, un comune che ha puntato tutto sul turismo.

Un albergo della riviera romagnola, un agriturismo di qualità in Toscana e un‘addetta stampa che promuove musicisti italiani e stranieri dal suo casale vicino Siena.

Ad accomunare tutti questi soggetti un problema molto più serio di quanto si possa pensare:  il divario digitale che ostacola l’accesso al Web di alcuni milioni di italiani che vivono e lavorano nelle aree del paese non raggiunte dalla banda larga.

Imprenditori che affrontano con collegamenti precari competitori europei che viaggiano su linee a 30 megabit.

Ancora oggi nel nostro paese il collegamento ad Internet è in gran parte fornito dall’ADSL sulla vecchia rete di cavi telefonici in rame che non sempre consentono la velocità promessa dai contratti delle compagnie telefoniche .

E l’Italia resta agli ultimi posti in Europa per velocità di connessione.

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